L'Italia non è più un Paese per vecchi

Sembra paradossale, ma il Paese più vecchio del mondo - assieme al Giappone - non ne vuole sapere di accettare la propria condizione. I vecchi inseguono i giovani comportandosi come loro. E invece di rappresentare la connessione col passato, inseguono l'ultimo trend, cercando di non distinguersi dai loro figli o nipoti. La scomparsa dell'età adulta, così, non solo rende i rapporti intergenerazionali ridicoli, ma li degrada uniformando i ruoli.

L'intellettuale diffidente

Lungi dal volere interpretare il ruolo dell'attore che acriticamente accetta ciò che gli viene imposto, il diffidente rigetta ciò senza opporvisi con forza, ma puramente ignorando. Non vuole creare proseliti, ma essere ribelle senza causa, vivendo solo della propria individualità.

Le Fonti dell’Amarezza

La critica storica moderna soffre di una visione limitata, incapace di astrarsi dalle contingenze del presente. Hegel e Nietzsche denunciano la sostituzione di dati storici con trovate soggettive, mentre la società contemporanea si confronta con un pericoloso contrasto tra chi abbraccia la mitopoiesi e chi la rifiuta. Questa mancanza di prospettiva alimenta una dinamica di vittimismo e rivendicazione, minacciando la comprensione dell'identità e della differenza culturale.

Il grande suicidio

Fra gli appartenenti ai corpi di polizia il suicidio è un fenomeno che si riscontra con maggiore frequenza rispetto alla media nazionale. Le cause sono molteplici, molte delle quali fanno riferimento a quella condizione che già Pasolini descriveva sessant'anni fa, in occasione degli scontri alla facoltà di Architettura della Sapienza.

L'Italia vive nella contea

Le cariche della polizia durante le proteste a favore della popolazione palestinese danno ancora prova di un'Italia stretta tra i necessari dettami dell'Alleanza Atlantica, ai quali sembra essersi volente o nolente asservita. Al di là del fattore umanitario le manifestazione pubbliche non convergono verso alternative credibili, così oggi il Paese ha una collettività svuotata, priva di senso della storia e della realtà. Una Contea di Hobbit che fa fatica a risvegliarsi dal proprio torpore.

La xenofilia come motore

Descritta come "sentimento progressivo" dal filosofo lituano Algirdas Degutis, la xenofilia si oppone alla xenofobia nell'Europa contemporanea, con organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere che contrastano le politiche identitarie. In questo contesto, essa emerge come forza compassionevole, sebbene rimanga la sfida di bilanciare il suo impulso con la consapevolezza critica di non voler naufragare in un atteggiamento ingenuo e incantato.

Le parole e la psiche

Nell'Italia post-pandemia il rapporto fra il numero di lettori e i crescenti casi di burnout riflette uno stato di benessere complesso e frammentato. Mentre la vendita di libri ha registrato un aumento fra i lettori abituali, la propensione alla lettura è diminuita fra gli occasionali, contribuendo a una polarizzazione culturale ancora da decifrare. Parallelamente, l'aumento dei casi di depressione, specie tra i giovani, evidenzia le sfide esercitate del precariato e della pressione lavorativa.

Il mito è poesia del potere

Esplorando la complessità della mitologia politica italiana, si rivela come le narrazioni politiche agiscano plasmando l'immaginario collettivo, influenzando le decisioni politiche attraverso simboli e idee. Attraverso un'analisi dettagliata delle mitologie unitaria ed europeista, emergono le loro implicazioni sulla coesione nazionale e l'azione politica. Una riflessione imprescindibile per comprendere l'identità e il destino dell'Italia contemporanea.

I Presidenti taumaturghi

La facilità con cui determinate fasce della popolazione cedono a narrazioni ipersemplificate o a notizie inventate di sana pianta non è di certo un fenomeno recente. Esso è ben radicato nella forma mentis europea, essendo stato fonte di legittimità politica per molti secoli.

Il fuso orario islamico

Per quanto l'Occidente abbia tentato negli scorsi decenni di convertire i popoli islamici al proprio modello, è impossibile impedire al Vicino e Medio Oriente di seguire la propria vocazione islamista, che mai abbiamo compreso (perché fuori dal nostro modo di pensare) e le cui conseguenze pratiche non riusciamo ad accettare. Nonostante gli anni, nonostante i tentativi, nonostante il continuo scambio commerciale e culturale.

Il diritto di vivere nella storia

L'Occidente e il resto del mondo, il giardino e la giungla, l'ordine e il caos: da diversi decenni questa è la visione che accompagna qualsiasi ragionamento di ordine geopolitico. Ma è una condizione di cui si è stanchi, in primis per via delle implicazioni post-storiche che essa comporta. La voglia di scrivere il futuro è forte, così come quella di sfuggire da un eterno presente.

L’Unico e la Distruzione totale

Ieri la decadenza dell'Impero Romano venne interpretata come destino naturale di una città di uomini e peccatori. Oggi nutriamo sentimenti simili verso il nostro mondo, ma quel genere di distruzione - nella società spettacolarizzata - non è più percorribile, e l'unica scelta sensata diventa quella dell'isolamento (anarchico).
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