L'ascolto è cura

La Giornata Mondiale della Salute Mentale 2026 mette al centro l’esperienza personale: 1,2 miliardi di persone convivono con una patologia mentale, 845.516 sono state assistite in Italia nel 2024. Dietro il cambio di paradigma proposto dall’OMS c’è una lunga storia, dalla psicoanalisi freudiana alla terapia centrata sulla persona di Carl Rogers, che ha sostituito la diagnosi dall’alto con l'approccio relazionale come luogo del cambiamento.

Mezzogiorno di fuoco

Con le proteste di questi giorni, nell'Italia meridionale è in gioco la tenuta di settori strategici, dai quali dipende la capacità stessa del paese di produrre e approvvigionarsi. Intanto Washington torna a trattare con Mosca per contenere i prezzi, mentre Roma resta prigioniera di una visione manichea del mondo dimidiato tra bene e male. L'Italia fatica a far valere i propri interessi: non basta stabilire la necessità di raggiungere l’autosufficienza energetica. Bisogna anche garantire che il sistema produttivo sopravviva durante il percorso necessario per raggiungere l'obiettivo.

L'Artsakh scomparso

Trentacinque anni fa il Nagorno-Karabakh proclamava la propria indipendenza. Nel 2023 un’operazione militare azera ha costretto centomila armeni all’esodo e svuotato la capitale Stepanakert nell’indifferenza generale. Von der Leyen si è congratulata con Aliyev per il processo di pace, senza menzionare come ci si è arrivati. La storia del Caucaso racconta tutto ciò che l’Europa non vuole guardare: i propri interessi energetici, i propri alleati abbandonati, la propria retorica sui diritti svuotata.

I conti della Scozia

A Edimburgo l’indipendenza non si vede, si scansa lasciando posto al panorama dei famosi castelli e cimiteri affacciati sulla città, al foliage d’autunno, all’efficienza discreta che collega strade e punti di interesse, ad una una comunità che sta insieme senza bisogno di proclami. I pochi indizi sull’argomento provengono dallo svolazzare delle bandiere di sant’Andrea e alle melodie struggenti delle cornamuse nella Old Town.

Ai confini dell’Europa

La situazione a Ceuta è tutt'altro che risolta, nonostante i proclami del governo spagnolo. Quanto accaduto nelle ultime settimane dimostra ancora una volta la fragilità dei confini sanciti dal trattato di Schengen. Il caos generato da decenni di guerre in Medio Oriente continua ad essere esiziale per la stabilità di un’Unione Europea lontana e distratta.

La dissoluzione del Regno Unito

Nel cortile di Buckingham Palace l’Union Jack viene ammainata lentamente per l’ultima volta. L’insieme delle croci di San Giorgio, Sant’Andrea e San Patrizio scompare piega dopo piega, chiudendo la storia di uno Stato costruito unendo regni, nazioni, persino isole diverse. È una scena ancora soltanto immaginaria, ma non più inconcepibile. Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno oggi governi guidati da forze nazionaliste e, riuniti a Cardiff, hanno chiesto a Londra di aprire la strada a nuovi processi di autodeterminazione.

La necessità di uno Zar

Russia Unita ha vinto con quasi il 60% dei voti, come previsto da tutti. Eppure nessuna elezione è mai una pura formalità: la parvenza dell'esercizio democratico serve a legittimare il potere, anche quando il risultato non è in discussione. Quello che il voto non risolve è la crisi ideologica - il calice del Russkiy Mir si svuota, la guerra dura da 1700 giorni senza l'epica della Grande Guerra Patriottica, e i veterani che torneranno dal fronte peseranno sulla storia russa molto più di qualsiasi voto elettorale.

Sullo stato mentale delle nuove generazioni

Il 59% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni vive in uno stato di stanchezza emotiva o difficoltà attiva nel gestire il quotidiano, tredici punti sopra la media globale. L'uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti è più che raddoppiato in quattro anni. Il 38% degli under 35 si fida più di un chatbot che di uno psicologo. Dietro questi numeri c'è una società che ha smantellato i legami comunitari e ridotto ogni persona a ingranaggio del mercato.

L'ultimo spettacolo di Beppe Grillo

Dal duello a distanza a colpi di video con Giuseppe Conte, reo di avergli scippato il movimento e di averlo istituzionalizzato tradendone i valori, alla pubblicazione sul proprio blog lo scorso 29 luglio di una dura invettiva contro la sua creatura politica, il visionario padre padrone del partito pentastellato è tornato a farsi sentire sulla scena politica del paese, ammiccando alle utopie libertarian dei padroni della Silicon Valley per solleticare l’elettorato antisistema M5S delle origini più refrattario alla "Grosse Koalition" col PD.

Congo, guerra infinita

Tshisekedi lancia un dialogo nazionale per rifondare lo Stato, ma esclude l'M23 che occupa i Kivu e gli uomini di Kabila, condannato a morte in contumacia. L'opposizione ci vede la manovra per un terzo mandato vietato dalla Costituzione e ricorda come finì la Conferenza sovrana di Mobutu. Intanto Kigali muove i ribelli e Washington firma accordi sulle miniere. Il Congo resta il paese più ricco e meno governato del continente.

Tutti contro il 44%

La vittoria dell'Alternative für Deutschland (AfD) nella Sassonia-Anhalt non costituisce più soltanto una protesta circoscritta alla Germania orientale. Il muro edificato per contenerla non riesce più a impedirle di conquistare una legittimazione elettorale di massa. Tra gli accordi di palazzo, l’inquisizione morale e burocratica del vecchio potere, emerge una Germania profonda che pretende di ridisegnare il futuro della nazione. Il valzer dei perdenti sta per cominciare.

L'ombra di Epstein sull'AI

Jeffrey Epstein investiva sull'AI e ad essa aveva dedicato una branca nella sua fondazione. Costruì una rete di finanziamenti nel settore, e riceveva proposte di ricerca da scienziati di tutto il mondo. La sua visione - l'AI come motore di cambiamenti sociali enormi e come fonte di nuove incommensurabili ricchezze per una ristrettissima élite - si è rivelata, col senno di poi, clamorosamente esatta.
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