OGGETTO: La prossima bolla
Dal Dispaccio #29 dell'11.11.2025
I colossi del cloud e dell’intelligenza artificiale spingono investimenti da trilioni nei campus di calcolo. Così l’industria del credito su infrastrutture digitali cresce a ritmo vertiginoso: tra debito sofisticato, asset che si svalutano rapidamente e mancanza di clienti ancorati, il settore è al confine tra visione strategica e fragilità finanziaria. E in questo, naturalmente, l’incubo della bolla è onnipresente.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

La corsa agli investimenti nei data center – spinta dall’esplosione dell’intelligenza artificiale e dai servizi cloud – sta assumendo dimensioni tali da far parlare di una potenziale bolla infrastrutturale: gli operatori globali stimano che nel prossimo triennio i costi cumulati per la costruzione e l’espansione dei data center potrebbero avvicinarsi al trilione di dollari, se non di più. In questo scenario, il debito e il finanziamento stanno giocando un ruolo centrale: solo negli Stati Uniti, tra settembre e ottobre del 2025, sono stati emessi circa 75 miliardi di dollari di obbligazioni investment-grade legate a operatori tecnologici e infrastrutture digitali, più del doppio della media annua del periodo precedente.

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

Per ricevere il Dispaccio entra nel nucleo operativo

I più letti

Per approfondire

Non possiamo non dirci antitotalitari

Al di là della visione manichea della storia recente, è opportuno ricordare che la Repubblica è stata frutto soprattutto dell'impegno di chi ha sempre osteggiato qualsiasi deriva antidemocratica. Ecco perché quegli “anticorpi” evocati da Massimo Teodori in "Antitotalitari d'Italia" (Rubbettino, 2023) non solo sarebbe urgente produrre, ma andrebbero interpretati come l’ultimo, disperato tentativo di reimparare una storia che, colpevolmente, abbiamo scelto di ignorare. 

Il nuovo partito romano

Il dimissionario premier Giuseppe Conte, sempre più politico e sempre meno mediatore, pare che abbia già un brand pronto per le prossime elezioni, “Insieme”, una sorta di unione progressista- cattolica benedetta dalle alte sfere del Vaticano.

La via del samurai

Elogio dell’Hagakure, il libro di fuoco che insegna a morire. Un tempo andava di moda (vergognosamente frainteso). La più bella interpretazione? “Ghost Dog”, il film di Jim Jarmush

“Voglio meticolosamente farmi a pezzi”

Misogino, dissacrante, razzista, ubriaco: come la mettiamo oggi con Charles Bukowski?

In morte di un teologo

Lo scorso sei aprile è scomparso Hans Küng, rappresentante di una nobile tradizione teologica e forse ultima voce della teologia liberale

Gruppo MAGOG