I nuovi dèi: gli israeliti neri

Panoramica sui Black Hebrew Israelites, la prima tappa di un lungo viaggio alla scoperta delle sette che si nascondono dietro la nostra quotidianità.
Panoramica sui Black Hebrew Israelites, la prima tappa di un lungo viaggio alla scoperta delle sette che si nascondono dietro la nostra quotidianità.

New York, sera del 28 dicembre. Un afroamericano fa irruzione nella casa di un rabbino in cui si sta celebrando la fine dell’Hanukkah, la festività durante la quale si commemora la consacrazione del Secondo Tempio. Aggredisce cinque persone con un machete, fugge e si dirige nella vicina sinagoga, ma i fedeli sbarrano le porte. L’interrogatorio è ancora in corso, ma crescenti indiscrezioni vorrebbero sia un membro o un simpatizzante dei cosiddetti ebrei neri israeliti.

Jersey City, pochi giorni prima, 10 dicembre. Due afroamericani entrano in un supermercato ebraico e uccidono tre persone, il co-direttore, un dipendente ed un cliente. Le forze dell’ordine vengono messe in allerta, raggiungono il posto, dove scaturisce una violenta sparatoria che termina con la morte dei due assassini. Il fatto che l’assalto sia avvenuto contro un obiettivo ebraico spinge i media ad avanzare la prematura ipotesi che possa esserci dietro l’ombra del terrorismo islamista, o del suprematismo bianco, ma presto si scopre che i due erano afroamericani di fede ebraica. Ebrei che uccidono altri ebrei, un po’ come i terroristi islamisti appartenenti al fondamentalismo sunnita che uccidono gli sciiti, accusati di miscredenza.

Il caso viene trattato come terrorismo domestico: è la prima volta che dei membri appartenenti ai cosiddetti “ebrei neri israeliti” compiono un attentato sul suolo nazionale. La comunità giudaica americana si muove rapidamente, invitando i media a non dipingere gli “ebrei neri israeliti” come “ebrei”, il sindaco di New York Bill de Blasio accoglie il consiglio e parla ai microfoni di “crimine d’odio antisemita”, cala il sipario molto rapidamente. A questo punto è lecito e doveroso chiedersi: chi sono gli ebrei neri israeliti? Che cosa vogliono? In che cosa credono?

La storia di questa confessione settaria inizia negli Stati Uniti verso la fine del 19esimo secolo. All’epoca i predicatori afroamericani giudeo-messianici Frank Cherry e William Saunders Crowdy cominciano a fare centinaia di proseliti nelle comunità nere, sostenendo che gli afroamericani siano i veri, unici e legittimi discendenti delle 12 tribù di Israele. Cherry fonda la Chiesa del Dio Vivente, mentre Crowdy fonda la Chiesa di Dio e dei Santi di Cristo. Nonostante la scelta del nome, non si tratta di chiese ma di sinagoghe: gli adepti vengono istruiti alle norme della Torah, seguono il calendario ebraico, non credono nella divinità di Gesù, si circoncidono, adottano uno stile di vita basato sul consumo di cibo kosher e sul rispetto di usanze, costumi e festività liturgiche ebraiche.

Gli ebrei neri predicano l’isolamento dalla società maligna dell’uomo bianco, un isolamento che, negli anni, assume le forme di separatismo e suprematismo: chiedono un proprio stato, o almeno una forte autonomia per vivere secondo i propri dettami religiosi, e distribuiscono volantini, appendono manifesti, organizzano convegni, in cui spiegano perché siano superiori ai cristiani e agli stessi ebrei. L’odio è rivolto soprattutto verso questi ultimi, paradossalmente, poiché ritenuti degli “impostori”: avrebbero rubato il titolo di “popolo eletto” ai veri discendenti di Abramo, sfruttando il cancellarsi della memoria storica nel corso dei secoli. Quel titolo, adesso, lo reclamano loro e sono anche disposti ad esercitare violenza per costringere i “falsi” ebrei ad emigrare in Israele o ammettere pubblicamente di “aver mentito”.

È difficile fare una stima precisa, perché la maggior parte dei gruppi di ebrei neri esiste nel mondo oscuro delle sette e non è registrato negli albi governativi, quindi non è possibile fare un censimento. Il numero potrebbe verosimilmente essere compreso fra 100mila e 250mila, considerando gli alti tassi di crescita, dovuti grosso modo alle conversioni, e che negli anni ’80 erano circa 40mila. La celebre organizzazione antirazzista Anti-Defamation League ha spiegato che “non tutti, ma alcuni di loro sono razzisti ed antisemiti”, mentre il Southern Poverty Law Center ha censito 144 organizzazioni di ebrei neri che predicano il separatismo, l’antisemitismo e l’odio antibianco.

La Chiesa di Dio e dei Santi di Cristo è, ancora oggi, la più importante denominazione per gli ebrei neri: gestisce oltre 50 tabernacoli negli Stati Uniti e negli anni recenti ha iniziato ad operare anche in Africa. Ma nuove chiese e movimenti sono emersi, radicali nel linguaggio e nelle azioni, come la Scuola Israelita della Conoscenza Pratica Universale, la Nazione di Yahweh, la Chiesa Israelita di Dio in Gesù Cristo, i cui membri tentano di realizzare una società separata agendo nel quotidiano: hanno i loro negozi, vivono negli stessi quartieri, hanno gli stessi luoghi di ritrovo.

Fino a dicembre scorso, però, la stessa FBI riteneva basso il potenziale terroristico ed omicida degli ebrei neri. Si erano sbagliati, anche perché dove si predica l’odio la radicalizzazione non può che essere fisiologica, e l’insorgere della violenza è solo questione di tempo.

Gli ebrei neri israeliti sono soltanto uno degli innumerevoli esempi di nuovi movimenti religiosi di natura settaria e deviante sorti in Occidente all’interno del mondo cristiano protestante, ma il panorama è ancora più esteso tenendo in considerazione l’esistenza di satanisti, neopagani, sincretismi figli degli anni ’60, religioni ufologiche, e movimenti per il transumanesimo e il potenziamento della mente umana. Tutte queste pseudo-religioni sono caratterizzate da un elemento comune: la lobotomizzazione esercitata sui membri.

L’adepto della setta viene spogliato dell’identità personale, diventa un tutt’uno con il gruppo, per esso è capace di tutto, dal togliersi la vita – come nel celebre e lugubre caso del suicidio di massa di Jonestown – al toglierla – come a Jersey City. Per questi motivi, noi dell’Intellettuale Dissidente vogliamo indagare il mondo delle sette e portarvi con noi in questo lungo viaggio, nel quale tenteremo di far luce su entità note e meno note e sugli eventi più inquietanti che le hanno contrassegnate.

SOSTIENICI !

Tutti i giorni, la nostra sveglia di redazione suona alle 6 del mattino. Dalla primissima alba ascoltiamo la radio, e nel mentre passiamo in rassegna tutte le testate tradizionali e non, nazionali e straniere, dalle riviste ai quotidiani ai siti internet di nicchia. Dopo aver fatto una "cernita", cioè individuato l'1 per cento delle notizie (il restante 99 è letteralmente "cartastraccia") che si pesano come l’oro, che sparigliano, orientano, decidono il corso del dibattito profondo, produciamo un report interno. Successivamente ci riuniamo in presenza o virtualmente per condividere pubblicazioni, visioni, informazioni confidenziali, elaboriamo un timone sui temi da affrontare, per fornirti analisi, scenari, approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo richiede molto tempo, nella ricerca come nello sviluppo. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, siamo qui, pronti ad unire tutti i puntini.
Sostieni

I più letti

Gruppo MAGOG

Per approfondire

Francesco nel deserto
inEvidenza

Francesco nel deserto

Claudio Chianese
12 Ottobre 2020
Baron Samedi
inEvidenza

Baron Samedi

Federico Mosso
09 Ottobre 2020
I nuovi dèi: il massacro di Jonestown
Non categorizzato

I nuovi dèi: il massacro di Jonestown

Emanuel Pietrobon
29 Gennaio 2020
Dumézil e la funzione tripartita degli indoeuropei
Non categorizzato

Dumézil e la funzione tripartita degli indoeuropei

La Redazione
22 Marzo 2020
Il nulla e l’Islam
Non categorizzato

Il nulla e l’Islam

Claudio Chianese
14 Maggio 2020