OGGETTO: Sociologia della Wagner
DATA: 08 Marzo 2023
SEZIONE: Geopolitica
AREA: Russia
Il gruppo di mercenari russo attivo dal 2013 rappresenta il raccordo fra il palazzo e il campo di battaglia, ovvero fra i burocrati e gli uomini d'azione.
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Dall’inizio della guerra in Ucraina si parla molto della Wagner e del suo fondatore Evgenij Prigožin. “ČVK Wagner” è una compagnia militare privata fondata nel 2013 e molto attiva in tutte le aree in cui Mosca ha degli interessi (Ucraina, Siria, Africa etc.). Dato il ruolo che sta ricoprendo nel conflitto ucraino, ormai per la comprensione dell’evoluzione del putinismo inteso come sistema di potere i rapporti di Prigožin con le più alte cariche politiche e militari del paese non possono più essere ignorati.

Dal punto di vista del potere Prigožin attualmente costituisce un fattore di bilanciamento dei pochissimi esponenti degli apparati che conoscono da vicino la realtà del conflitto e, perciò, molto spesso entrano in contrasto con il potere centrale, cioè i ceceni e in minor misura i comandanti di quei battaglioni del Donbass attivi fin dal 2014. Ciò non perché si temi una terza guerra cecena (che nei prossimi decenni è possibile solo nel caso dell’implosione della Russia, quindi con la caduta non solo di Putin, ma del putinismo come sistema di potere), ma perché è sempre meglio circoscrivere il peso di ogni leader (ceceno): Prigožin è un fedelissimo di Putin ed è russo. 

In realtà gli alterchi con il potere centrale accomunano tutti gli uomini “d’azione”: nel caso di Prigožin molto spesso a calmare le acque è lo stesso presidente. Il caso più recente è l’incontro segreto avvenuto a San Pietroburgo molto probabilmente tra il 13 e il 15 gennaio che ha permesso di risanare lo strappo con il Ministero della difesa, questa volta causato dai successi militari della Wagner a Soledar e Sol’, e la decisione dello stesso ministero di fornire munizioni in onore della festa dei “difensori della Patria” del 23 febbraio.

La Wagner lega direttamente il basso e l’alto, permettendo al potere già consolidato di non perdere il legame con la realtà e di rigenerarsi continuamente. Proprio per questo a livello strutturale tale compagnia militare svolge un ruolo “conservatore”: le richieste dal basso sono direttamente portate ai più alti vertici politici e militari senza alcuna intermediazione. Un filo che lega non solo i soldati che si trovano sul campo di battaglia, ma anche i cittadini russi e il loro disatteso bisogno di avere risposte concrete durante i primi mesi del conflitto.

Il fatto che per sedare i naturali alterchi tra gli uomini d’azione e i “burocrati” e gli uomini “d’ufficio” siano necessarie dichiarazioni o decisioni del presidente costituisce un’ulteriore dimostrazione dell’assenza di intermediazioni nel rapporto tra la Wagner e il potere.

Per tutti questi motivi la Wagner contribuisce alla continuità tra il sistema politico attuale e quello che sarà. Le polemiche con Mosca sono secondarie e molto spesso anche di carattere personalistico. Data la sua efficienza militare e organizzativa nei confronti della Wagner non c’è nessun ostracismo “di sistema”; non è escluso che proprio per questa ragione in futuro saranno non in pochi a sostenere il suo fondatore.  

Esclusi gli scenari peggiori, come l’implosione o una sconfitta netta e umiliante della Russia, Prigožin sarà indubbiamente uno dei protagonisti del putinismo post-putin. Prigožin incarna in sé l’esperienza sovietica più dura (cioè il periodo della sua detenzione), la redenzione liberista degli anni ‘90 in cui è diventato un uomo d’affari di successo e la partecipazione al consolidamento del nuovo sistema di potere. La futura stagione politica russa non sembra destinata a cambiare.

Non avendo mai sottovalutato il conflitto ed avendolo fin da subito chiamato guerra la strategia comunicativa della Wagner non ha mai cercato di presentare il conflitto in maniera edulcorata. Prigožin utilizza quotidianamente argomenti politici che fanno direttamente riferimento al passato sovietico e, non essendo un politico di professione, può anche permettersi di richiamare il passato staliniano senza troppe remore. Prigožin è molto attivo sui social e nonostante i riferimenti storici esternati utilizza un tono moderato ed educato, evita il turpiloquio e gli insulti personali, commentando ogni notizia degna di nota (soprattutto in riferimento al dibattito interno).

La Wagner è diventata un fenomeno sociale. Essa gode della tacita simpatia di una porzione non ridotta della popolazione che non si limita solo alle attempate generazioni sovietiche, ma anche a quelle giovani. 

Questa presa sociale è dimostrata da un fatto che 2 settimane fa ha suscitato un certo scalpore in Ucraina, Bielorussia e soprattutto in Russia. In molti centri commerciali delle principali città di questi paesi sono stati arrestati gruppi di giovani dediti a violentissime risse e colpevoli anche di episodi di aggressività nei confronti dei passanti. Questi gruppi si chiamano ČVK Rёdan e sono costituiti da adolescenti che spesso indossano felpe nere con grossi ragni disegnati sulla schiena. Molti giornalisti e osservatori russi, ucraini e bielorussi hanno subito collegato questo fenomeno alla Wagner: di primo acchito il nome e la simbologia effettivamente sembrano avere una certa analogia. In seguito sono iniziate discussioni circa l’influenza e la presa sociale della compagnia militare sui giovani. Gli osservatori vicino alle posizioni russe hanno considerato questi avvenimenti come la dimostrazione dell’unità sociale e culturale (anche nelle generazioni social e durante la guerra) dei rispettivi popoli, mentre quelli più inclini alle posizioni ucraine, dopo aver accettato acriticamente l’interpretazione che rimanda alla Wagner, lo hanno o negato o demonizzato. Qualche giorno dopo si è scoperto che questi gruppi traggono ispirazione dal manga Hunter x Hunter scritto e disegnato dal fumettista giapponese Yoshihiro Togashi.

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