OGGETTO: Identikit della classe dirigente cinese
DATA: 01 Giugno 2026
SEZIONE: Storie
AREA: Asia
Il processo di selezione per entrare nel Partito Comunista Cinese dura fino a tre anni, passa attraverso indagini sul passato familiare, giuramenti solenni e monitoraggio ideologico costante. Gli aspiranti membri devono dimostrare di essere irreprensibili. È il filtro con cui Pechino forma la propria classe dirigente - e neutralizza in anticipo chiunque potrebbe diventare un problema.
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Il Partito Comunista Cinese e la sua attuale evoluzione, dipendono dalle esigenze strategiche di Pechino e del suo leader Xi Jinping, il quale necessita di imprimere il suo pensiero nelle menti del popolo e lasciare un’eredità politico-ideologica ben definita, capace di influenzare il destino cinese sul lungo periodo. Il PCC, per composizione, requisiti e struttura si differenzia nettamente dal modello partitico occidentale, in quanto non viene concepito come un partito elettorale, ma come organizzazione di stato. La sua funzione non è quella di racimolare il maggior numero di voti possibile o di ottenere seggi, ma di formare una classe dirigente altamente specializzata, in grado di guidare la macchina burocratica di una potenza in forte ascesa. Entrare nella struttura di potere interna è estremamente difficile, considerando le decine di migliaia di candidature annuali e l’elevata competitività che caratterizza il processo di selezione. La maggior parte dei profili accettati è giovane e ha conseguito lauree o titoli superiori. L’intento delle autorità è quello di raccogliere le migliori menti della Repubblica che vantino anche un’adeguata dimestichezza con i mezzi tecnologici, e che siano in grado di approcciarsi con facilità alle innovazioni, in ogni campo. 

Il processo di reclutamento è complesso e duraturo, e prevede che i candidati siano chiamati ad intraprendere un percorso burocratico in cui non devono solo dimostrare le proprie capacità intellettuali, ma anche una sincera fedeltà nei confronti dei principi ideologici del PCC. La procedura può prolungarsi per un massimo di tre anni, ed inizia nel momento in cui il cittadino maggiorenne effettua la domanda di adesione alla cellula di partito di riferimento. Il profilo viene esaminato con grande attenzione, valutando che possieda i requisiti minimi. Qualora il candidato superasse le soglie minime di valutazione, viene sottoposto a colloqui, che nel caso in cui si concludessero positivamente gli garantirebbero lo status di attivista. Si tratta sostanzialmente del primo stadio di un processo della durata di un anno, dove il soggetto viene formato sul piano ideologico, ed ottiene nozioni chiave sulla Costituzione e la sua applicazione, e sul pensiero politico di Xi Jinping. In questa fase il candidato viene monitorato e valutato costantemente.

Al vaglio degli esaminatori non vi sono solo le sue risposte in termini di apprendimento e interiorizzazione dei concetti, ma anche la sua fedeltà alle istanze partitiche, così come la sua completa adesione ai valori della Repubblica e al comunismo. All’attivista vengono assegnati due membri effettivi del partito, i quali oltre ad fornirgli un pratico esempio politico e morale, comunicano al comitato locale i resoconti degli esami. Qualora il monitoraggio dovesse procedere positivamente, lo status del candidato salirebbe a “sviluppando”. In questa fase non si dedica solo all’apprendimento teorico e nozionistico, ma comincia ad essere studiato dal PCC: il suo passato viene esaminato in maniera estremamente scrupolosa. Si effettua un’investigazione riguardo sia la sua carriera scolastica che lavorativa, le persone e gli ambienti che ha frequentato durante il suo percorso di crescita e le eventuali posizioni politiche che ha manifestato. Inoltre, ad essere posto sotto lo stringente scrutinio delle autorità è anche il background familiare, in modo tale da verificare potenziali legami e parentele con dissidenti o individui con problemi giudiziari. Il risultato dello screening deve essere limpido, non sono ammesse nemmeno macchie di lieve entità, episodi sporadici o zone d’ombra. Qualora dovessero emergere eventuali problematiche il candidato verrebbe escluso definitivamente, ponendo fine al processo di ammissione. Successivamente, possono essere richiesti dei report scritti per testare la sua evoluzione ideologica; il candidato deve dimostrare di aver raggiunto una solida maturità intellettuale e di essere capace di esporre con sicurezza le principali nozioni marxiste e i principi del PCC.

Roma, Maggio 2026. XXXIV Martedì di Dissipatio

Prima di diventare un membro probazionario, stadio che precede l’ammissione definitiva, il richiedente deve prestare giuramento alla bandiera del Partito. Si tratta di un momento solenne, in cui il candidato si impegna ufficialmente a rispettare gli ideali comunisti e ad applicarli con estrema fedeltà in futuro. Sul piano simbolico, è il frangente più importante dell’intero processo, dove viene sposata l’ideologia che dovrà guidare la recluta durante tutta la sua vita, durante la quale saranno questi principi a guidare la sua quotidianità. È un impegno sacro, dal quale non ci si può tirare indietro. La durata dello status di membro probazionario è di un anno, all’interno del quale il candidato è soggetto sostanzialmente agli stessi doveri dei membri effettivi. Può prendere parte attivamente alla vita politica della sua regione, partecipare alle riunioni del comitato locale, offrire i propri spunti nelle fasi di studio politico, dove vengono approfondite le politiche del regime da un punto di vista ideologico e filosofico. L’unica differenza concreta tra il probazionario e il membro effettivo è che il primo non dispone del diritto di voto nelle assemblee locali e non può essere votato per cariche elettive. Per il momento si trova ancora in una fase di apprendistato, dove partecipa in maniera attiva alla vita politica mettendo a disposizione le nozioni apprese nelle fasi precedenti, ma non può ancora raccogliere quanto seminato. In seguito alla conclusione dell’anno di prova, il candidato può presentare richiesta ufficiale per diventare membro effettivo del Partito; solitamente, arrivati a questo punto del percorso, eccetto complicazioni straordinarie, l’accettazione della richiesta rappresenta solamente una formalità, e la nomina viene ratificata dalle autorità. La recluta entra a tutti gli effetti nelle fila del PCC, ed è pronto ad intraprendere la propria carriera politica, mirando a raggiungere le posizioni più prestigiose della macchina burocratica della Repubblica Popolare.

Questo processo può essere inteso come il filtro del potere cinese, con il quale non vengono selezionati solo i profili migliori da un punto di vista culturale, ma anche quelli più innocui sul piano politico. Infatti, come osservato in precedenza, per il candidato non è sufficiente dimostrare di aver interiorizzato le nozioni fondamentali ideologiche marxiste e comuniste, ma è necessario sfoggiare anche una concreta lealtà verso gli ideali del Partito e nei confronti del regime. Attraverso questo percorso di formazione e monitoraggio costante è possibile neutralizzare lo sviluppo di oppositori interni, e creare una futura classe dirigente totalmente conformata agli standard delineati dalle autorità. I giovani candidati, grazie alle lezioni impartite loro, saranno in grado di autocensurare eventuali pensieri e comportamenti in contrasto con le linee guida, e attuare con disciplina nella quotidianità i principi appresi. 

Nonostante in superficie questo modello possa apparire efficiente ed affidabile, il rischio concreto sul lungo periodo può essere quello di cadere in una rigidità intellettuale causata da una conformazione delle idee. Nei processi di policy-making è di assoluta importanza disporre di professionisti che condividano principi e visioni simili, ma spesso a fare la differenza sono le intuizioni, gli spunti individuali e la personalità. Nel tempo, questo modello rischia di generare una burocratizzazione del pensiero, priva di fantasia e creatività, e potrebbe diventare meno attrattivo per le frange più giovani. La vera sfida del sistema di potere del PCC sarà quella di continuare a garantire l’affidabilità e l’efficienza del processo di selezione delle nuove risorse, con funzionari fedeli ai principi ideologici della Repubblica, aprendo però anche alle idee innovative della nuova popolazione cinese.

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