Così in terra e nello spazio

Russia e Cina si stanno avvicinando sempre di più, e il bisogno degli Stati Uniti di tenere a freno i paesi rivali non si limita alla Terra.
Russia e Cina si stanno avvicinando sempre di più, e il bisogno degli Stati Uniti di tenere a freno i paesi rivali non si limita alla Terra.

La Russia e la Cina hanno annunciato la firma di un memorandum d’intesa riguardo la costruzione di una stazione di ricerca sulla Luna. Secondo quanto dichiarato, questa dovrebbe diventare una base permanente con lo scopo di svolgere esperimenti. È sempre più evidente l’importanza dello spazio, inserito all’interno delle ormai ben note dinamiche geopolitiche “terrestri”. Se possiamo immaginare come l’idea di un mondo multipolare possa risultare invisa ai “paladini dell’Occidente”, è indubbio che un’alleanza tra i due poli contro cui gli americani si battono più aspramente sia per loro un vero e proprio incubo che si avvera. Eppure, avrebbero dovuto immaginare che i Paesi esclusi dall’aura dorata della “bontà” americana si sarebbero avvicinati tra di loro sempre di più. Come si suol dire, il nemico del mio nemico è mio amico. Probabilmente il ricorso alle sanzioni, tanto amate dagli USA, contro la Russia, hanno rappresentato una spinta all’avvicinamento alla fiorente economia cinese. Secondo l’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale), gli scambi tra i due Paesi sono aumentati del 40% circa nell’ultimo decennio, e gli investimenti cinesi in Russia hanno raggiunto i 40 miliardi di dollari, con un volume d’affari che supera i 100 all’anno. La Cina fornisce alla Russia prodotti finiti in cambio di materie prime, diventando così il suo principale partner commerciale dal 2016, e la Russia rifornisce la Cina di tecnologia bellica avanzata. Gli eserciti delle due potenze, inoltre, compiono esercitazioni militari insieme, e lo scorso mese non hanno esitato a invitare anche l’Iran, altro stato nel mirino degli Stati Uniti, ad unirsi alla festa, in un’esercitazione nell’Oceano Indiano. Non c’è da stupirsi, quindi, se la Russia e il Dragone cinese hanno deciso di collaborare come in Terra così nello spazio. Se è vero che non dobbiamo aspettarci di vedere la stazione di ricerca sulla Luna realizzata dall’oggi al domani, basta la sola volontà di cooperare in un progetto così impegnativo, sia dal punto di vista economico, di risorse, che temporale, a mettere bene in evidenza quanto le due potenze siano decise a proseguire sulla strada dell’alleanza.

Possiamo immaginare che gli Stati Uniti non resteranno a guardare. A conferma di ciò la dichiarazione di Joe Biden che, nel suo primo discorso come presidente eletto, non ha perso tempo nel dire agli alleati degli USA che “l’America è tornata”. Ma quali opzioni rimangono agli Stati Uniti? Dividi et impera è una massima che potrebbero seguire. Magari, ipotizza Henry Olsen per il Washington Post, cedendo l’Ucraina alla Russia o ridimensionando la presenza NATO nei paesi baltici. Scenari sicuramente interessanti, così come la terribile ipotesi che l’opinionista immagina qualora gli Stati Uniti decidessero di lasciar correre: la Russia che minaccia i vicini della NATO, l’Iran che tiene sotto scacco Israele o gli Stati arabi nel Golfo Persico e la Cina che minaccia Taiwan o altre nazioni più vicine agli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale. È per prevenire questa possibilità che gli americani si stanno impegnando a rinsaldare le loro alleanze in giro per il mondo. Hanno raggiunto un accordo con la Corea del Sud per dividere il costo delle loro truppe sul territorio, che teoricamente servono a tenere a freno la minaccia nordcoreana; proprio questo mese hanno rinforzato la coordinazione con i paesi a loro vicini con il primo summit ufficiale tra i capi di stato di Australia, India e Giappone, da quando hanno iniziato a cooperare in maniera informale a seguito dello tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano, formando il gruppo “Quad”: Quadrilateral Security Dialogue. Inoltre, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato di volersi unire ai tentativi di ripristinare l’accordo sul nucleare con l’Iran.

Se qualcuno ha mai immaginato che l’umanità nello spazio avrebbe dato vita a dei cambiamenti sostanziali, sbagliava. Ripercorrendo le stesse dinamiche usate sulla Terra, infatti, nel 2019 l’allora presidente Trump aveva dato vita ad una “Space Force”, attirandosi accuse di militarizzazione dello spazio. Gli USA inoltre puntano a costruire una propria base sulla Luna per primi con il Progetto Artemis della NASA, che si è dato come tempo massimo per riportare gli esseri umani sul Satellite il 2024. Non manca il piano di costruire una base lunare orbitante permanente, Gateway. Regno Unito, Italia, Giappone e Emirati Arabi Uniti sono alcune delle nazioni che hanno accettato di collaborare a questo progetto. Non dobbiamo dimenticare, come abbiamo già scritto su questa testata, che il piacere della scoperta dell’ignoto non deve distrarci dal fatto che gli obiettivi più prossimi di questa corsa allo spazio sono militari. Ad esempio, gli eserciti dei paesi maggiormente coinvolti sono diventati man mano sempre più dipendenti dalle informazioni che i satelliti in orbita riescono a recuperare, insieme alle infinite possibilità offerte dalle nuove tecnologie. In un mondo in cui la Terra non è più confine ma rampa di lancio verso nuovi mondi, i conflitti e le alleanze si sono semplicemente spostate oltre il nostro cielo. Perché il mondo si sta espandendo, ma gli esseri umani sembrano destinati a rimanere fedeli a loro stessi.


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