La DDR è ancora fra noi

Il 6 settembre la Sassonia-Anhalt ha consegnato al BSW il 5.3%, sufficiente per portare per la prima volta cinque deputati in un Landtag. Cresciuta nella DDR, formatasi nel comunismo, fondatrice di un partito che porta il suo nome: Sahra Wagenknecht ha costruito un Linkskonservatismus che vuole più Stato, meno immigrazione e la diplomazia con Mosca. Sotto la superficie cosmopolita della Germania contemporanea esiste ancora una società che chiede il diritto di dire che il futuro, così com'è stato venduto, non le è piaciuto poi tanto.

Tutti contro il 44%

La vittoria dell'Alternative für Deutschland (AfD) nella Sassonia-Anhalt non costituisce più soltanto una protesta circoscritta alla Germania orientale. Il muro edificato per contenerla non riesce più a impedirle di conquistare una legittimazione elettorale di massa. Tra gli accordi di palazzo, l’inquisizione morale e burocratica del vecchio potere, emerge una Germania profonda che pretende di ridisegnare il futuro della nazione. Il valzer dei perdenti sta per cominciare.

Vladimiro Giacché: «Quella tedesca è una crisi economica, sociale, geopolitica e culturale»

«Berlino cerca spazio attraverso un approccio velleitario sempre più protezionistico e unilateralmente atlantista. Continuare su questa linea sarebbe un ulteriore errore non solo per la Germania, ma anche per tutta l'Ue. L'Europa dovrebbe essere un continente commercialmente aperto, capace di intrattenere rapporti con una pluralità di attori. Chiudersi in una logica di blocco è probabilmente la scelta peggiore»

Il baricentro tedesco

La crescente fragilità dell’Unione Europea ridefinisce gli equilibri continentali, con una Germania che, tra potenza industriale e disciplina fiscale, tenta di affermare una nuova centralità strategica. Mentre Londra consolida l’asse nordico e Parigi appare indebolita, Berlino si prepara a guidare la trasformazione militare ed economica dell’Europa post-Brexit.

Cronistoria della Germania ordoliberale

Comprendere la necessità strategica per lo Stivale di affrancarsi dalla subordinazione al dominus tedesco recuperando spazi di agibilità per far valere una politica economica espansiva che assicuri una piena occupazione riacquistando margini di spesa pubblica, equivale a conoscere le dottrine ordoliberaliste che fanno da impalcatura per il sistema europeo per come lo conosciamo.

Un nuovo corridoio europeo

Regno unito e Germania progettano un corridoio dell’idrogeno nel mare del nord per collegare produzione e consumo. L’obiettivo è sempre quello di rafforzare la sicurezza del continente.

Panzer baltici

Il fianco orientale della NATO si rafforza con il dispiegamento di truppe tedesche in Lituania, mossa che va inquadrata nella strategia di contenimento nei confronti di Mosca e delle sue mire geopolitiche, con l’obiettivo di preservare lo status quo nello spazio post-sovietico.

Un Cancelliere di passaggio

Con un'affluenza alle urne senza precedenti negli ultimi trent'anni, la Germania ha scelto Friedrich Merz come suo nuovo Cancelliere. Ormai quasi settantenne, un'età molto vicina a quella di Konrad Adenauer quando prese le redini del Paese, la parabola di Merz, che non sarà certo paragonabile a quella di suoi illustri predecessori, rischia invece di essere persino più caduca di quanto preventivato.

Il modello Friedrich Merz sa già di vecchio

Fiaccata dalle tensioni geopolitiche e da due di recessione economica, la Germania si affaccia alle elezioni federali senza una vera prospettiva di lungo respiro. Alleati riottosi e ricette fallimentari rischiano di vanificare l’avventura di Merz prima del via, mentre incombe la minaccia di Trump. Il futuro rimane così molto incerto per Berlino.

Una via di fuga dalla crisi tedesca

L’articolato sistema UE potrebbe produrre una politica estera coerente. Gli mancano però delle caratteristiche fondamentali. Una di queste è la piena salute dei componenti fondamentali del sistema – ed il più importante di questi è la Repubblica Federale di Germania. Politicamente, economicamente, spiritualmente la Germania non sta bene e trascina in fondo tutti noi. Le elezioni chiamate per il 23 febbraio rappresentano forse una speranza?

Commerzbank non è Rheinmetall

La geopolitica e l’economia legano indissolubilmente Roma e Berlino. Due casi politici recenti – l’accordo di Leonardo con Rheinmetall e la sospesa scalata di Unicredit alla Commerzbank – dimostrano la forma contemporanea di un rapporto politico tanto stretto quanto conflittuale.

Quella tedesca è una democrazia di paglia

Ogni anno i contribuenti tedeschi, volenti o nolenti, finanziano con oltre dieci miliardi di euro una grassa e iniqua informazione pubblica, oltre a progetti iperprogressisti. Le strutture alla base della legittimazione dello status quo sono dure a morire, e non basterà un exploit dell'estrema destra a minarle.
Pagina 1 di 3