Intervista

Serafino Sorrenti: «Le tecnologie quantistiche rappresentano una delle grandi opportunità del nostro tempo.»

«Il calcolo quantistico apre scenari finora impensabili, consentendo di affrontare problemi che i sistemi tradizionali non riuscirebbero a risolvere in tempi utili. Parallelamente, la comunicazione quantistica introduce nuovi modelli di protezione dei dati, mentre la sensoristica avanzata promette livelli di precisione senza precedenti, con ricadute importanti in ambito industriale, ambientale e difensivo.»
Serafino Sorrenti: «Le tecnologie quantistiche rappresentano una delle grandi opportunità del nostro tempo.»
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

Per l’IBM Institute for Business Value, gli anni del decennio 2020 – 2030, grazie all’informatica quantistica, saranno i nuovi roaring twenties dell’innovazione tecnologica. Stiamo parlando del cosiddetto “Quantum Decade”: il decennio in cui i computer quantistici passano dalla ricerca all’uso concreto iniziando a risolvere problemi irraggiungibili per il calcolo classico, con effetti decisivi su industria, sicurezza ed energia. Una fase di cambiamento dirompente che rivoluzionerà le regole del capitalismo, della diplomazia e soprattutto della competizione tra potenze che non a caso sono già in prima fila per vivere questa rivoluzione da protagonisti. Anche l’Italia, con una chiara proiezione europea, non intende restare ai margini. In questo quadro si collocano gli Stati Generali del Quantum (17 dicembre), l’evento nazionale dedicato all’attuazione della Strategia Italiana per le Tecnologie Quantistiche, adottata dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale (CITD). Un’iniziativa con cui Roma prova ad affrontare questa svolta, coordinando istituzioni, ricerca e imprese per rafforzare competitività, sicurezza e autonomia tecnologica del Paese.

Per approfondire le opportunità e le sfide di questa nuova stagione abbiamo intervistato Serafino Sorrenti, Chief Information Security Officer del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, guidato dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’innovazione tecnologica Alessio Butti (tra i principali promotori degli Stati Generali del Quantum), e rappresentante del Governo italiano presso l’Unione europea per le infrastrutture critiche sottomarine e nel Quantum Technologies Coordination Group.

-Il 17 dicembre si sono svolti a Roma gli Stati Generali delle Tecnologie Quantistiche promossi da vari ministeri (difesa, made in Italy, ambiente) e dal sottosegretario competente Butti. Qual è lo stato di sviluppo di queste tecnologie nel nostro Paese? E quali sono gli aspetti chiave di questi nuovi mezzi?

Le tecnologie quantistiche rappresentano una delle trasformazioni più profonde e promettenti dello scenario tecnologico globale. Non si tratta soltanto di un avanzamento scientifico, ma di un passaggio destinato a incidere sugli equilibri economici, sulla sicurezza e sulle relazioni internazionali. La rilevanza strategica del quantum deriva dal fatto che questa tecnologia sta rapidamente diventando un fattore di competizione tra potenze. Come accaduto in passato con l’energia nucleare o con la rivoluzione digitale, la disponibilità di capacità quantistiche avanzate può determinare vantaggi significativi in termini economici, tecnologici e militari. In questo contesto, l’Italia sta dimostrando una crescente capacità di interpretare il cambiamento con visione strategica, valorizzando una tradizione accademica di eccellenza e rafforzando il dialogo tra ricerca, industria e istituzioni. In particolare, la prospettiva di superare gli attuali sistemi crittografici pone una sfida diretta alla sicurezza delle infrastrutture critiche e delle comunicazioni istituzionali, rendendo necessario ripensare i modelli di protezione dei dati su scala globale. Il nostro Paese sta investendo con decisione nello sviluppo di competenze specialistiche e nella creazione di ecosistemi innovativi, contribuendo in modo concreto alla crescita del settore a livello europeo.

-Perché la questione delle tecnologie quantiche è improrogabile e come sta ridefinendo le sfide strategiche e di sicurezza tra potenze?

Il valore delle tecnologie quantistiche si misura soprattutto nelle loro applicazioni. Il calcolo quantistico apre scenari finora impensabili, consentendo di affrontare problemi che i sistemi tradizionali non riuscirebbero a risolvere in tempi utili. Parallelamente, la comunicazione quantistica introduce nuovi modelli di protezione dei dati, mentre la sensoristica avanzata promette livelli di precisione senza precedenti, con ricadute importanti in ambito industriale, ambientale e difensivo.

Roma, Gennaio 2026. XXXI Martedì di Dissipatio

 -A settembre 2025 l’esecutivo a guida Giorgia Meloni ha infatti messo a punto la Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche. Quali sono gli obiettivi dell’agenda italiana sul quantum e come si inseriscono nel quadro europeo?

La Strategia nazionale italiana per le tecnologie quantistiche nasce proprio con l’obiettivo di accompagnare questa transizione, rafforzando la ricerca e favorendo il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo. In qualità di rappresentante del Governo italiano presso la Commissione europea all’interno del Quantum Technology Coordination Group (QTCG), ho avuto inoltre l’opportunità di contribuire, insieme ad autorevoli colleghi, al coordinamento delle attività di elaborazione della strategia nazionale, un lavoro che ha permesso di consolidare il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e sistema industriale. L’approccio adottato si inserisce pienamente nella visione europea, che punta a costruire una maggiore autonomia tecnologica e a consolidare filiere industriali strategiche. Non si tratta solo di sostenere l’innovazione scientifica, ma di creare le condizioni per uno sviluppo economico e occupazionale duraturo.

-Quali potrebbero essere le conseguenze di queste innovazioni nelle competizioni e nei rapporti diplomatici tra gli Stati?

Le ricadute geopolitiche di queste innovazioni sono destinate a essere rilevanti. Le tecnologie quantistiche possono rafforzare le capacità di intelligence, migliorare la resilienza delle infrastrutture e ridefinire gli equilibri tecnologici nel settore della difesa. Allo stesso tempo, rappresentano un terreno di collaborazione internazionale, soprattutto nella definizione di standard condivisi e nello sviluppo di progetti di ricerca congiunti. In questo senso, il quantum si configura come uno spazio in cui competizione e cooperazione convivono e si influenzano reciprocamente.

-Che tipo di minacce possono prevenire o sfatare queste tecnologie e come stanno già cambiando gli equilibri internazionali? Può farci qualche esempio?

Dal punto di vista della sicurezza, l’impatto è particolarmente evidente. Le comunicazioni quantistiche offrono prospettive di protezione dei dati estremamente avanzate, mentre le nuove tecnologie di rilevazione possono migliorare le capacità di monitoraggio e prevenzione dei rischi. Tuttavia, la stessa evoluzione tecnologica impone un’accelerazione nei processi di aggiornamento dei sistemi di sicurezza esistenti, per evitare che le innovazioni diventino strumenti di vulnerabilità.

-Quanto è importante la cooperazione e interrelazione tra innovazione, economia, ricerca e difesa tanto a livello settoriale quanto sul piano dei ministeri per affrontare queste sfide? E quella tra stati europei?

Affrontare queste sfide richiede un approccio integrato. La collaborazione tra ricerca, industria, innovazione e difesa è fondamentale per costruire competenze e sviluppare soluzioni efficaci. Allo stesso modo, la cooperazione tra i Paesi europei rappresenta un passaggio essenziale per competere in un contesto globale caratterizzato da investimenti sempre più consistenti da parte delle grandi potenze tecnologiche.

-L’Italia su questo fronte si sta muovendo con attenzione. A breve ospiteremo “il più potente hub quantistico al mondo”: la Q-Alliance, nata dall’accordo tra i due colossi mondiali del settore D-Wave e IonQ e che coinvolgerà circa cento ricercatori, prevalentemente italiani. Quali sono però i prossimi passi e i programmi futuri su questo ambito? E come realizzare questo ponte tra AI e quantum auspicato dal governo?

L’avvio di nuovi hub di ricerca e collaborazione internazionale rappresenta un segnale concreto della volontà di accelerare lo sviluppo del settore. Queste iniziative favoriscono l’attrazione di talenti, stimolano la nascita di nuove applicazioni industriali e contribuiscono alla costruzione di un ecosistema tecnologico competitivo. Particolarmente interessante è l’integrazione tra intelligenza artificiale e calcolo quantistico, una combinazione destinata a potenziare le capacità di analisi dei dati e a generare innovazioni in ambiti come la sanità, l’energia e la gestione delle infrastrutture critiche.

-Come possono la transizione digitale e quella ambientale intersecarsi con il piano di riarmo in quest’ottica?

Le tecnologie quantistiche si intrecciano inoltre con le grandi transizioni in atto, da quella digitale a quella ambientale. Il loro impiego può migliorare la gestione delle risorse energetiche, supportare la modellazione climatica e favorire lo sviluppo di materiali innovativi e sostenibili. Anche in ambito difensivo, queste tecnologie possono contribuire a rafforzare l’efficienza operativa e la resilienza dei sistemi strategici.

-Come si stanno ponendo competitor e rivali come Cina, USA e Russia in questi ambiti e quali potrebbero essere i vantaggi competitivi degli italiani e degli europei?

A livello globale, Stati Uniti, Cina e Russia stanno investendo ingenti risorse nello sviluppo del quantum, considerandolo una priorità strategica. L’Italia e l’Europa possono però contare su punti di forza rilevanti, come la qualità della ricerca scientifica, la capacità di collaborazione tra pubblico e privato e un approccio normativo orientato alla sicurezza e all’affidabilità tecnologica. La vera sfida sarà trasformare queste eccellenze in un sistema industriale strutturato e competitivo.

Le tecnologie quantistiche rappresentano dunque una delle grandi opportunità del nostro tempo. Investire in questo settore significa rafforzare la sicurezza, sostenere la crescita economica e consolidare l’autonomia strategica europea. Il successo dipenderà dalla capacità di sviluppare competenze, promuovere collaborazione e mantenere una visione di lungo periodo, elementi indispensabili per affrontare con responsabilità la nuova rivoluzione tecnologica.

I più letti

Per approfondire

I quanti e l’esistenza dell’anima

Come si spiegano i sogni premonitori? E che natura ha l’anima? La “teoria della coscienza quantistica” è in grado di dirci tutto (o quasi)

Materie prime, materie rare

Nel grande gioco del potere le strategie verdi offrono una strada per la supremazia globale e per la contrattazione tra nazioni. Un saggio imprescindibile di Gianclaudio Torlizzi.

Crypto-terremoto

FTX perde tutto e mette a repentaglio l'intero settore.

Vecchio futuro, nuovo passato e nessun presente

Le contraddizioni di un’epoca che pensa il futuro con idee vecchie e rifonda il passato con idee nuove. In tutto questo, il presente dov’è?

I nuovi martiri digitali

L'arresto dell'informatico Alexey Pertsev è l'emblema del dominio della ragione di Stato sulla libertà individuale, all'epoca dei crimini digitali.

Gruppo MAGOG