La lezione romana

L’ascesa e il crollo dell’Impero romano rappresentano un monito per tutte le civiltà, trascinando con sé grandezza e fragilità. Dal capolavoro di Edward Gibbon fino alle riflessioni di Nietzsche e Spengler, la caduta di Roma risuona come una metafora universale. Oggi, come allora, l’inevitabile declino delle egemonie globali invita a riflettere sulla transitorietà delle società e sulla loro vulnerabilità.

Il secolo in-finito di Sergio Vento

Il Novecento, definito “secolo breve”, si rivela oggi ben più vasto e influente del previsto. Questa è la tesi al centro de "Il secolo XX non è finito. Transizioni e ambiguità" (Rubbettino, 2024), saggio di Sergio Vento, in cui l’ambasciatore esplora il Novecento da diplomatico e testimone delle trasformazioni globali. Unendo autobiografia e analisi storica, Vento invita a rileggere le eredità del secolo scorso per capire le sfide del presente, offrendo una lucida anatomia della politica estera italiana e delle questioni internazionali che ancora ci toccano.

La metamorfosi delle classi sociali italiane

Il saggio di Pier Giorgio Ardeni, “Le classi sociali in Italia oggi” (Laterza, 2024), esplora l’evoluzione delle classi sociali italiane, riprendendo concetti di Sylos Labini e Paci. Con la globalizzazione e l’era post-industriale, le classi tradizionali si sono frammentate. Ardeni introduce il “proletariato post-industriale”, caratterizzato da lavoratori precari e flessibili. L’identità di classe si è indebolita e frammentata, influenzata non solo dal reddito, ma anche dal capitale sociale e culturale, con effetti sulla mobilità sociale.

Le guerre pagate in Bitcoin

"La geopolitica delle Criptovalute" (Castelvecchi, 2024) racconta le nuove frontiere del conflitto. In Medio Oriente come nell'America Latina è avvenuta una rivoluzione della guerra e del crimine: grazie alle criptovalute qualsiasi attore destabilizzante può accedere a risorse e centri di scambio copiosi, invisibili ed efficienti. Elham Makdoum racconta la faccia sconosciuta del conflitto globale contemporaneo, asimmetrico ed archeofuturistico.

Israele non ama le colombe

Con l'obiettivo di "mettere in discussione una serie di luoghi comuni", Arturo Marzano ha recentemente pubblicato "Questa terra è nostra da sempre. Israele e Palestina" (Laterza, Roma-Bari, 2024). È vero che gli israeliani sono passati dall'essere vittime a carnefici? È accettabile considerare che arabi e palestinesi «non hanno mai perso l’opportunità di perdere un’opportunità»? E che non vogliano altro che la distruzione del nemico? Uno studio attuale e fondamentale, ma che pecca di un'impostazione tendenziosa, per non dire esageratamente partigiana.

Il conflitto è pop

Sotto la superficie del nostro consumo mediatico giornaliero si annidano aspetti geopolitici sconosciuti. Per capirne i meccanismi occorre equipaggiarsi e affrontare la guerra semiotica che va in scena tutti i giorni. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i territori della fiction (nella sua accezione più ampia) non riguardano soltanto il mero intrattenimento di milioni di persone, ma preannunciano costruzioni sociali, frontiere, conflitti: in definitiva, la realtà che ogni giorno abbiamo davanti.

L’intellettuale definitivo

Antonio Gramsci è tra i pensatori italiani più influenti e studiati a livello globale. La biografia monumentale di Angelo d'Orsi - "Gramsci. La biografia" - edita da Feltrinelli nel 2024, esplora non solo il suo pensiero e il suo impatto politico, ma anche le vicende personali e drammatiche che ne hanno plasmato la personalità. D'Orsi evidenzia come siano state in primis la malattia e le difficoltà familiari a influenzare profondamente la sua visione del mondo.

Il nuovo controllo psicopolitico

L'importanza del pensiero di Byung-Chul Han è ormai inaggirabile, perché mette al centro l'impatto tecnologico sulle nostre vite e sul mondo che verrà. Questo, nella fase di affermazione dell’A.I., si dimostra linfa imprescindibile ad alimentare il dibattito e le domande sul presente, anarcoide e indomabile, che stiamo vivendo.

Le questioni geopolitiche del mondo antico

Guardare al passato con gli occhi del presente è un esercizio rischioso, che non tiene conto delle mutate condizioni e della differente visione del mondo caratteristica di collettività così lontane nei secoli o nei millenni. Mutando le categorie, mutano anche le ambizioni e le necessità geopolitiche delle popolazioni. Ciononostante, è possibile analizzare alcuni elementi che, pur rimanendo vincolati a un tempo lontano, rappresentano delle chiavi di lettura dei processi avvenuti nel Mediterraneo dal II millennio a.C. al VI secolo d.C. con interessanti rimandi all’attualità.

Un duello sulla società aperta

Libertà contro libertà (il Mulino, 2024) presenta un dibattito tra due autori liberali (ma con prospettive politiche diverse), Emanuele Felice e Alberto Mingardi, che esplorano il concetto di libertà e le sfide del liberalismo nel passato, presente e futuro. Felice propone un liberalismo sociale che bilanci libertà e uguaglianza, enfatizzando l'importanza dei diritti sociali e dell'intervento statale. Mingardi, invece, difende un'economia di mercato più tradizionale, sottolineando il ruolo della libertà economica e la necessità di limitare il potere dello Stato.

Dentro il centro di comando

Dall'alto della sua esperienza pratica in diverse sale operative elettorali, oltre a quella teorica insegnata presso l'Università LUISS di Roma nel Master in "Open Government e comunicazione istituzionale", Luigi Di Gregorio ha più di qualche suggerimento per gli aspiranti comunicatori politici. In War Room (Rubbettino, 2024) li mette nero su bianco per la prima volta, nella speranza di restituire l'importanza di un approccio "scientifico" alla materia.

Il trumpismo con altri mezzi

Leggere Hillbilly Elegy di JD Vance, candidato vicepresidente per Donald Trump, è il modo migliore per arrivare all'essenza delle istanze che il Partito Repubblicano vorrebbe far proprie in un prossimo futuro, cavalcando la decadenza della classe operaia bianca e l’ascesa al potere di una classe politica populista. Strizzando così l'occhio a proposte che lo avvicinano più al socialismo di Bernie Sanders che non ai neo-con al potere vent'anni fa.
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