OGGETTO: Il congedo del Duca
DATA: 15 Giugno 2023
SEZIONE: Politica
FORMATO: Racconti
AREA: Italia
Una cerimonia antica.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

Assolato, accaldato, confuso, sparso ed intarsiato ritratto pulverulento di sudore d’amore per un uomo ancora incandescente. Ritratto d’incisione secca e netta medievale di campane d’uomini e di sagome lontane di divise schierate nell’orizzonte che vibra alla forza del sole dove il tempo si confonde e i soldati si fanno cavalieri d’armatura rilucente nello sfondo bianco di marmo assolato accaldato confuso e sparso ed intarsiato volto di uomini e donne e bambini di bandiere e cori e di urla e di mercanti giunti nella piazza lontana nel tempo e nello spazio sconfinato d’una cattedrale per piangere ridendo con affetto della morte del Duca di Milano, Silvio Berlusconi.

Rintocchi di campane, principi stranieri, presidenti ed emirati, principesse e principini, artisti e giullari, menestrelli e cantori, adulatori, seguaci, amanti, figli illegittimi, nemici, nemici piccoli, amici sconosciuti pieni di tatuaggi, volti di guerrieri di curva rosso nera rigati dalle lacrime scosse dai lancinanti e radiosi versi d’omelia di un Dottore, incastonati nel sole immancabile di una piazza assolata, accaldata, confusa, sparsa ed intarsiata nel ritratto pulverulento di un capo, che se ne va alla vista dei suoi figli maschi, nei loro lineamenti così simili, di fronte a una chimera dai mille volti, una piazza agitata ed eccitata d’amore, scolpita nella luce di una sporca estate, il volto di una dinastia politica, irrefuggibile, inevitabile, a fianco dei Visconti, degli Sforza, i Berlusconi, accaldati, addolorati, confusi, risvegliati dal fiume impetuoso della Storia e dal suo fragore.

Le campane di Milano intonano un inno dionisiaco nel calore nauseabondo di una sporca estate, i clacson, le frenate e le derapate al verde serpente del semaforo si sovrappongono alle urla di sgomento, chi di gioia maliziosa, i pescivendoli tornano ad urlare nei mercati e l’italiana società moderna si disfa stanca dei suoi panni contemporanei, torna medievale, antica, brutale, a ritrovarsi o a scoprirsi nuda di fronte al Signore, ora di fronte alla Storia che congeda un’epoca per inaugurarne una novella. I Buckhardt dei giorni nostri diranno che sarà rinascimento, gli Huizinga diranno che sarà un autunno, ma i giornali del mondo intero intero assistono alla geometrica e antica cerimonia di una piazza affollata in una città che si è fermata. Piazza Cordusio costellata di palazzi dedicati a banchieri eroi nazionali è desolata. Piazza affari è un quadro di De Chirico, nella luce metafisica del pomeriggio silenzioso. Solo due sagome indefinite si manifestano sullo sfondo, un vecchio che chiede l’elemosina a una brutta vecchiaccia, ben vestita e tutta raggrinzita, che gli risponde “vai in Piazza del Duomo, che ci sta Berlusconi che ti dà i soldi”.

I più letti

Per approfondire

L'Italia, il Covid-19 e il futuro dell'Europa

La pandemia non ha fermato la nuova guerra fredda in corso fra Occidente e Oriente e l'Italia è diventata l'epicentro di questo capitolo.

Il senso della Lega Nord

Umberto Bossi non inventò il malcontento del nord: lo trovò già pronto, lo tradusse in linguaggio politico e lo portò fin dentro le istituzioni che aveva giurato di distruggere. Gianfranco Miglio gli aveva fornito l'architettura teorica, ovvero il federalismo, le macroregioni, la critica dello Stato unitario. Ma quando si trattò di scegliere tra riformare il sistema ed entrarvi, Bossi scelse il potere. Fu l'origine dei suoi problemi e di quelli della sua creatura.

Il trasformista del popolo

"Trump o Biden?" - A questa domanda Giuseppe Conte ha risposto non rispondendo, facendo tornare alla memoria un vecchio modo di fare politica che in Italia, di decennio in decennio, s'incarna in un politico diverso. Stavolta, ha trovato sede nell'Avvocato del popolo. Eppure, nonostante siano pratiche generalmente disprezzate, essa hanno da sempre garantito una vita politica più lunga: la sua sembra così, in prospettiva, l'unica vera opposizione al governo Meloni.

Il prezzo del commissariamento

Il pragmatismo del Governo Meloni rimanda alle idee del Cardinale Richelieu. La stesse che portarono la Francia del Seicento alla sommossa popolare.

Requiem per i conservatori

La questione palestinese ha messo a nudo le contraddizioni di una destra italiana che non offre alternative, mentre giura fedeltà all'atlantismo e diventa sempre più simile a quella repubblicana in stile Usa.

Gruppo MAGOG