OGGETTO: Il diktat Burns
Dal Dispaccio #17 del 25.03.2024
L’uso dei dati commerciali americani preoccupa la CIA di William Burns, che intanto ha bloccato la loro vendita a clienti esteri.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

La mancanza di un quadro giuridico che circondi l’acquisizione e l’utilizzo di dati commerciali relativi ai cittadini americani sta preoccupando alcuni rappresentanti eletti, mentre il Government Accountability Office (GAO) – la Corte dei Conti degli Stati Uniti – ha appena evidenziato la debolezza dei meccanismi di controllo interno dell’intelligence del Pentagono. Il senatore democratico Ron Wyden dell’Oregon ha denunciato l’acquisizione di dati di geolocalizzazione da parte della Defense Intelligence Agency (DIA) in un discorso ai leader della comunità di intelligence. 

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

Per ricevere il Dispaccio entra nel nucleo operativo

I più letti

Per approfondire

Hugo Chávez nel mirino

I bombardamenti statunitensi del 3 gennaio non rispondono solo a logiche militari, ma colpiscono deliberatamente l’eredità politica e simbolica di Hugo Chávez. L’attacco al suo mausoleo segnala la volontà di Washington di chiudere definitivamente la stagione chavista, riaffermando la propria egemonia in America Latina attraverso un’azione di forza dal forte valore storico e ideologico.

Gianfranco Fini: «Con la Russia occorre fare i conti, prendendo atto che l'illusione di un suo avvicinamento alle democrazie liberali è naufragata»

«I cinesi hanno una visione del tempo diversa dalla nostra. Una volta un collega cinese mi disse: sappiamo che voi siete contrari al ritorno di Formosa alla madrepatria; non è che non vogliamo dirvi quando accadrà, è che non lo sappiamo. Ma accadrà. Si tratta pertanto di un dossier non solo strategico, ma simbolico e culturale su cui Pechino non credo cederà»

Un'escalation teatrale

Nel pieno della crisi esplosa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2025, Stati Uniti e Iran hanno inscenato una complessa e calibrata gestione di un'escalation, nella quale gli attori principali hanno mosso pedine militari e diplomatiche con straordinaria attenzione a non oltrepassare la soglia del conflitto aperto. A partire da un attacco simbolico contro un sito nucleare iraniano — già evacuato — ordinato da Donald Trump, fino alla risposta iraniana altrettanto contenuta contro una base americana sgombra, gli eventi suggeriscono una coreografia strategica dove la comunicazione indiretta, la deterrenza e il calcolo politico hanno avuto la meglio sull’improvvisazione bellica.

United States of Terror

L'uccisione di George Floyd dimostra, ancora una volta, come negli Stati uniti democrazia e violenza siano inestricabilmente legate l'una all'altra.

Il potere di dire tutto

Gli studi che correlano discorsi violenti e violenza reale contano, ma solo fino a un certo punto. Donald Trump può tornare sul Twitter di Elon Musk.

Gruppo MAGOG