OGGETTO: Il capitale talebano
Dal Dispaccio #20 del 25.07.2024
Alokozay, Azizi, Bayat, Kamgar: questi alcuni dei magnati che stanno approfittando della graduale normalizzazione del sistema di potere afghano per fare ritorno nel paese (senza lasciare indietro i loro ingenti capitali). Un controesodo che si fa strada principalmente dai Paesi del Golfo (su tutti gli Emirati Arabi Uniti).
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Il Ministro dell’Interno afghano, Sirajuddin Haqqani, ha affrontato un incontro dopo l’altro nelle ultime settimane. Dopo un incontro a Kabul a metà maggio con l’incaricato d’affari dell’Unione europea (UE) per l’Afghanistan, Raffaela Iodice, il 23 maggio ha ricevuto il viceministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulaziz al-Khulaifi. Il 4 giugno si è poi recato ad Abu Dhabi per visitare il presidente emiratino Mohammed bin Zayed al-Nahyan (MbZ). Per dissetarsi dopo lunghe discussioni, il leader della rete Haqqani, considerato un terrorista dalla maggior parte delle giurisdizioni occidentali, si limita a prendere una bottiglia d’acqua del conglomerato Alokozay, che nelle foto ufficiali diffuse dal suo servizio stampa è sempre accuratamente appoggiata sul tavolo non lontano da lui.

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

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