I bambini-soldato sono la normalità

Il drammatico fenomeno dei bambini-soldato è in aumento. I recenti conflitti sul fronte ucraino e mediorientale hanno fatto almeno raddoppiare il dato registrato negli ultimi anni, causando elevate perdite umane e gravi traumi dal punto di vista fisico e psicologico. Nel frattempo, anche l’economia di questi paesi rischia di subire un pesante contraccolpo: qualora venisse a mancare la forza lavoro della prossima generazione, il peso degli individui lavorativamente inattivi potrebbe essere insostenibile.

Fame di mito

Nella crisi attraversata dagli ordini democratici sempre più spesso al cittadino comune viene a mancare il radicamento in un sistema di simboli condiviso: alle istituzioni e ai leader riesce impossibile costruire repertori di immagini forti che facciano da collante sociale. Urge che la politica si accompagni alla costruzione di miti condivisi per contrastare la sua perdita di credibilità.

Il risveglio profondo del femminismo

Tra le pagine di Susan Sontag e Rossana Rossanda si snodano riflessioni ancora vive su femminismo, linguaggio e politica, in un intreccio di critica sociale e introspezione. Dai tabù sull’età alla mercificazione dell’immagine, il confronto con Adrienne Rich e la centralità del privato illuminano questioni che attraversano generazioni, sfidando la retorica dominante e rivelando un femminismo capace di unire l’individuo e il collettivo in un dialogo complesso ma necessario.

La Bibbia degli Anti-sistema

Da Elon Musk ai suprematisti bianchi, tutti citano “Dune”, il capolavoro di Frank Herbert. E c’è chi lo imbraccia come progetto politico alternativo.

Safari Sarajevo

I 1425 giorni dell’assedio di Sarajevo, avvenuto nel cuore degli anni Novanta, furono teatro non solamente di una guerra cruenta, scandita da odi etnici; in quei giorni, come denunciato dal documentario di Milan Zupanič, la barbarie trovò il suo punto culminante quando “turisti” occidentali diedero dimostrazione di quanto la morale umana possa, miserevolmente, regredire allo stadio animale.

La cibernetica al servizio del popolo

«Occhi aperti compañero Hector, non solo vogliono riprendere il potere, ma usano i nostri stessi mezzi». 1972: il Cile di Salvador Allende, due uomini e un progetto - Cybersyn - che mirava a cambiare gli equilibri del mondo.

Centodieci anni dalla Grande Guerra

Era il 28 luglio 1914 quando l'Austria-Ungheria dichiarava guerra alla Serbia dando il via alla Grande Guerra. Oggi il mondo si presenta radicalmente diverso nelle relazioni internazionali rispetto ad allora, malgrado la guerra sull’Europa orientale e la controguerriglia israeliana verso i procuratori iraniani abbiano portato alla ribalta il dibattito bellico. Tuttavia, nonostante ciò, similmente magmatico si presenta il mondo negli spiriti e nelle volontà di molti popoli e governi.

Cane sciolto

La decisione di portare avanti il countdown nucleare, un anonimo funzionario amministrativo, un'azienda pronta a garantire laute ricompense, le proteste degli eco-attivisti. Un racconto di Giulio D'Alessandro.

Il cuore di Tolkien

Il Silmarillion è l'opera a cui J.R.R. Tolkien era più affezionato: nucleo centrale di tutta la sua produzione letteraria, fu lavorata e ultimata dopo decenni. Qui si sviluppa la mitologia, tanto cara a una parte di destra italiana, da cui nasceranno i suoi lavori più celebri. A dispetto delle successive appropriazioni politiche, Tolkien non voleva parlare solo a una parte, ma all'umanità tutta, rimarcando uno spaventoso concetto: il peggior male nasce «da una radice apparentemente buona».

America contro America

Civil War (2024) di Alex Garland è un peculiare road-movie bellico che permette allo spettatore d’identificarsi e identificare al suo interno le proprie politiche convinzioni e legittimi timori. Un'America caduta nella guerra civile è l'abisso, mostrato abilmente dal regista per esorcizzarlo.

La Cina guglielmina

Negli ultimi tempi si è iniziato a parlare dell’inizio di una seconda Guerra Fredda. Ma il periodo che stiamo vivendo ricorda ben altro. Siamo alla fine della seconda Belle Époque, dove un grande impero che domina la scena da decenni è visto in declino dai suoi rivali (e anche da parte dei suoi alleati) e dove una nuova potenza industriale si affaccia all’orizzonte, bramosa di rivalsa e di sovvertire l’ordine costituito.

Alle radici della russofobia

Lo scontro tra Occidente e Impero Russo nel XIX secolo è una narrazione fatta d'incomprensioni, ambizioni e fobia. Dallo zar Nicola I alla guerra anglo-russa corre un'intensa rivalità alimentata da pregiudizi e ambizioni egemoniche. Le tensioni tra le grandi potenze europee evidenziano una profonda discrepanza tra il liberalismo occidentale e l'autoritarismo russo, mentre l'aspirazione russa alla difesa dei propri interessi slavi e ortodossi si scontra con la percezione occidentale di una minaccia alla civiltà europea. Un confronto storico che ancora oggi trova echi nelle relazioni internazionali.
Carica altro