Lawrence (d’Arabia) si è fermato a Neom

L’Arabia Saudita si è affacciata al XXI secolo con l’intenzione di esserne protagonista, contribuendo alla forgiatura di un nuovo ordine mondiale. La sua politica si fa però sempre più attenta e, pur rischiando, gioca su più tavoli preservando rapporti una volta esclusivi e che ora desidererebbe fossero posti su un unico piano paritario.

Georges Malbrunot: «Non ci sarà guerra totale fra Iran e USA»

«Nessuna delle due parti ha interesse a una simile evoluzione. Da un lato, Trump si sta avvicinando alle elezioni di metà mandato e non vuole presentarsi agli elettori con un conflitto aperto. D'altra parte, non vedo che cosa potrebbe ottenere in più rispetto a ciò che non è già riuscito a ottenere in precedenza, anche se è evidente che, attualmente, gli attacchi americani contro infrastrutture civili, come ponti e aeroporti, hanno l'obiettivo di paralizzare l'economia iraniana»

Il lungo inverno demografico di Russia e Ucraina

Mosca ha oscurato i propri dati demografici dalla primavera del 2025, mentre Kiev scende sotto un figlio per donna e conta tre morti ogni nato vivo. Da entrambe le parti le perdite militari si sommano a un declino che precede la guerra e che quest'ultima ha solo accelerato.

L'avvento della physical AI

Una nuova frontiera della tecnica si profila all’orizzonte: non più l’astrazione simbolica, ma macchine che penetrano il mondo fisico, cancellando la distanza tra calcolo e azione. Un progresso che non si limita a estendere le capacità operative, ma riconfigura l’orizzonte entro cui l’agire umano può ancora sottrarsi alla logica della funzione.

L'Italia che si svuota

Gli italiani residenti all'estero sono oltre il 10% della popolazione nazionale: primo posto nell'Unione europea per numero di emigrati. Non partono solo i giovani in cerca di esperienza, ma professionisti nel pieno della carriera, dottori di ricerca formati a spese pubbliche, famiglie che cercano certezze altrove. Il costo per le casse dello Stato supera i 25 miliardi l'anno. E nessuna politica finora ha saputo invertire la rotta.

Palantir è uno specchio

Il manifesto di Palantir spaventa perché non nasconde la propria natura: dice che il mondo è fatto di potenze, nemici e infrastrutture critiche, e che la neutralità tecnologica è una maschera. Mentre l'Occidente lo demonizza come minaccia autoritaria, accetta con minore turbamento che apparati pubblici disciplinino linguaggio e dissenso. La vera domanda non è se sia giusto costruire armi basate sull'AI: verranno costruite comunque. La domanda è chi lo farà e per quale scopo.

La tempesta prima della calma

Vladimir Putin ha aperto inequivocabilmente alla possibilità di inaugurare un processo negoziale, dicendosi disposto ad accogliere rappresentanti dell’UE a Mosca che non abbiano speso parole ostili nei confronti della Russia. Anche Kiev afferma di essere pronta a sedersi al tavolo delle trattative, chiedendo però che i colloqui vengano effettuati in una Paese terzo. Le intenzioni degli attori sembrano lasciare intendere che il termine della guerra si stia avvicinando, nonostante i recenti avvenimenti sul campo di battaglia contraddicano questa possibilità.

Taiwan è in vendita

Decenni di equilibrio diplomatico attorno allo Stretto di Taiwan reggevano su un'ambiguità studiata e preservata con cura: Washington riconosceva Pechino ma garantiva Taipei. Oggi Trump sembra disposto a usare quell'equilibrio come merce di scambio, trattenendo forniture di armi e rifiutando di rassicurare l'isola in caso di attacco. Il capolavoro della diplomazia americana rischia di diventare la sua prima concessione strategica a Xi Jinping.

Non c'è più un piano per il 2027

La sconfitta nel referendum è stata il vero spartiacque di questa legislatura. Così ora Giorgia Meloni naviga a vista verso il 2027, mentre nei palazzi dell’opposizione circolano già le liste dei ministri. Donald Trump ha fatto saltare il banco: Conte vuole scalzare Schlein, D’Alema e Renzi vogliono fare i kingmaker, mentre l’unica ancora di salvezza si chiama Jordan Bardella.

Piccola missione marziana

Mentre Stati Uniti e Cina si contendono il primato sulla colonizzazione di Marte a colpi di miliardi, l'Italia prova una strada diversa: il progetto "Small Mission to Mars" non punta sulla scala, ma sulla specializzazione. Costruire materiali direttamente sul pianeta usando la regolite marziana, ridurre i costi strutturali della permanenza umana, diventare fornitore indispensabile della futura economia extraterrestre. Una scommessa che vale più del suo nome.

Il paradosso di Kardašëv

Ogni passo in avanti nella produzione e nel consumo di energia non fa che intensificare le crisi, i conflitti e le dipendenze che l'umanità vorrebbe superare. Dalla guerra russo-ucraina allo Stretto di Hormuz, passando per decenni di geopolitica del petrolio, un unico filo rosso attraversa la storia: più le civiltà crescono, più diventano vulnerabili, tanto che oggi si torna a parlare di "lockdown energetico". E la soglia del livello 1 della Scala di Kardašëv, anziché una promessa, rischia di rivelarsi una trappola.

La scelta di Marina Berlusconi

Dalle parole della primogenita del fondatore di Forza Italia si evince l’esigenza di cambiamento. Al di là delle celebrazioni di rito per il lavoro svolto da Antonio Tajani, è chiaro che Forza Italia si trova ad un bivio: essere guidata da un profilo che ricordi da vicino Silvio Berlusconi o lasciarsi trasportare dalla necessità di voltare pagina? Il futuro è nelle mani di Marina, che è chiamata ad una presa di posizione, anche in tempi piuttosto brevi.
Pagina 1 di 10