OGGETTO: MBS nell'orbita russa
DATA: 23 Giugno 2022
SEZIONE: Geopolitica
FORMATO: Analisi
I Paesi del Golfo stanno cercando di mediare tra le richieste russe e quelle americane per trarre vantaggio dalla situazione internazionale e mantenere una certa autonomia.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

Il 31 maggio, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si recava in Arabia Saudita per incontrare gli omologhi dei paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Nella capitale saudita, infatti, si stava svolgendo la 5° riunione ministeriale congiunta tra i Paesi del CCG e la Russia per il dialogo strategico, alla quale erano presenti tutti i 6 rappresentanti dei paesi del Golfo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Kuwait e Bahrein. Al termine della riunione, il Consiglio dei Ministri del Golfo decideva all’unanimità di non imporre sanzioni alla Russia – qualcosa su cui riflettere. Gli Stati Uniti, sino ad oggi, non si sono rivelati in grado di dissuadere i membri del CCG dal riaffermare la loro posizione di neutralità riguardo alla guerra in Ucraina. Al contrario, il conflitto tra Russia e Ucraina sta (dimostrando) quanto sia rilevante (e crescente) la determinazione dei paesi del Golfo, che ambiscono a smarcarsi dalle linee guida americane a favore di agende di politica estera sempre più autonome.

Quell’irrefrenabile voglia di autonomia nel Golfo

I paesi arabi del Golfo stanno continuando il gioco di delicato equilibrismo con gli Stati Uniti, ma qualcosa sta cambiando. Sebbene Washington continui a rivestire un ruolo cruciale nella sicurezza regionale, la sensazione di essere stati traditi e/o delusi in una serie di dossier, da quello libico a quello afgano, ha spinto i paesi dell’area a mettere in discussione la sedimentata alleanza, il cui futuro è oggi più che mai incerto. Se una certezza esiste, è che l’asse Washington-CCG è destinato a sfiorire negli anni a venire, essendo le potenze-guida della regione animate da una voglia di autonomia che ha origini remote e non potrà che ridurre la loro dipendenza dall’alfiere dell’Occidente.

Tornando alla riunione Russia-CCG, nel comunicato finale veniva citato l’incontro avuto coi ministri degli esteri russo e ucraino e si ribadiva la posizione unitaria dell’organizzazione internazionale riguardo la crisi russo-ucraina e le sue conseguenze negative, in particolare la sicurezza alimentare di una parte del mondo. Nulla sulle sanzioni energetiche chieste a gran voce dal duo UE-USA, invece, anche perché l’aumento dei prezzi petroliferi sta fruttando delle ingenti entrate ai produttori della regione, che proprio grazie al surplus straordinario di questi mesi non hanno risentito del concomitante incremento dei prezzi dei prodotti cerealicoli.

Il Golfo secondo la Russia

Secondo quanto dichiarato da Lavrov, la missione nel Golfo era stata dettata dall’esigenza di trovare un accordo di coordinamento sulle politiche energetiche. La riunione, proprio su questo fronte, ha prodotto un risultato immediato: l’aumento parziale della produzione di greggio, annunciato attraverso l’OPEC il 2 giugno, per soddisfare la domanda a livello globale. Coordinamento energetico a parte, Mosca si sta assicurando che i membri del CCG non adottino sanzioni nei suoi confronti. La controfferta, in cambio della loro non-adesione alla “guerra economica totale” lanciata dall’Occidente, potrebbe assumere la forma di maggiori pressioni russe sulle politiche regionali di Tehran, la principale minaccia alla sicurezza regionale secondo il CCG.

Il futuro delle relazioni Russia-CCG

I Paesi del Golfo stanno agendo su due fronti nel rispetto di una logica: non scontentare nessuno. Soddisfare al meglio la necessità dell’Occidente di maggiori forniture di idrocarburi – senza cedere alle pressioni da questo esercitato su di loro in materia di sanzioni. Collaborare con la Russia con lo sguardo al domani – non all’oggi.

I più letti

Per approfondire

L'Italia, il Covid-19 e il futuro dell'Europa

La pandemia non ha fermato la nuova guerra fredda in corso fra Occidente e Oriente e l'Italia è diventata l'epicentro di questo capitolo.

Per aspera

La sfida lanciata dall’amministrazione Repubblicana all’Europa è totale. Le mancanze dell’Unione sono sottolineate senza pietà, e le vittorie storiche sono messe in dubbio. Su ogni fronte si apre una negoziazione serrata. Se oltreoceano si sa chi sia il negoziatore, da queste parti ci sono dei dubbi. Le corde toccate da Donald Trump qualificano le istituzioni belghe, ma appare irrisolta l’incognita italiana. Giorgia Meloni giocherà il ruolo di Mercurio, astuto messaggero e mediatore, o di Cavallo di Troia della fortezza europea?

L'America Party alla ricerca di un'identità

Il sogno centrista di Elon Musk e del suo America Party rischia di infrangersi contro la realtà politica del trumpismo, che ha già occupato – e deformato – il voto moderato. Tra i visti H1B e la retorica nativista, l’equilibrio si gioca sull’immigrazione come sintomo e come leva.

Sputnik V e Geopandemia

La rivista scientifica “The Lancet” certifica il vaccino prodotto dalla Federazione Russa, e ora Vladimir Putin può riavvicinarci all’Unione Europea “in nome della pace sanitaria”.

Un nuovo dialogo eurasiatico

Dopo anni di buon vicinato, è il momento di ripensare il rapporto fra Europa ed Asia, cercando interessi comuni ai loro popoli.

Gruppo MAGOG