Le società del controllo

Storia e attualità di un concetto.
Storia e attualità di un concetto.

Le tecnologie di rete dovrebbero assolvere al miglioramento della vita delle persone, specialmente nel contesto dell’emergenza sanitaria, la tecnologia digitale e i big data divengono un indispensabile presidio di supporto al sistema sanitario. Nell’inedito contesto di una pandemia nell’età della globalizzazione neoliberista, la scelta dell’isolamento sociale maturata dal governo italiano, proprio per via della sua radicalità, è stata incentrata su un forte paternalismo e ridotti margini di autonoma responsabilizzazione dei singoli individui. Nonostante ciò tale strategia si è rivelata necessaria al fine di contrastare la propagazione del virus, una scelta che ha certamente dato i suoi frutti, che nasconde anche numerose insidie ed effetti collaterali. Il perseguimento di un interesse collettivo, che in questo caso è la salute pubblica, non deve pertanto intaccare il rispetto dei diritti.

Infatti commetteremmo un macroscopico errore se trascurassimo le modalità attraverso le quali i big data e le tecnologie digitali possano divenire un pervasivo strumento di governo, che mette in discussione alcune nostre libertà fondamentali, che prima consideravamo come garantite ed inviolabili.

App di tracciamento, analisi dei dati di geolocalizzazione, modelli epidemiologici di diffusione dei virus, di questi tempi sembra che ogni strumento finalizzato al contenimento del contagio sia non solamente necessario, ma anche lecito. Se come ieri, i nostri dati continuano ad esser mercificati, venduti e scambiati nello spazio virtuale della rete, i nostri diritti e le nostre libertà, risultano come compressi tra una rassicurante comfort zone casalinga e la claustrofobia delle stesse mura domestiche.

In molti casi senza essercene accorti, tecnologia e politica hanno effettuato una pericolosa irruzione nel nostro quotidiano, ecco due fatti sui quali dovremmo riflettere:

1) La recente introduzione della nuova applicazione per smartphone “Immuni”, finalizzata al contenimento dei contagi, e basata sul tracciamento individuale, sta animando numerosi e interessanti dibattiti.

2) Sulla recente costituzione di una “task force”, ufficialmente incaricata al contrasto della diffusione di informazioni nel web ritenute come fake news. Questi due fatti, solo apparentemente distinti, sono in realtà intimamente connessi. L’operato del legislatore, essenzialmente risponde ad un fine: il controllo.

La copiosa letteratura sulle società del controllo che abbiamo a disposizione, ci può aiutare a comprendere la complessità della materia. I lettori più attenti sapranno certamente riattualizzare gli importanti contributi di quegli studiosi che hanno avuto il coraggio di addentrarsi in profondità nell’analisi sulle società del controllo. Lo studioso inglese Mark Fisher, nel suo Realismo capitalista, scrisse:

In un saggio fondamentale come Poscritto sulle società di controllo, Gilles Deleuze distingue tra le società disciplinari descritte da Foucault – organizzate attorno ad ambienti chiusi come la fabbrica, la scuola e la prigione – e le nuove società del controllo, nelle quali tutte le istituzioni vengono integrate in un regime diffuso.

Infatti in questo saggio, Gilles Deleuze annotava come :

Le vecchie società di sovranità manovravano macchine semplici: leve, pulegge, orologi, mentre le recenti società disciplinari erano invece dotate di macchine energetiche […] le società di controllo operano con macchine di un terzo tipo, macchine informatiche e computer…

Il dibattito sullo stato di salute della democrazia è dunque ora più che mai aperto. Come amo spesso ricordare: la tecnologia risponde al diritto, e il diritto è scritto dal genere umano (i legislatori), per il genere umano (le masse).

Gilles Deleuze

Per comprendere il controverso rapporto tra tecnologie dell’informazione e l’operato della sfera politica, è necessario inquadrare lo sviluppo e le evoluzioni tecnologiche dei media dell’informazione, ma anche e soprattutto le modalità attraverso le quali coloro i quali detengono il potere utilizzano tali strumenti di monitorazione e controllo.

Il critico sociale Neil Postman, nella sua importante opera Technopoly: la resa della cultura alla tecnologia, ci ricorda infatti che:

Il rapporto tra l’informazione e i meccanismi del suo controllo può essere descritto molto semplicemente: la tecnologia fa aumentare la scorta delle informazioni disponibili; mentre la scorta aumenta, i meccanismi di controllo risultano insufficienti e ne sono necessari altri per trattare le nuove informazioni. Se anche i nuovi meccanismi di controllo sono prodotti tecnici, determinano una ulteriore aumento della scorta delle informazioni. Quando questa scorta non è più controllabile, si verifica un crollo generale della tranquillità psichica e della finalità sociale. La gente, priva di difese, non ha modo di dare un senso alle proprie esperienze, perde la capacità di ricordare e non riesce a immaginare un futuro dotato di logica […]

Quando sono crollate le difese contro l’eccesso di informazione, quando la vita istituzionale non basta più a gestire la troppa informazione, quando una cultura, sopraffatta dall’informazione generata dalla tecnologia, cerca di servirsi della tecnologia stessa per trovare orientamento chiaro e finalità umana. È un tentativo votato per lo più al fallimento, perché anche se a volte è possibile servirsi della malattia per curare la malattia stessa, ciò avviene solo quando si conoscono perfettamente i processi attraverso i quali la malattia è tenuta sotto controllo.

Le tecnologie sono prodotti umani, e pertanto sono un prodotto dei principi morali o amorali di chi le plasma. L’architettura informatica dei software in rete contiene e rispecchia l’etica, i principi e le finalità degli ingegneri informatici che li hanno ideati, in questo caso sulla base delle indicazioni del legislatore in tempo di pandemia globale. Nel caso odierno, il compito delle persone che realmente amano i diritti e la libertà, è quello di porsi dubbi e interrogativi, riguardo le autentiche ragioni del dispiegamento di questo imponente arsenale informatico del controllo e della profilazione individuale e collettiva.

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