Stato e Impero tra Ankara, Gerusalemme e Teheran

Il Medio Oriente vive in una eterna aurora geopolitica sempre di là da mostrarsi compiutamente, radicata e stabile in un punto di fuga transitorio. In questo luogo ciò che non ha paura di mostrarsi è la Potenza e i suoi disegni, le sue violente linee di confine attraverso, e in cui, gli Stati lottano tra di loro e contro loro stessi, in un equilibrio costante tra due diverse concezioni di natura e di politica, tra la forma di un ordine statale e la sostanza di uno imperiale.

Missili supersonici in giardino

Con la recente implementazione dell’arsenale di missili supersonici da parte di Taiwan, gli USA cercano di far ingolfare la superpotenza asiatica in un conflitto regionale per minarne l’affermazione sempre più evidente sul piano internazionale. Ripetendo la mossa strategica della guerra russo-ucraina il Pentagono mira al divide et impera nello scacchiere geopolitico per paralizzare i suoi avversari egemonici in confronti militari.

Geopolitica degli scacchi

Una volta erano Spasskij e Fischer, oggi Dommaraju e Liren. Dal bipolarismo a un multipolarismo confuso e in continua variazione: vecchi rancori, equilibri altalenanti e il tutti-contro-tutti nel “tutti per uno” dei BRICS+. Fra una mossa del cavallo, un arrocco e uno scacco al Re.

Ucraina: ultimo atto

La guerra russa in Ucraina sembra essere entrata nella fase conclusiva, malgrado obiettivi e intenzioni precedentemente propagandati dalle parti, impegnate, da quasi tre anni, sul campo di battaglia. Il “pantano ucraino”, a prescindere dalla guerra psicologica e dalla propaganda di rito, si è rivelato un incubo tanto per la Russia quanto per le forze occidentali a sostegno della difficile causa di Kiev. In altri termini, una guerra che, a conti fatti, non può essere vinta né da una parte né dall'altra, stremata e da sempre dipendente dagli aiuti occidentali. Una guerra che, progressivamente, da “blitzkrieg russo”, si è configurata come la più classica delle guerre di logoramento sullo scivoloso e sempre insidioso suolo europeo.

Gli azzardi diplomatici di Giorgia Meloni

La situazione in Siria è critica. Oltre alle centinaia di migliaia di morti, dal 2001 ad oggi 13 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa. Al fine di combattere il terrorismo e trovare una soluzione alla crisi migratoria, il Premier Giorgia Meloni aveva adottato un approccio più attivo, con la nomina, ad esempio, dell’ambasciatore a Damasco Stefano Ravagnan. Gli ultimi sviluppi, ovvero la fuga di Assad in Russia e la conquista di Damasco da parte dei ribelli, sembrano confermare che la presa di posizione italiana non sia stata la scelta migliore, soprattutto per la mancanza di supporto dai propri alleati.

Il tempo della nemesi americana

Pechino, sospesa tra l’antica arte dell’equilibrismo e le ambizioni di un futuro da protagonista globale, si confronta con le sfide di un mondo sempre più polarizzato. Mentre le crisi internazionali scuotono vecchi assetti, essa cerca nel Medio Oriente una nuova frontiera strategica, che le permetta, giocoforza, di superare la sua "hedging strategy". Un percorso incerto, dove la linea sottile tra cooperazione e conflitto potrebbe riscrivere l’ordine globale.

Il ritorno della geopolitica globale

Dal rimosso storico all’abuso corrente, la geopolitica emerge dall’ombra e si riafferma come pratica ineludibile. L’antologia di Giuseppe De Ruvo - Storia e filosofia della geopolitica - edita da Carocci, scandaglia con rigore la continuità tra le intuizioni di Ratzel e l’odierno scacchiere globale. Tra eco di Mackinder e le manovre di Kissinger, il saggio disvela il ritorno dell’uomo come fulcro strategico in un mondo dove il dominio tecnologico e digitale ridefinisce il futuro delle potenze.

Pyongyang e l'amico ritrovato

La Duma russa ha ratificato all’unanimità il Trattato militare ed economico con la Corea del Nord. Non era scontato che ciò accadesse: gli accordi internazionali hanno bisogno di tempo per concretizzarsi, e la ratifica testimonia la natura perdurante degli interessi comuni alle parti. Il Trattato è un manifesto che spiega cosa sia e cosa sarà la Corea del Nord nel prossimo futuro, ovvero una fortezza dedita a rifornire il mondo di caos.

La tattica del cane pazzo non pagherà

Tra il fumo dei carri armati e l’eco di antichi rancori, si muovono le pedine di un conflitto senza fine. Il potere si frantuma, la legittimità sfuma; la violenza, ora regolata ora disordinata, disegna confini sfocati. Nelle stanze del potere israeliane, si calcolano mosse e si ignorano cause, mentre il tempo stesso sembra ripiegarsi su guerre già viste, risoluzioni mai arrivate.

Erdoğan nell'occhio del ciclone mediorientale

Il conflitto tra Israele e Hamas ha trascinato l’intera regione in una spirale di caos e instabilità, ridefinendo alleanze e logiche di potere. Mentre Israele tenta di spezzare la rete di influenze iraniane, Teheran risponde con colpi mirati, sfidando l’inviolabilità dello Stato ebraico. In questo contesto, la Turchia di Erdoğan rafforza il sostegno pubblico a Gaza, usando la questione palestinese per consolidare il proprio peso politico e ricalibrare le relazioni internazionali.

La Moldavia non sarà una nuova Ucraina

Sebbene in molti indichino la Moldavia come potenziale vittima di una Operazione Speciale 2.0, è altamente improbabile che uno scenario simile si realizzi.

Tutto il bene che ha fatto l’Occidente

Federico Rampini, nel suo libro Grazie, Occidente! (Mondadori, 2024), presenta una difesa audace del ruolo dell’Occidente nella storia recente. Con uno stile incisivo, sfida le semplificazioni e le critiche comuni, evidenziando come il progresso economico, scientifico e sociale globale sia strettamente connesso all’influenza occidentale.
Pagina 5 di 15