OGGETTO: Il filo rosso fra Pechino e Hanoi
DATA: 28 Febbraio 2025
SEZIONE: Geopolitica
AREA: Asia
Il nuovo progetto ferroviario approvato dal parlamento vietnamita è il simbolo dell’espansionismo geopolitico cinese, che mira a collegare la città portuale Hai Phong a Lao Cai, passando per Hanoi, e ad influenzare i Paesi bagnati dal Mekong e l’esistenza delle collettività che popolano le valli dell’imponente corso d’acqua.
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Il 19 febbraio il parlamento vietnamita ha approvato il piano di costruzione di una linea ferroviaria che garantirebbe un collegamento diretto fra Cina e Vietnam; il costo del progetto ferroviario è di 8,3 miliardi di dollari, in parte finanziati da Pechino attraverso prestiti. Il progetto va inquadrato nella Belt and Road Initiative, tramite la quale la Cina intende finanziare una rete di grandi progettiinfrastrutturali ed industriali atti ad espandere la propria influenza geopolitica a livello globale. La linea ferroviaria si estenderà per 390 chilometri, collegando Hai Phong, città che vanta uno dei piùgrandi porti del Paese, offrendo rilevanti potenzialità strategica, e Lao Cai, città montuosa situata al confine con la regione cinese dello Yunnan, passando per la Capitale vietnamita Hanoi. La linea permetterà di collegare i centri produttivi di alcune delle più grandi aziende globali, come Samsung e Foxconn, dipendenti da investimenti e forniture cinesi; il progetto è importante a livello strategico anche per via della sua prossimità al fiume Mekong, il corso d’acqua fluviale più lungo dell’Indocina, che attraversa anche Birmania, Laos, Cambogia e Thailandia, oltre a Cina e Vietnam.

Per Hanoi si tratta di un’opportunità fondamentale per quanto concerne la modernizzazione infrastrutturale del Paese, che avrà la possibilità di connettere a livello ferroviario la propria Capitale con la sua più grande città portuale. Grazie a questo progetto il Vietnam può incrementare la propria competitività sul mercato globale, aumentando l’efficienza logistica, la rapidità del trasporto di merci verso Hai Phong e la rilevanza del Paese come partner commerciale nelle logiche di mercato dell’ASEAN, area di libero scambio del sud-est asiatico. Hanoi potrà rafforzare i rapporti economico-commerciali con Pechino, che grazie a questo progetto ferroviario avrà la possibilità di sfruttare l’avvicinamento economico-infrastrutturale con il Vietnam per influenzare a livello politico tutta l’Indocina. Il Vietnam ha approvato questo progetto per via delle opportunità di crescita che è in grado di offrire, in particolare per quanto concerne lo sviluppo economico del Paese, che potrebbe subire uno slancio grazie all’aumento di posti di lavoro nella vasta zona che ospiterà la linea ferroviaria, e l’incremento delle esportazioni, soprattutto per quanto riguarda i beni agricoli e manifatturieri, settori chiave del modello economico-commerciale vietnamita. Un ulteriore fattore significativo è il possibile aumento degli investimenti esteri nel Paese; gli investitori potrebbero essere attratti dal nuovo progetto ferroviario e dalle potenzialità economico-finanziarie che il Vietnam offre in ottica futura. Hanoi si appresta a ricoprire un ruolo chiave nelle dinamiche di mercato della regione del sud-est asiatico, diventando un partner strategico per la Cina e assumendo una centralità per quanto concerne i flussi commerciali a livello globale.

Per la Cina le opportunità alle quali apre il progetto ferroviario non sono solo di natura economica e commerciale, ma soprattutto geopolitiche e strategiche; grazie a questa linea Pechino potrà incrementare la propria influenza sul Vietnam e migliorare le connessioni logistiche fra alcuni centri produttivi di marchi globali strettamente dipendenti dai flussi cinesi. La linea ferroviaria è situata in prossimità del Mekong, il quale come accennato in precedenza passa per diversi Paesi asiatici, e sfocia nel Mar Cinese meridionale; per Pechino il controllo del corso d’acqua è fondamentale perché viene utilizzato come una fonte dalla quale ricavare energia idroelettrica. Il Mekong, che nasce nei monti cinesi della regione dello Yunnan, e i suoi affluenti, sono oggetto dell’influenza infrastrutturale ed ingegneristica cinese, tramite dighe idroelettriche, situate nella parte superiore del bacino del corso d’acqua.

Le dighe hanno una duplice funzione per Pechino, la prima è strettamente energetica, dato che la Cina necessita di attingere a diverse fonti energetiche per soddisfare il proprio fabbisogno, più pulite rispetto a quelle a carbone, per proteggere i suoi territori già martoriati a livello ecologico dal grande espansionismo industriale e infrastrutturale messo in atto nei decenni, nonostante le attività cinesi nell’area del Mekong stiano in larga parte contribuendo all’inesorabile danneggiamento dell’ecosistema. L’altra funzione è strategica, perché grazie alla presenza delle dighe e i suoi impianti idroelettrici la Cina è in grado di gestire i livelli dell’acqua del fiume e dei suoi affluenti, decidendo deliberatamente quando arrestare le correnti d’acqua verso valle in base a quelle che sono le sue esigenze strategiche; Pechino è in grado non solo di influenzare la quotidianità delle collettività che vivono nei pressi dei corsi d’acqua, ma anche di impattare negativamente sui settori produttivi dei paesi limitrofi che necessitano delle risorse idriche del fiume. La Cina è quindi capace di esercitare un’influenza geopolitica sui Paesi del sud-est asiatico, sfruttando a pieno le opportunità strategico-infrastrutturali che il Mekong offre; Pechino impatta anche strettamente a livello politico sugli Stati dell’area, mettendo in evidenza le loro debolezze per quanto concerne la gestione dell’imponente corso d’acqua, e incrementando il malcontento delle popolazioni locali, che individuano nei loro governanti i colpevoli di questa dannosa situazione.

La Cina grazie alla linea ferroviaria ha la possibilità di consolidare la sua influenza geopolitica lungo il Mekong, aumentando l’efficienza logistica dei trasporti nella regione e incrementando l’interdipendenza strategica ed economica con il Vietnam; inoltre, quest’ultimo potrebbe rientrare nelle mire geopolitiche della rinnovata amministrazione Trump, intimorita dall’espansione geopolitica cinese nella regione e dal continuo avvicinamento strategico-economico fra i due stati. Il Vietnam potrebbe quindi evolversi in oggetto di forte rivalità e contesa fra le due grandi potenze; nonostante al centro del dibattito internazionale vi siano altre aree, come l’Europa orientale e il Vicino Oriente, lo spazio del sud-est asiatico potrebbe diventare un’area chiave per gli sviluppi geopolitici dei prossimi anni, con la Cina che continuerà ad estendere la propria influenza nell’area grazie alla Belt and Road Initiative e gli Stati Uniti che cercheranno di contenere l’espansione geostrategica di Pechino.

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