OGGETTO: Oriente e destino
DATA: 27 Giugno 2022
SEZIONE: Geopolitica
FORMATO: Analisi
AREA: Europa
L'ultimo libro di Salvatore Santangelo è un viaggio alla ricerca delle origini e delle ragioni della guerra sulle pianure ucraine. E la destinazione finale è il futuro.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

L’Europa potrà anche aver smesso di essere il centro il mondo, apprestandosi a divenire uno dei (tanti) blocchi che lo compongono, ma è qui che si continueranno a determinare le sorti del potere globale. Sempre. Inevitabilmente. Anche per una questione di geografia. Un pre-determinismo quasi calvinistico. O, per dirla con le parole di Salvatore Santangelo, «un destino geografico».

In quello spazio che separa/unisce l’Europa-civiltà dall’Asia, il permeabile fronte orientale sfidato a più riprese dalle grandi potenze europee – dai francesi ai tedeschi – per giungere alle porte di Mosca, è lì che vanno ricercate le radici del conflitto in Ucraina. Che è una guerra scoppiata anche a causa della concatenazione di tragiche memorie, di grandi disegni e di (in)evitabili incomprensioni. Lo spiega dettagliatamente Salvatore Santangelo (politologo e geografo delle lingue) riportando il lettore indietro nei secoli, arricchendo la lettura con episodi storici dimenticati, in un libro a giorni sugli scaffali: Fronte dell’Est. Passato e presente di un destino geografico (Castelvecchi Editore).

Fronte dell’Est. Passato e presente di un destino geografico (Castelvecchi Editore) di Salvatore Santangelo

Fronte dell’Est: non poteva chiamarsi che così un libro dedicato alla battaglia per il Donbass, ma che è anche e soprattutto un’opera illuminante sull’attualità e sui grandi sconvolgimenti che stanno riscrivendo il sistema internazionale e le nostre stesse società.

Perché, in fin dei conti, la Terza guerra mondiale a pezzi è (anche) il risultato delle varie deflagrazioni – analizzate a fondo da Santangelo – che hanno avuto luogo lungo la traiettoria Berlino-Mosca sin dall’alba del Duemila (argomento del suo precedente GeRussia): l’emancipazione dell’Europa centro-orientale dal giogo comunista e la rinascita della Polonia, intelligentemente preconizzata e teleguidata dagli Stati Uniti, che sulle ceneri dell’ex Patto di Varsavia vorrebbe costruire l’agognato Intermarium – e separare per sempre l’Eurasia; la voglia di indipendenza che ha incoraggiato gli ex satelliti europei del Cremlino a diventare i portabandiere della Casa Bianca nell’UE e nella NATO, a diventare la “Nuova Europa”; l’influenza imperitura del pensiero mackinderiano tra i geostrateghi dell’anglosfera: impedire la sigillatura di un temuto asse russo-tedesco, magari esteso fino alla Cina; e l’irrefrenabile sehnsucht per la grandezza che da sempre anima il cuore della nazione tedesca. L’autore lo definisce il «grande mistero della Storia», in quanto capace «di  toccare le vette più alte della conoscenza, della musica, della filosofia e del sentimento umano» e «allo stesso tempo di [avere] in sé i semi della violenza più brutale, come quella che abbiamo visto manifestarsi durante la prima metà del XX secolo», e che negli anni recenti aveva incoraggiato la classe dirigente a cercare un’intesa con Russia e Cina.

I più letti

Per approfondire

Cosa ci dice la guerra degli aiuti sullo stato di salute dell'Italia

Che si smetta di definire l'Italia una potenza, non lo siamo più. Questa è la lezione più importante che stiamo imparando dal Covid-19.

Russi e ucraini combattono anche nel Mediterraneo

Una gasiera russa colpita da un barchino esplosivo ucraino nel Mediterraneo centrale, duecento militari di Kiev dislocati tra Misurata e Zawiya, istruttori ucraini a fianco dei ribelli tuareg nel Sahel: il conflitto si estende fino al giardino di casa italiano. Mentre Mosca consolida la propria presenza nel Fezzan e Eni annuncia nuove scoperte di gas al largo della Tripolitania, Roma si ritrova spettatrice in un teatro che non può permettersi di ignorare.

Buonanotte, Signor Terzani

Il reportage di Tiziano Terzani contenuto in "Buonanotte, Signor Lenin", sulla fine del comunismo nelle Repubbliche centroasiatiche, merita, specialmente oggi, una rilettura.

"In Ucraina, Erdoğan dovrà scegliere da che parte stare". L'analisi di Daniele Santoro

Coordinatore Turchia e mondo turco, per la Rivista italiana di geopolitica "Limes", Daniele Santoro spiega che la strategia di Ankara, in bilico tra Nato e Russia, potrebbe non funzionare più.

Mosca si sta giocando il Mediterraneo

Le navi della Marina russa oscillano lente nel porto di Tartus, ancorate a un futuro sempre più incerto. I soldati fumano sigarette passeggiando sulle banchine, gli elicotteri di sorveglianza hanno smesso di decollare, le navi più grandi stazionano al largo in attesa di nuovi ordini e i radar della base di Latakia trasmettono a intermittenza, come luci di un impero in dissolvenza, costretto a misurare ogni mossa. A migliaia di chilometri di distanza, a Mosca, la televisione di Stato parla ancora di “stabilità” e “cooperazione”, ma la verità è che la Russia potrebbe perdere la Siria, e con essa, il suo ultimo avamposto sicuro nel Mediterraneo.

Gruppo MAGOG