Una firma storica

L’accordo commerciale tra Mercosur ed Unione Europea ridefinisce gli equilibri geopolitici, segnando un passo strategico contro il protezionismo USA e la competizione cinese. Ma crescono resistenze politiche interne che potrebbero condizionare ratifica e impatto economico per molto tempo.

La spia che lavorava per Mosca

Ritratto di Aldrich Ames, morto il 5 gennaio 2026 a 84 anni, la talpa che per denaro vendette segreti statunitensi ai sovietici, sfruttando una innata propensione alla mediocrità. Una storia di tradimento senza ideologia, e di un mondo dove il confine tra lealtà e colpa si dissolve nel cinismo quotidiano della Guerra Fredda.

È l'energia che muove il mondo

Dietro conflitti e retorica morale si muove una logica strutturale: l’energia come infrastruttura dell’ordine globale. Stati Uniti, Russia e Venezuela sono nodi di un sistema che può essere governato solo includendo gli attori che ne rendono possibile la stabilità.

Hugo Chávez nel mirino

I bombardamenti statunitensi del 3 gennaio non rispondono solo a logiche militari, ma colpiscono deliberatamente l’eredità politica e simbolica di Hugo Chávez. L’attacco al suo mausoleo segnala la volontà di Washington di chiudere definitivamente la stagione chavista, riaffermando la propria egemonia in America Latina attraverso un’azione di forza dal forte valore storico e ideologico.

L’ombra lunga di Chávez sul tramonto venezuelano

Il Sud America, terra di rivoluzioni e carismi, trova nell’eredità di Hugo Chávez e nel suo successore Nicolás Maduro un esempio di come il populismo possa evolversi in autoritarismo. Dal sogno bolivariano al socialismo del XXI secolo, la leadership chavista ha alternato nazionalizzazioni e politiche economiche instabili, portando il Venezuela a una crisi economica e politica senza precedenti. Il regime di Maduro, tra repressione e sanzioni internazionali, continua a dividere il paese e a sconvolgere l’intera regione.

Richard Slotkin

«Da presidente, Trump agisce d’impulso, spinto da un bisogno narcisistico di autoaffermazione, da risentimenti profondi, da un’avidità insaziabile e da un animus identitario. Non riconosce alcuna realtà al di là dei propri pregiudizi e delle proprie preferenze: è vero ciò che lui afferma come vero. Le sue manifestazioni di rabbia hanno rispecchiato l’umore di una vasta base di sostenitori appartenenti alla classe lavoratrice e alla classe media, soprattutto quando erano dirette contro le minoranze razziali e di genere e contro le élite culturali.»

Capire il nuovo spirito americano

L’America contemporanea rivela fratture profonde tra libertà, democrazia e tecnica, mostrando la crisi del suo universalismo originario. L’amministrazione Trump, lungi dall’essere un’anomalia, rappresenta un passaggio epocale: il tentativo di ricentrare l’ordine politico su sé stesso, sciogliendo la promessa globale della pax americana. Ciò che affiora è un nuovo rapporto tra potere, sovranità e frontiera che parla anche all’Europa smarrita.

Zohran Mamdani non è una meteora

Nella società occidentale c’è un profondo cambio di paradigma in corso. Mentre la destra si normalizza per diventare establishment consolidato, specularmente la sinistra ha necessità di radicalizzarsi all’opposizione. New York non è l’America, ma soprattutto l’America non è l’Europa.

Effetto Mamdani

Laddove in passato le alte sfere del Partito Democratico statunitense sono riuscite ad inquadrare la propria base in una struttura organizzativa a rigida vocazione gerarchica, neutralizzandone di volta in volta le istanze più spinte in favore di un moderatismo da molti percepito come letargico, la schiacciante vittoria di Zohran Mamdani dimostra in maniera plastica l’efficacia di un approccio bottom up, spontaneo e grassroots nel promuovere una linea politico-ideologica per diversi aspetti agli antipodi dell’ortodossia liberal.

L'Essequibo a un passo dal baratro

Georgetown, notte tropicale. Le luci giallastre dei moli si riflettono sull’acqua torbida dell’Atlantico, mentre le sagome delle petroliere ExxonMobil attendono al largo. Da quelle stive colme di greggio nasce la nuova ricchezza della Guyana, piccolo Stato ex colonia britannica che in pochi anni è passato dall’anonimato geopolitico a diventare la potenza emergente dell’energia sudamericana. Ma a poche centinaia di chilometri, oltre il fiume Essequibo, Caracas sogna la riconquista. Oggi, nel cuore dell’Amazzonia, il Sudamerica rischia di aprire un nuovo fronte di guerra.

Stallo alla messicana

Claudia Sheinbaum Pardo: prestanome di López Obrador o scintilla di democrazia? Il Messico è una nazione dilaniata da violenza e povertà; più che una presidenza, dunque, si tratta di una sfida per dimostrarsi degna della carica e per smentire le accuse che le vengono rivolte da dentro e da fuori. Uno stallo da western all'italiana, dove il bottino non c’è: in gioco è il futuro di una popolazione stanca e insoddisfatta. Il bilancio del primo anno presidenziale è una questione apicale.

Il New Deal come spartiacque della storia

Il saggio del Professor Domenico Crocco - Il New Deal di Roosevelt fra aspettative sociali, riforma economica e legalità. Un bilancio storiografico controverso (Jovene, 2025) - esplora con chiarezza le riforme che aiutarono gli Stati Uniti a uscire dalla crisi del 1929. Racconta il ruolo del gruppo di consiglieri di Roosevelt, la nascita della TVA e le tensioni con la Corte Suprema. Senza toni accademici rigidi, Crocco mostra luci e ombre di quella stagione, confrontandola anche con l’esperienza europea.
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