OGGETTO: La scelta di Marina Berlusconi
DATA: 27 Marzo 2026
SEZIONE: Politica
FORMATO: Scenari
AREA: Italia
Dalle parole della primogenita del fondatore di Forza Italia si evince l’esigenza di cambiamento. Al di là delle celebrazioni di rito per il lavoro svolto da Antonio Tajani, è chiaro che Forza Italia si trova ad un bivio: essere guidata da un profilo che ricordi da vicino Silvio Berlusconi o lasciarsi trasportare dalla necessità di voltare pagina? Il futuro è nelle mani di Marina, che è chiamata ad una presa di posizione, anche in tempi piuttosto brevi.
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La posizione di Antonio Tajani in Forza Italia pare essere parecchio in bilico, specie in seguito alle recenti dichiarazioni di Marina Berlusconi. Parlando in un’intervista del referendum sulla Giustizia e della situazione politica italiana si è così espressa: «Penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui». Difficile credere che si tratti di parole casuali, anzi, la scelta di dare in primo luogo risalto alle doti leaderistiche messe in campo dall’attuale Segretario in seguito alla morte del Cavaliere, e successivamente fare riferimento al futuro, lascia intendere che in prospettiva la guida del partito potrebbe essere presa da un profilo nuovo.

Mettere in dubbio la sincerità delle parole di Marina sull’apprezzamento a Tajani sarebbe un esercizio inutile. Silvio Berlusconi con la sua discesa in campo non ha solo creato un partito politico basato su un sistema valoriale e categorie definite, ma ha dato un significato alle vite di coloro che ne hanno fatto parte o gravitato attorno. Il Cavaliere non ha fondato un partito, ma è stato lui stesso il partito, che ha modellato sulla base della propria condotta politica. Sostituire una figura simile non può che essere stato un compito estremamente arduo, quasi ingrato. Ciononostante, Forza Italia oggi esiste, e detiene una propria percentuale di votanti non indifferente, composta da nostalgici del ventennio berlusconiano, e liberali che per abitudine e diffidenza nei confronti di altri partiti decidono di continuare a riservare il loro consenso a FI

Chiaramente, un attore politico con una storia simile, superata la fase critica in cui l’esistenza stessa è stata posta a serio rischio, non può pensare di poter vivacchiare accontentandosi dello status quo. Senza una visione ed una strategia proiettata verso il futuro, il regresso non può che essere dietro l’angolo. Se nella fase precedente, per questioni identitarie e sentimentali non era possibile distaccarsi dall’universo berlusconiano puntando su volti completamente nuovi, ora è un passaggio che potrebbe essere tentato. Forza Italia si trova di fronte ad un bivio: dare continuità alla figura politica del Cavaliere, schierando in campo Piersilvio o Marina, o porre alla testa una nuova guida con una solida carriera da governatore?

Un profilo da tenere in considerazione per la seconda opzione è certamente quello dell’attuale Presidente della Calabria, Roberto Occhiuto. Da anni alla guida di una regione chiave nel contesto meridionale, fresco di una netta vittoria elettorale, dove sono state comunque rilevate delle criticità in termini di consenso, con un centrosinistra rappresentato da Pasquale Tridico che è stato capace di inserirsi con agilità ed efficienza nei territori progressivamente dimenticati dalle autorità locali. Un’altra papabile è Deborah Bergamini, vicesegretaria del partito e responsabile del Dipartimento Esteri. Figura particolarmente stimata da Marina, la cui rilevanza è cresciuta notevolmente negli ultimi anni all’interno di Forza Italia. Difficile credere che in casa Berlusconi sia stata già tracciata una linea definitiva riguardo al futuro, ma è chiaro che in questa fase si stiano facendo delle riflessioni fondamentali per il destino del movimento.

Al di là di quale possa essere la scelta che verrà effettuata, è evidente che una delle doti chiave che il profilo selezionato necessita di avere sia la capacità di ispirare fiducia. D’altronde, questa è storicamente stata la qualità primaria di Forza Italia. Dall’universo destrorso viene visto come un partito con il quale poter formare una coalizione di governo solida. Nonostante il Cavaliere sia sempre stato considerato come un’antagonista dalle forze di sinistra, queste ultime hanno cominciato a considerare il suo partito come una forza politica in grado di bilanciare l’ondata di gradimento per il centrodestra attualmente in corso. Un ruolo rivendicato con orgoglio da FI stessa, che si inserisce ciclicamente nelle coalizioni di governo con la pretesa di tenerne al guinzaglio gli elementi più estremi. 

Il partito, per continuare ad esistere ed influenzare le dinamiche politiche nazionali, non può perdere questa identità, che non solo lo caratterizza, ma lo legittima come attore serio ed affidabile sia agli occhi degli alleati che degli avversari. È naturale che la personalità che succederà a Tajani alla segreteria dovrà ispirare questa stessa fiducia, mostrando di essere in grado di svolgere eventuali incarichi istituzionali con grande senso di responsabilità, rassicurando l’elettorato ed evitando di posizionarsi troppo a destra.

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