La Chiesa come contropotere

Nel surreale scontro fra Trump e Leone XIV emerge, ancora una volta, il vero volto del Vaticano. In epoca di polarizzazione il suo ruolo, intrinsecamente contrario alla politica di potenza, risponde ad una domanda diffusa e fondamentale: quella di moderazione e di dialogo morale. Che poi, alla fine, è la domanda di chi subisce il gioco delle grandi potenze.

Quanto è profondo l'abisso

Il fallimento del negoziato tra Stati Uniti e Iran riapre il buio dell’incertezza, dove ogni scenario resta aperto e il conflitto può slittare dal semplice stallo all’incubo. La crisi mediorientale richiama una logica da Guerra fredda a ruoli invertiti, con Pechino al posto di Mosca, dove anche la ritrovata corsa americana allo spazio è una dimostrazione di superiorità davanti al rivale principale. Fattore più profondo resta l’orgoglio, o del bisogno statunitense di confermare il proprio status quando l’autostima vacilla.

Il poliziotto del mondo va in pensione

Le conseguenze dell'aggressione all'Iran conducono inevitabilmente a scelte dolorose per Washington, nessuna delle quali pare sostenibile per la sopravvivenza dell'amministrazione Trump, che ora si trova in una situazione d'impasse, dove ogni mossa sembra non avere più senso. La questione iraniana rischia così di rivelarsi l'errore strategico in grado di accelerare il tramonto di un impero già in crisi.

Scacco all'egemone

Fallita la guerra-lampo in Iran inizia il conto alla rovescia sul reciproco logoramento. La nomina a Guida Spirituale del figlio di Khamenei dimostra la volontà di non cedere mentre Teheran tiene saldamente il controllo dell’escalation. Una pessima notizia per gli strateghi del Pentagono.

Marco Carnelos: «Tutti dal dopoguerra hanno ricercato una special relationship con gli USA. Solo Berlusconi è riuscito ad edificarne una solida e duratura»

«Credeva fortemente, del resto, nell’importanza delle relazioni personali tra leader, e con George W. Bush ebbe il tempo di costruirne una, complice anche una situazione straordinaria determinatasi all’inizio del XXI secolo. Nonostante la sua fortissima propensione filo-americana, [...] fu tuttavia in grado di tenere testa agli Stati Uniti rispetto al rapporto con la Russia»

La parabola trumpiana

Dal 2016 ad oggi sembra passato un secolo, non un decennio. Donald Trump passa dallo "splendido isolazionismo" ad una piena fase Neo-Con di cui non si vede la fine. Ma stavolta, a differenza di Bush figlio, non si perde tempo a giustificarla con riferimenti vetusti all'ordine liberaldemocratico. La sete di conquista che ha sé stessa come fine, il desiderio di essere temuti come stella polare del proprio operato, l'abbandono dell'ipocrisia in favore di uno spietato cinismo: questa sarà la vera eredità di Donald Trump.

Il Messico non è uno Stato sovrano

Nemesio Oseguera, detto El Mencho, è stato ucciso durante un'operazione delle forze speciali messicane. L'intelligence era americana, il Messico ha così solo sparato ad un bersaglio puntato da Washington. Un perfetto esempio di come preservare e rinunciare sovranità al tempo stesso.

Andrea Venanzoni: «Il movimento MAGA è in crisi. Vance? In netta difficoltà. L'unico stratega è Marco Rubio»

«La verità è che i movimenti non organicamente strutturati, privi di una architettura, di reali ideologi e di figure di vertice, eccessivamente appiattiti su una dimensione personalistica, quando la figura attorno cui si sono agglomerati e raccolti entra in crisi finiscono essi stessi per decadere. E mi sembra innegabile poter sostenere che in termini di politica interna la stella di Trump si sia molto appannata, per molti motivi.»

Il vuoto dietro Epstein

Jeffrey Epstein viene spesso raccontato come il custode di un segreto inconfessabile. Ma i files mostrano altro: non un burattinaio, bensì un sistema opaco di relazioni senza regia. Il complotto emerge allora come una risposta simbolica al disordine, un modo per restituire intenzionalità a un potere che produce effetti senza dichiarare fini né assumere un volto.

James K. Galbraith: «L'UE è governata da incompetenti dediti alla posa, che hanno danneggiato gratuitamente l'economia continentale, favorito la deindustrializzazione e la disoccupazione, e ora si aggrappano al potere intensificando repressione e bellicismo.»

«Non vi sono, per quanto si possa capire, ingegneri o scienziati competenti, o persino ufficiali militari, nei governi europei – e non ce ne sono stati dai tempi di Angela Merkel. Banchieri, lobbisti, politici di piccolo cabotaggio e funzionari occupano tutti i ruoli chiave. Queste persone sono addestrate a credere di dover soltanto recitare slogan, ai quali gran parte della popolazione è ormai assuefatta.»

Bomba o non bomba

Di fronte all’Iran si impone un dilemma: agire o non agire. È facile immaginare il susseguirsi di valutazioni, simulazioni e contro-simulazioni nelle stanze riservate degli apparati statunitensi, dove ogni opzione viene soppesata in base ai costi, ai rischi e alle conseguenze indirette. Nel mosaico della rivoluzione globale non poteva mancare il ritorno del dossier iraniano.

Fabrizio Corona in the USA

Campione di visualizzazioni su Youtube, seppur ignorato dai circuiti ufficiali dell’informazione, Fabrizio Corona con l’ultima puntata di Falsissismo intitolata “Il prezzo del successo” è diventato paradossalmente il miglior alleato di Giorgia Meloni (che di recente lo aveva anche querelato per la diffusione di notizie false sul suo conto) e del suo governo ora che persino la Casa Bianca, tramite il consigliere di Trump, Paolo Zampolli, lo ha convocato a Washington.
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