OGGETTO: I sislib non ci sono più
DATA: 16 Febbraio 2024
SEZIONE: Geopolitica
FORMATO: Analisi
AREA: Russia
L’intervista di Tucker Carlson ha avuto il merito di riportare all’attenzione dei cittadini di tutto il mondo alcuni fatti molto semplici: per il momento parlare con i russi significa parlare con Putin. Le influenze dei sislib - i "liberali sistemici" che da sempre hanno avuto un canale privilegiato con lo Zar - hanno perso i loro privilegi.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

Un’altra fra le cose bandite in Occidente negli ultimi due anni riguarda il presidente russo e le sue idee, naturalmente diverse dalle nostre. A partire dal 2014 il modello della globalizzazione è entrato in crisi e le relazioni con la Russia sono state l’indicatore più chiaro di questa dinamica. Il Covid non ha fatto altro che esacerbare queste dinamiche e rendere definitiva la fine del mondo privo di barriere e confini. 

Da Mosca invece la crisi delle relazioni con l’Occidente e del modello globalizzato è stata accompagnata da una sempre più crescente storiofilia. L’intervista del giornalista americano Tucker Carlson, infatti, ci ha ricordato che le idee di Putin e quindi le posizioni russe ai negoziati che saranno sono basate su precise interpretazioni della storia russa: rivalutazione del periodo imperiale, critica della gestione della rivoluzione del ‘17 da parte della prima generazione di bolscevichi, rivalutazione del ruolo di Stalin, critica spietata della perestrojka e del periodo el’ciniano e, infine, sovranità storico-destinale ritrovata. Secondo questa lettura, nonostante da parte russa non si perda occasione per ribadire la disponibilità a riallacciare i rapporti, le relazioni con i principali paesi occidentali risultano sempre umilianti per la Russia: ogni volta che i russi si sono fidati, sono stati umiliati e ingannati. Alla fine dei conti questa può essere considerata come una parafrasi geopolitica della dialettico amico-nemico di schmittiana memoria. 

Tutte le formazioni politiche e i movimenti sociali che si richiamano positivamente ai periodi in cui la Russia godeva di ottime relazioni con i partner occidentali solitamente vengono classificate come liberali. Nel corso degli anni il potere russo ha imparato a tenere presso di sé i propri nemici, creando una commistione di fazioni, idee, partiti, personalità ed esperienze che ha annullato la carica anti-sistema (cioè antipotere) di tali forze.

Le formazioni liberali prima erano suddivise in sistemiche e antisistemiche: al primo gruppo appartenevano i funzionari di orientamento liberale dell’era el’ciniana o più giovani e subito assorbiti dal nuovo sistema di potere. Mentre le formazioni antisistemiche sono rappresentate, per esempio, dal gruppo Naval’yj. Queste forze tentarono di diventare sistema a modo loro, cioè di vincere le elezioni (pensiamo a quelle di Mosca), senza venire inglobati dagli avversari. Ciò non è avvenuto e dopo una esclusione senza compromessi dalla cosa pubblica alla fine sono ritornati a Nadeždin, che prima criticavano aspramente. Sono state escluse inizialmente e inglobate poi. In Russia è sempre così. O sei contro o sei pro.

I più letti

Per approfondire

«Questa è una vocazione che hanno tutti gli esseri umani, poi alcuni di loro ci si specializzano e ne fanno una professione». I segreti del lobbismo rivelati da Claudio Velardi

Imprenditore, politico, fondatore del Riformista: Claudio Velardi ha collezionato un'esperienza che per molti sarebbe difficile raccogliere in sette vite. L'ultima battaglia in ordine di tempo, quella per l'istituzionalizzazione delle pratiche lobbistiche in Italia, è in pieno svolgimento.

Vade retro Heidegger

Riflessioni sul filosofo di Meßkirch.

Ita Wegman, dottoressa del corpo e dello spirito

È uscita per le Edizioni Arkeios una raccolta di saggi di Ita Wegman dal titolo “Discepoli nella luce di Michele”. Lei, scrittrice, allieva di Steiner e studiosa di medicina, trattava l’umano non solo come corpo fisico, ma come essere di anima e spirito.

Conte, il vaticanista

Da Oltretevere arrivano messaggi chiari per chi vuole capire. La Santa Sede è tornata sulla scena politica italiana e Giuseppe Conte sembra l'uomo giusto per incarnare un partito di centro, di matrice cattolica, ovviamente.

Censura selettiva

Il dominio dell’uomo sull’uomo trova la sua forza nel filtrare di quali contenuti si può liberamente god. Neanche l'ordine democratico ha cambiato le cose.

Gruppo MAGOG