OGGETTO: Geopolitica del contagio
DATA: 21 Giugno 2021
Breve storia occidentale di una gestione "compassionevole" dell'epidemia.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

“È la miopia la malattia mortale di questo XXI secolo, la stessa che ha impedito non solo di prevedere le grandi crisi sistemiche ma soprattutto di affrontarle e se possibile risolverle con uno sguardo al destino delle prossime generazioni. Si è a lungo parlato in questi ultimi anni della divaricazione tra élites e popolo, tra politica e cittadini, tra privilegiati delle caste e diseredati. Questo scollamento è però il sintomo della malattia, non la causa”.

Questa proposizione racchiude lo spirito del nuovo libro di Gianluca Ansalone Geopolitica del contagio. Il futuro delle democrazie e il nuovo ordine mondiale dopo il Covid-19. Dopo la fine della guerra fredda inizia il sonno dell’Occidente: ogni tipo di crisi politica, economica e socio-umanitaria viene gestita con sincero ma molto miope estro morale. La diagnosi per rimettersi in gioco è molto semplice: aprire gli occhi, cogliere la complessità delle cause del nostro presente. La cura lo è altrettanto: prendere decisioni di larga veduta nello spirito del tempo con l’obiettivo di dirigere ciò verso cui già ci muoviamo.  Con la caduta dell’Unione Sovietica segue la certezza generalizzata che il modello economico-politico occidentale sia il migliore e, per proprio per questo, storicamente destinato ad instaurarsi a livello planetario. Nonostante le famose tesi di Fukuyama fossero state criticate dai più disparati punti di vista anche prima della crisi Covid-19 proprio da quell’Occidente che cerca sempre di apparire ipocritamente autocritico e impegnato in un’incessante e spietata (dai non celati tratti moraleggianti) autoanalisi, Ansalone mostra molto semplicemente (e profondamente) come le principali crisi che hanno scandito il nuovo e velocissimo corso della Storia che erroneamente si è ritenuta sopita siano state gestite senza una coerente visione d’insieme di lungo termine.

Gli eventi presi in considerazione sono gli attentati terroristici di New York del 2001, la crisi finanziaria dei subprime del 2008 e infine l’attuale crisi sanitaria. A questi eventi seguono risposte e cambiamenti di paradigmi che non sono stati colti nella loro complessità e novità, nello stesso ordine: il passaggio dalla sicurezza simmetrica a quella asimmetrica, l’aumento del debito pubblico e lo storno di investimenti dai tradizionali settori produttivi con conseguenze devastanti per il ceto medio sul quale si fonda inevitabilmente la democrazia rappresentativa e quindi per lo sviluppo dei Paesi principalmente coinvolti in questa crisi e, per quanto riguarda la reazione alla terza crisi, la partita è ancora aperta e dipende da noi. In ognuno di questi casi per Ansalone la miopia dell’Occidente è consistita nel ritenere che per la risoluzione di queste nuove tipologie di crisi sarebbe stato sufficiente l’impiego delle strategie e delle politiche tradizionali e che a ciò sarebbe inevitabilmente seguito un ritorno a quell’età dell’oro (per l’Occidente) incarnata in generale dagli anni Novanta e, nel concreto, da tutto quello che rappresenta la presidenza Clinton. I politici (e non solo) devono recuperare nei loro discorsi e nelle loro azioni il gusto per la complessità e l’analisi. La crisi sanitaria pone delle sfide che devono essere in primo luogo comprese. Un emotivo inseguimento della pancia e dei desideri del paese rivolto al perseguimento di tornaconti politico-mediatici che vivono dell’immediatezza estemporanea di pomposi titoli di giornali non è più sostenibile.  Nel prosieguo del libro Ansalone descrive dettagliatamente tutti quelle spie sociali, economiche, politiche e geopolitiche che, se fossero state considerate e prese sul serio in tempo, difficilmente avrebbero potuto evitare l’inizio di questa crisi, ma avrebbero senza dubbio contribuito a una reazione razionale e organica più rapida e di lungo termine: la geografia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la dinamicità della geografia attuale e il costante aumento del numero di Stati, la differenza fra sicurezza simmetrica e asimmetrica, il terrorismo e lo Stato Islamico, il Medio Oriente, lo scontro fra mondo sunnita e sciita, il ruolo di Turchia, Arabia Saudita e Iran (con particolare attenzione alle motivazioni geopolitiche della sua politica nucleare), la nuova realtà cibernetica e i problemi legati alla militarizzazione di questo settore, lo sviluppo della Cina e la sua strategia per diventare una superpotenza prima e dopo la crisi pandemica, il profondo mutamento della politica statunitense e in generale occidentale dopo la crisi finanziaria del 2008, il significato dell’era Trump prima e dopo la pandemia e infine il ruolo e le strategie di colossi come Apple e Amazon. Tutte le contraddizioni e le tendenze preesistenti sono state naturalmente acuite, esacerbate e accelerate dalla crisi pandemica.

Le reazioni dei diversi Stati alla crisi pandemica vengono classificate da Ansalone in tre gruppi: “autoritarie”, “compassionevoli” (di cui fanno parte i principali Paesi occidentali) e “negazioniste”. Molte di queste pagine sono dedicate agli Stati Uniti e alla Cina. La Cina, a detta dell’autore, sta ponendo le basi per presentarsi nel medio-breve futuro come una superpotenza a tutti gli effetti con un modello economico-politico (quello dell’autarchia di mercato) alternativo a quello americano. L’obiettivo principale della civiltà politica occidentale, secondo le tesi dell’autore, deve essere quello di ricucire il rapporto fra scienza e politica e riscoprire valori come la competenza e la meritocrazia senza i quali è del tutto impossibile immaginarsi un reale progresso scientifico-tecnologico. Gli attriti che hanno caratterizzato il rapporto fra politici e scienziati di molti Paesi sono tutti ricondotti da Ansalone esclusivamente alla volontà (da giudicare negativamente) di pochi individui. D’altro canto, bisogna tenere anche conto del fatto che nella congiuntura epidemica gli scienziati non hanno fatto solo scienza, ma si sono posti come interlocutori diretti nei confronti dei cittadini, la scienza è diventata cioè onnipervasiva e mediatica. A questa seconda dinamica sono riconducibili molte delle tensioni scaturite fra politici e scienziati (binomio che non coincide necessariamente con quello politica-scienza) che si stagliano su un terreno diverso da quello delineato sopra nei termini di scienza e volontà politica volta a minimizzare l’impatto epidemico.

In questo bailamme, in definitiva, Gianluca Ansalone elenca i tavoli sui quali l’Occidente giocherà la partita di questo secolo: “salute pubblica e progresso delle scienze”, “cyber spazio”, “crisi demografica europea, “futuro dell’energia” (interessante a questo proposito la critica della narrazione ecologista dell’innegabile crisi ambientale-climatica) e, infine, un “nuovo concetto di sovranità nazionale.


Stiamo creando una “cellula redazionale di media intelligence” che faccia ricerca e sviluppo, monitoraggio e produzione di contenuti, che sia strettamente collegata all’attualità profonda, che dialoghi in codice con attori più o meno istituzionali, che sia in grado di capire i retroscena e indicare gli scenari del futuro, in politica estera come in politica interna, fino a controllare la scacchiera informativa. Raccogliamo candidature su questo indirizzo postale scrivipernoi@lintellettualedissidente.it. Mandateci una mail con le seguenti informazioni: 1) CV allegato 2) Un commento all’articolo che trovate sul sito intitolato “Il linguaggio del potere” 3) La vostra rassegna stampa quotidiana nazionale ed internazionale 4) Le vostre letture sul tema del “linguaggio del potere” 5) Un contatto telefonico. Sarà nostra cura rispondervi personalmente, ed eventualmente ricontattarvi.

I più letti

Per approfondire

Pyongyang e l'amico ritrovato

La Duma russa ha ratificato all’unanimità il Trattato militare ed economico con la Corea del Nord. Non era scontato che ciò accadesse: gli accordi internazionali hanno bisogno di tempo per concretizzarsi, e la ratifica testimonia la natura perdurante degli interessi comuni alle parti. Il Trattato è un manifesto che spiega cosa sia e cosa sarà la Corea del Nord nel prossimo futuro, ovvero una fortezza dedita a rifornire il mondo di caos.

James K. Galbraith: «L'UE è governata da incompetenti dediti alla posa, che hanno danneggiato gratuitamente l'economia continentale, favorito la deindustrializzazione e la disoccupazione, e ora si aggrappano al potere intensificando repressione e bellicismo.»

«Non vi sono, per quanto si possa capire, ingegneri o scienziati competenti, o persino ufficiali militari, nei governi europei – e non ce ne sono stati dai tempi di Angela Merkel. Banchieri, lobbisti, politici di piccolo cabotaggio e funzionari occupano tutti i ruoli chiave. Queste persone sono addestrate a credere di dover soltanto recitare slogan, ai quali gran parte della popolazione è ormai assuefatta.»

Non fare nulla e vincere

Nella terza guerra mondiale a pezzi, i cui frammenti si richiamano e si saldano l’uno all’altro, la Cina offre a Taiwan una pace con la pistola sotto il tavolo, valida solo finché le condizioni della riunificazione le decide la madrepatria, che resta “pacifica” soltanto se a stabilirne tempi, forme e limiti è Pechino. Intanto Washington, nonostante l’impegno in Medio Oriente, continua ad armare la deterrenza di Taiwan, che non appare affatto un corpo docile da traviare per l’Impero del Cielo. Vale la lezione di Sunzi: piegare l’avversario prima ancora della battaglia.

“Questa guerra è una guerra strana”. Gli appunti di Francesco Semprini

Inviato de "La Stampa" in Ucraina, Francesco Semprini, già reporter di guerra, annota le sue riflessioni dal fronte. Un viaggio da Kiev fino al Donbass.

Il nuovo ordine dei secoli

Il dollaro è la moneta imperiale perché bramata da tutti. Il suo dominio è pertanto difficilmente scalfibile se non passando per una totale ristrutturazione dell'ordine mondiale.

Gruppo MAGOG