Il genocidio visto da Pretoria

Il Sudafrica porta Israele all'Aia su suggerimento degli alleati Russia e Cina e per rispettare gli ultimi desideri del padre della nazione, Nelson Mandela. Ma anche per saldare un conto in sospeso con gli storici nemici, risalente all'epoca dell'apartheid.

Della prospettiva americana su Netflix

Gli Stati Uniti temono di collassare sotto il peso delle loro contraddizioni irrisolte e irrisolvibili. La sua società è sull'orlo della guerra civile. Le sue infrastrutture sono fragili. E l'immagine di un mondo in rivolta, contro l'American dream, nutre le sue ansie. Una visione che si concretizza nell'immaginario hollywoodiano.

Aria di Falkland nel Mar dei Caraibi

Il Venezuela agita lo spettro di una guerra nelle Guyane al fine di evitarla. Se l'Essequibo venisse annesso, la Grande Colombia tornerebbe a vivere e rappresenterebbe la rivincita di un popolo allevato al mito di Bolívar, ma finora condannato a essere potenza di seconda classe. La posta in palio sono i secondi giacimenti d'oro nero più grandi del Sudamerica. Gli Stati Uniti temono che Russia e Cina possano intromettersi nella questione: e la loro paura non è così infondata.

Le Afriche in guerra

In Africa è in corso uno dei capitoli più intensi della competizione tra grandi potenze. Il set è affollato, perché i protagonisti sono tanti, e l'epilogo imprevedibile.

Lo specchio dell’Africa

Una guerra civile infinita è entrata nella competizione tra grandi potenze: chi vince il Sudan, vince il Mar Rosso.

Tra la falce e il martello

La Moldavia vive in un limbo geopolitico fatto di possibilità europee, imperitura nostalgia sovietica, e rischi di donbassizzazione.

La Moldavia non sarà una nuova Ucraina

Sebbene in molti indichino la Moldavia come potenziale vittima di una Operazione Speciale 2.0, è altamente improbabile che uno scenario simile si realizzi.

Il giocoliere turco

La guerra in Ucraina ha dato nuovo impulso a una tendenza pregressa: il processo di accrescimento del potere della Turchia. Mai così autocentrica.

Assalto al Palácio do Planalto

Il Brasile ha avuto il suo 6 gennaio. Jair Bolsonaro gioisce a distanza, ma il vero vincitore della partita potrebbe essere Lula. Alcuni condannano la sollevazione di Brasilia per genuina vicinanza, altri per timore di essere le prossime vittime del morbo del Campidoglio.

Tienanmen è un passato che non ritornerà

Le proteste in Cina sono il prevedibile ritorno di fiamma della politica dello zero Covid perseguita con miope intransigenza da Xi Jinping, ma è in errore o in malafede chi parla di una rivoluzione all'orizzonte.

Diecimila modi di alimentare e diffondere il caos

Se si vuol condurre un Paese sull’orlo del baratro, che non equivale necessariamente a un golpe, va studiato nel dettaglio il terreno di scontro.

Amici, ma non troppo

Lorenzo Trapassi indaga la storia dei turbolenti rapporti tra Germania e Stati Uniti facendo luce sugli effetti psicologici di episodi poco noti ma fondamentali per il passato e il futuro dell'Occidente.
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