La Cina nasce dalla canna del fucile

Se nella storia cinese ricorre sovente la paura del mondo esterno, lo stesso potrebbe dire quest'ultimo nei confronti della Cina. Ecco perché un compendio degli studi dell'ex ambasciatore d'Italia a Pechino, Alberto Bradanini, rappresenta un ottimo punto di partenza per capire da dove viene e dove andrà il Paese di Mao, Deng e Xi.

All'Occidente bastava un Frankenstein

Fallita la controffensiva, la guerra in Ucraina diventa rumore di fondo. ll sussulto d'orgoglio che ci ha lanciati in suo aiuto è annegato nelle frustrazioni dello stallo di una guerra di trincea. Mentre l'unica consolazione si trova nel constatare come solo a noi si debba la sopravvivenza della sua entità statuale.

Il ritorno della guerra totale

La guerra è di nuovo un fatto esistenziale. E così, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, sui campi di battaglia più caldi del mondo nessuno è al sicuro. La logica della guerra come atto politico ha ceduto il passo a quella della distruzione assoluta: si punta ad annientare l’avversario in quanto tale, e si teme d’essere annientati a propria volta.

Il tramonto di una controffensiva fallita

Si raccolgono i cocci mentre si cerca di capire a che punto sia la guerra. Assuefatto e annoiato, l'Occidente non ha idea di come far finire questa guerra, mentre altri dossier vanno acquisendo maggiore priorità. Il distacco è doloroso per Kiev. Putin guarda e sorride, ma comunque sa che, salvo miracoli, verrà consegnato alla storia come l'uomo che ha perso l'Ucraina.

Vladislav Surkov è un profeta

Ultranormalità è il titolo, N. V. Dubovickij lo pseudonimo, Vladislav Surkov (con tutta probabilità) l'autore. Fёdor, un aspirante metallurgista che ama definirsi un “eterosessuale di umili origini”, viene casualmente a conoscenza degli intrighi di potere che stanno dietro alle elezioni russe del 2024. Non si tratta delle solite lotte politiche tra le fazioni dell’élite politica, economica e militare del paese, ma di qualcosa di più profondo: misteriosi demiurghi hanno creato una nuova lingua della politica per preparare la loro ascesa alla guida del paese.

Viaggio al termine della notte di Kiev

Il culo al caldo, e le mani sui culi. Segnali di pace.

La fondamentale importanza dei missili ipersonici

Seicento chili di tritolo sparati a ottomila chilometri orari: le superpotenze sono già al lavoro, l'Italia deve cominciare a pensarci se non vuole rimanere col cerino in mano.

Spazio traumatico postsovietico

Con TraumaZone, Adam Curtis invita a rivivere il devastante collasso dell’URSS (e della democrazia) per arrivare a comprendere, di riflesso, la Russia attuale.

Le Afriche in guerra

In Africa è in corso uno dei capitoli più intensi della competizione tra grandi potenze. Il set è affollato, perché i protagonisti sono tanti, e l'epilogo imprevedibile.

Il miraggio della pace

La controffensiva ucraina fatica a sfondare, e da Bruxelles si riaffaccia l’ipotesi della trattativa. Ma una pace negoziata rimane al momento impossibile.

Lo spirito di Johannesburg

I Brics si allargano, ma il loro è solo un "decoupling" comunicativo. Su tutto il resto sono lacerati da inconciliabili vedute e interessi.

Di che pace moriremo

Il conflitto cessa solo attraverso indefinibili armistizi e tregue armate. Parlare di pace è fare politica, e nel caso ucraino ciò equivarrebbe alla fine dell'ordine internazionale.
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