Urbani autoritari

Le idee e le preferenze politiche di chi è giovane oggi equivalgono alla pratica politica del futuro. I ragazzi internazionali e digitali delle metropoli italiane, così apparentemente liberi ed individualisti, presentano abitudini e prospettive curiosamente autoritarie. Tracce di ciò si trovano nella loro interazione con la cultura e nelle preferenze di trasporto e mobilità.

Stoccolma sceglie il rimpatrio

Negli ultimi anni, la Svezia, simbolo di un Welfare State esemplare, si trova a fronteggiare sfide senza precedenti. L’aumento della popolazione immigrata, unito a un crescente malcontento, mette in discussione i principi fondanti della sua società. Offrire incentivi per l’emigrazione potrebbe segnare la fine di un’era, trasformando il panorama sociale e politico.

Riscossa redneck

Il Sud degli Stati Uniti, da tempo ritenuto la provincia rurale e retrograda dell’America, sta invece emergendo come il nuovo centro pulsante del potere economico e politico del paese. La ristampa de "I terroni dell’impero. Viaggio nel profondo Sud degli Stati Uniti" (Marietti 1820, 2024) approfondisce il suo capitalismo iper-competitivo, privo di vincoli sindacali e sostenuto da incentivi fiscali, che permette di capire come questo “New South” riesca a sfidare la Rust Belt del Nord, ormai in declino.

Sui “conservatori illuminati” russi

In Russia esiste una corrente di pensiero conservatrice, definita "destra critica". Questi "conservatori illuminati" non si identificano con simpatie fasciste o naziste, preferiscono impegnarsi promuovendo una desovietizzazione culturale della coscienza russa, criticando al contempo le derive contemporanee dell'Occidente. La loro visione è pragmatica, antimoderna e lontana da nostalgie, con una consapevolezza delle sfide comuni tra Russia e Occidente.

L'impero dei Nonluoghi

La visione dell'antropologo Marc Augè è riuscita a restituire la radiografia dei mali di un Occidente "surmoderno", dove proliferano eccessi e confusione. Nonluoghi (1992), universalmente considerata la sua opera più riuscita, parte proprio dalla premessa di evidenziare i profondi mutamenti nella società occidentale contemporanea, alla luce di quanto osservato precedentemente negli altri continenti.

Il nuovo controllo psicopolitico

L'importanza del pensiero di Byung-Chul Han è ormai inaggirabile, perché mette al centro l'impatto tecnologico sulle nostre vite e sul mondo che verrà. Questo, nella fase di affermazione dell’A.I., si dimostra linfa imprescindibile ad alimentare il dibattito e le domande sul presente, anarcoide e indomabile, che stiamo vivendo.

Le Olimpiadi della discordia

I Giochi della XXXIII Olimpiade fin dalla cerimonia inaugurale del 26 luglio hanno suscitato, e stanno suscitando, un vespaio di polemiche, che hanno interessato ampi strati e settori della società, determinando reazioni dualistiche e antitetiche, nel rispetto della più classica delle dinamiche calcistiche.

Il mito al tempo dell'oclocrazia

Proprio il mito, la base produttrice originaria del senso, è un costituente imprescindibile di quella civiltà che ha raggiunto un dominio imperialistico sul mondo. Cancellarlo è il sistema perfetto per minare la base e giustapporre nuovi “miti” con cui finalmente identificarsi ed esserci. Tale rischio di negazione spaventa, più che per la sua effettività o efficacia attuale, per la banalità dei sostituti a confronto dei sostituiti.

La paura del due

La forza che distrugge e modella i nostri mondi è la guerra civile, oggetto dell'ultimo saggio di Maurizio Lazzarato - Guerra civile mondiale? (DeriveApprodi, 2024). La grande differenza col passato, tuttavia, è evidente. Ai movimenti politici di oggi - a quella molteplicità cui è difficile dare dei confini - manca la forza di interrompere il continuum del potere e innescare processi di accumulazione della forza. Una difficoltà da parte di chi è subalterno di sostenere il proprio antagonismo verso la realtà data, in quanto «presuppone, insolubile, la polarità, l’opposizione, anzi la contrapposizione.»

L'Italia del menefreghismo

Per capire una parte dei costumi morali italiani di oggi è necessario fare ricorso agli autori che sono diventati dei classici del pensiero politico e culturale. Solo così si potrà comprendere da dove arrivi quell'indifferenza verso gli affari nazionali che è causa di tanto male oggigiorno.

Fare gli italiani per rifare l'Italia

A 163 anni dall'unità d'Italia, il Paese ancora lotta con la coesione nazionale. Se da una parte condividiamo lingua e cultura, dall'altra il debole senso di unità continua a minare la nostra capacità di definire una strategia nazionale. La nostra difficoltà nel rispondere a tre domande fondamentali – chi siamo, di cosa abbiamo bisogno e quali sono i nostri limiti – riflette una mancanza di autocoscienza. Senza una chiara comprensione della nostra identità storica e culturale, rischiamo di rimanere ostaggi delle percezioni e stereotipi d'oltre confine. Per costruire una strategia nazionale efficace, dobbiamo prima affrontare questi problemi di identità e coesione.

Tempo, spazio, mito

ll mito potrebbe porsi come pietra angolare della cultura contemporanea con cui confrontare tempo e spazio. Queste due ultime categorie però mostrano ulteriori sfaccettature di visione che ci gettano nella dinamica storiografica e nella filosofia della storia. È possibile isolare la storia ad una dimensione puramente spaziale e narrativo-mitologica oppure la dialettica temporale hegeliana rimane l'unico metodo storico riflessivo? Il mito è da considerare come causa in tale relazione o potrebbe profilarsi anche come conseguenza?
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