OGGETTO: Le linee rosse vannacciane
Dal Dispaccio #34 del 23.07.2026
Vannacci offre i voti di Futuro Nazionale a Meloni per il Quirinale, ma a tre condizioni che la premier non può accettare senza rinnegare la propria politica estera. Un'apertura da molti vista come una trappola.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

Roberto Vannacci si è detto disposto a portare in dote alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni i voti di Futuro Nazionale in una eventuale elezione al Quirinale nel 2029, quando scadrà il secondo mandato di Sergio Mattarella. La dichiarazione non rappresenta però un gesto di distensione gratuita: il leader del nuovo partito ha posto tre condizioni esplicite, definite “linee rosse” non negoziabili. La prima riguarda il Green Deal europeo, che Vannacci chiede a Meloni di contrastare apertamente anziché sostenere. La seconda e la terza toccano la politica estera: cessazione del sostegno militare all’Ucraina e riapertura delle relazioni diplomatiche ed economiche con la Russia. 

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

Per ricevere il Dispaccio entra nel nucleo operativo

I più letti

Per approfondire

Africa rossa

La presenza cinese in Africa non si spiega con la sola "trappola del debito", narrazione tanto cara in Occidente. "Africa Rossa" di Alessandra Colarizi (L'Asino d'oro edizioni, 2022) ricostruisce un progetto più vasto e più paziente, ovvero quello di un modello alternativo che non chiede riforme in cambio di investimenti, e che per questo sta vincendo la partita mentre altri continuano a perdere terreno.

Mal di Françafrique

Il recente viaggio al Cairo del Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron rappresenta la volontà transalpina di preservare il proprio ruolo di attore protagonista nelle dinamiche di potere nordafricane, e soprattutto la necessità di puntare sull’intesa con l’Egitto di Abdel-Fattah Al Sisi per consolidare la propria influenza geopolitica nell’area.

Il grande suicidio

Fra gli appartenenti ai corpi di polizia il suicidio è un fenomeno che si riscontra con maggiore frequenza rispetto alla media nazionale. Le cause sono molteplici, molte delle quali fanno riferimento a quella condizione che già Pasolini descriveva sessant'anni fa, in occasione degli scontri alla facoltà di Architettura della Sapienza.

«È dal 1945 che l’Europa non era così vicina a una guerra». Lo scenario di Stefano Fantacone

Stefano Fantacone, coautore insieme a Demostenes Floros di “Crisi o transizione energetica”, tira le fila della crisi d’approvvigionamento energetico che stiamo vivendo, le cui radici sono di molto antecedenti la guerra in Ucraina.

Il nodo irrisolto dell'educazione sessuale

Tra richieste di obbligatorietà, timori ideologici e una scuola sempre più sovraccarica, il confronto sull’educazione sessuale e sul consenso rivela un conflitto profondo tra istituzioni e genitori. Un dibattito che maschera fragilità strutturali e pone domande urgenti sul reale equilibrio delle responsabilità educative.

Gruppo MAGOG