Corpi senza cuori

Il 79% degli italiani dichiara di volersela "spassare in ogni occasione", il 52% cerca emozioni forti, il 44% vuole liberarsi da qualsiasi vincolo. I dati fotografano una società in cui il corpo è diventato piattaforma biopolitica, e il desiderio si consuma come un contenuto digitale. Nel mezzo, il dibattito sull'educazione sentimentale nelle scuole resta ostaggio di battaglie ideologiche, mentre gli adolescenti crescono senza adulti capaci di insegnare loro cosa significhi voler bene a qualcuno.

Musica democratica, musicista proletario

L'industria discografica ha smantellato ogni corpo intermedio: niente più divisione funzionale tra genere di nicchia, circuito club e major, niente più strutture di tutela per l'esecutore. Al loro posto, un sistema neo-feudale in cui la piattaforma estrae valore a costo zero e il territorio occupa il vuoto lasciato dall'azienda. La drill newyorchese ne è il laboratorio più estremo, ma la logica vale per chiunque produca musica senza accesso all'iper-centro del pop globale.

Sullo stato mentale delle nuove generazioni

Il 59% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni vive in uno stato di stanchezza emotiva o difficoltà attiva nel gestire il quotidiano, tredici punti sopra la media globale. L'uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti è più che raddoppiato in quattro anni. Il 38% degli under 35 si fida più di un chatbot che di uno psicologo. Dietro questi numeri c'è una società che ha smantellato i legami comunitari e ridotto ogni persona a ingranaggio del mercato.

La rivoluzione woke è compiuta

Alexandria Ocasio-Cortez che liquida il primo ciclo woke come "folle" segue un antichissimo copione, di una logica secolare. Da sempre lo Stato assorbe le radicalizzazioni e le ufficializza, poi le svuota e le restituisce addomesticate. I Democratici non hanno cambiato rotta per convinzione, ma perché questo meccanismo politico ha ormai compiuto il suo corso.

La nuova musica nasce morta

Ogni giorno vengono caricate 106.000 nuove tracce sulle piattaforme digitali, ma l'algoritmo promuove i cataloghi storici perché sono gli unici provvisti di quella densità simbolica che la sovrapproduzione del presente ha reso impossibile costruire. La socializzazione degli strumenti di produzione prometteva di liberare l'artista, ma lo ha invece dissolto nell'anonimato del flusso.

A Mosca i bambini dicono "six seven"

Oltre la cortina di ferro si cantano ancora le band inglesi, i cinema si riempiono di blockbuster piratati e McDonald's ha cambiato nome ma non i panini. Il Cremlino sa che il dominio culturale occidentale è incontrastato. L'industria americana sforna meme, popstar e format televisivi senza fermarsi un giorno, e nessun sistema di potere ha ancora trovato il modo di resisterle davvero.

Lo strano caso delle agenzie d'informazione

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Novanta, Roma pullulava di bollettini dattiloscritti dalle tirature irrisorie, ma con lettori selezionatissimi. Erano destinati a funzionari, politici e uomini dei servizi. Li finanziavano correnti democristiane, socialiste, lobby economiche e apparati di intelligence. Erano strumenti di ricatto e canali per far circolare veline. Un sistema di potere parallelo, quasi invisibile, che ha accompagnato tutta la Prima Repubblica.

Il prezzo dell'arte russa

Due milioni di euro revocati da Bruxelles alla Biennale di Venezia per aver riaperto il padiglione russo. L'Europa ha sempre accolto la cultura russa a una condizione implicita: che si presentasse come dissidenza, non come rappresentanza della madrepatria. Chiudere il padiglione per decreto non lascia spazio nemmeno a quel gesto - e restituisce involontariamente il monopolio della voce russa a chi controlla i visti e i fondi da Mosca.

Immigrazione, accettazione, collasso

Ceuta è il luogo in cui il continente europeo misura la propria capacità di difendersi. La recente crisi mostra ancora una volta come l’immigrazione possa essere trasformata in un’arma asimmetrica: pressione demografica, ricatto geopolitico, saturazione delle strutture di sicurezza e sfruttamento dei vincoli giuridici e del moralismo politico europeo. Mentre Rabat converte i flussi in strumento di potenza e Madrid paga il prezzo della propria debolezza ideologica, l’Italia tenta una risposta preventiva, ma parziale. La vera questione è se il continente europeo possieda ancora la volontà di difendere sé stesso.

La Cina rallenta la Terra

Esiste un momento preciso in cui la materia si ribella al tempo. È quello in cui ventisette trilioni di tonnellate di cemento e acciaio, compattate nella forma di una diga, rallentano impercettibilmente la rotazione terrestre. Sei centesimi di microsecondo: una frazione di eternità che la NASA ha misurato come tributo involontario che l'umanità paga alla hybris cinese. Le Tre Gole sono un'opera di ingegneria idraulica che dichiara guerra alla fisica stessa, e annuncia una visione del futuro ben precisa.

Dialog sopra i massimi sistemi

Un errore di configurazione ha esposto i file interni di Dialog, il circolo fondato da Peter Thiel che ogni anno riunisce su invito le figure più influenti di tecnologia, finanza e politica. Tra i nomi emersi: Elon Musk, Jared Kushner, Eric Schmidt. Tra i titoli delle conferenze: "Prepararsi alla terza guerra mondiale"; "Come si costruisce un culto". Il leak ha reso visibile il laboratorio in cui alcune idee diventano realtà prima ancora di essere discusse pubblicamente.

Il paradosso di Écône

I lefebvriani riconoscono il Papa, ma ritengono possibile disobbedirgli quando le sue decisioni contraddicono la Tradizione. Le consacrazioni del 1988 e del 2026 sono tentativi di richiamare la Chiesa alle proprie origini, accettando il rischio dello scisma in nome di uno scopo ritenuto più alto. Écône resta un bastione contraddittorio della Tradizione, il cui obiettivo è ricordare a Roma che un’apertura senza limite può finire per distruggere ciò che vorrebbe preservare.
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