L'Italia del menefreghismo

Per capire una parte dei costumi morali italiani di oggi è necessario fare ricorso agli autori che sono diventati dei classici del pensiero politico e culturale. Solo così si potrà comprendere da dove arrivi quell'indifferenza verso gli affari nazionali che è causa di tanto male oggigiorno.

Si diradano le nubi su Ustica

Le rivelazioni di alcuni ex militari in servizio a Solenzara (Corsica) la notte del 27 giugno 1980 confermano l’orientamento giudiziario della Cassazione e la tesi espressa da Giuliano Amato: i caccia francesi, nel tentativo di colpire aerei libici, provocarono – per errore – l’esplosione del DC9 ITAVIA.

Fare gli italiani per rifare l'Italia

A 163 anni dall'unità d'Italia, il Paese ancora lotta con la coesione nazionale. Se da una parte condividiamo lingua e cultura, dall'altra il debole senso di unità continua a minare la nostra capacità di definire una strategia nazionale. La nostra difficoltà nel rispondere a tre domande fondamentali – chi siamo, di cosa abbiamo bisogno e quali sono i nostri limiti – riflette una mancanza di autocoscienza. Senza una chiara comprensione della nostra identità storica e culturale, rischiamo di rimanere ostaggi delle percezioni e stereotipi d'oltre confine. Per costruire una strategia nazionale efficace, dobbiamo prima affrontare questi problemi di identità e coesione.

Julian Assange nella dialettica fra Stato e individuo

La vicenda del fondatore di Wikileaks offre l’opportunità per una riflessione sui valori di fondo della civiltà occidentale e sulle radici delle sue inevitabili tensioni interne. L’ideale liberale fu concepito come progetto politico a favore dell’individuo e contro la "latente tendenza autoritaria dello Stato", il quale è però tappa obbligata per ogni ideale politico che aspiri a realizzarsi nella storia. Ne deriva una dialettica intrinseca, per cui il governo che si fa portatore della preminenza dell’individuo, se ne fa al contempo, fatalmente, traditore.

L'Italia non è più un Paese per vecchi

Sembra paradossale, ma il Paese più vecchio del mondo - assieme al Giappone - non ne vuole sapere di accettare la propria condizione. I vecchi inseguono i giovani comportandosi come loro. E invece di rappresentare la connessione col passato, inseguono l'ultimo trend, cercando di non distinguersi dai loro figli o nipoti. La scomparsa dell'età adulta, così, non solo rende i rapporti intergenerazionali ridicoli, ma li degrada uniformando i ruoli.

Europa, storia di un’ideologia

Se metà degli aventi diritto non ha votato, mentre le manovre di palazzo per riportare Ursula von der Leyen suscitano poco interesse nei cittadini del vecchio continente, il motivo non è troppo complicato: la mancanza di spirito nazionale che superi i confini storici fra gli Stati. Lo sosteneva anche Lucien Febvre: l’Europa è un ideale privo di fede, incapace di suscitare un vero e proprio interesse collettivo.

Cancellare Dante

Nel febbraio scorso, un docente di una scuola in provincia di Treviso ha esonerato due studenti musulmani dalla lettura di un passo controverso dell’Inferno di Dante, in cui Maometto e Alì sono raffigurati in modo cruento. La vicenda, resa pubblica solo a fine maggio, ha suscitato un ampio dibattito su integrazione e cultura, con opinioni discordanti tra intellettuali e politici sulla scelta di censurare un testo fondamentale della letteratura italiana al solo scopo di rispettare la sensibilità religiosa.

L'intellettuale diffidente

Lungi dal volere interpretare il ruolo dell'attore che acriticamente accetta ciò che gli viene imposto, il diffidente rigetta ciò senza opporvisi con forza, ma puramente ignorando. Non vuole creare proseliti, ma essere ribelle senza causa, vivendo solo della propria individualità.

Le Fonti dell’Amarezza

La critica storica moderna soffre di una visione limitata, incapace di astrarsi dalle contingenze del presente. Hegel e Nietzsche denunciano la sostituzione di dati storici con trovate soggettive, mentre la società contemporanea si confronta con un pericoloso contrasto tra chi abbraccia la mitopoiesi e chi la rifiuta. Questa mancanza di prospettiva alimenta una dinamica di vittimismo e rivendicazione, minacciando la comprensione dell'identità e della differenza culturale.

Perdere il mondo

Il nostro è il secolo degli hikikomori. Un fenomeno che, con le dovute differenze, interessa ormai anche buona parte dei Paesi europei e il Nord America. Un rifiuto del mondo esterno nella volontà di costruire e vivere il proprio, soggetto a regole diverse. Ma si tratta di un'illusione. Presto o tardi, i desideri cominciano a collidere tra loro quando sono frutto di una volontà poco educata.

Crisi demografica è crisi storica

In Italia, come nel resto del primo mondo, si tende ad associare la crisi demografica a fattori economici. Ma per trovare le cause profonde bisogna scavare di più, fino a toccare le trasformazioni di un popolo che ha smesso di guardare al futuro, e che non vuole più aggirare la caducità della propria esistenza perché disinteressato ad entrare in continuità con la storia.

L'aborto rimane centrale

Due anni fa il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade restituiva la competenza in materia di aborto ai singoli Stati che compongono gli Usa. Da allora il tema è tornato centrale nella dialettica politica non solo oltreoceano, ma anche dalle nostre parti, divenendo così ulteriore motivo di polarizzazione che inevitabilmente si rifletterà alle prossime chiamate elettorali.
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