Diecimila modi di alimentare e diffondere il caos

Se si vuol condurre un Paese sull’orlo del baratro, che non equivale necessariamente a un golpe, va studiato nel dettaglio il terreno di scontro.

Preludio alla pace

Non sarà Erdogan a mettere il cappello sui negoziati (o un possibile cessate-il-fuoco). Al massimo salverà la faccia anche lui, ma la firma sarà russa e americana con gli ucraini a dettare i tempi ma non le condizioni.

Duellanti

Alla vittoria di Lula su Bolsonaro in Brasile non è seguito nessun golpe, né i disordini che ci si aspettava.

Trame cinesi

Se è vero che “un’immagine vale mille”, come dicono in estremo oriente, allora quella della guerra può illustrare gran parte della storia del cinema cinese.

“Se l’Europa non accelera sul fronte dell’autonomia strategica, questa guerra finirà per incentivare una periferizzazione dell’Europa”. La previsione di Michele Marchi

La vittoria di Macron e il futuro della Francia in Europa secondo il Professor Michele Marchi.

"Trent’anni dopo la guerra nei Balcani". La lezione (mai imparata) di Toni Capuozzo

La penultima guerra europea.

“Siamo in un momento decisamente critico per la Libia”. La nota di Daniele Ruvinetti

Daniele Ruvinetti, Senior Fellow alla Fondazione Med-Or, ci ricorda che bisogna guardare con maggiore attenzione alla Libia proprio a causa di quanto sta accadendo in Ucraina.

“I dirigenti politici dei paesi europei sono servi sciocchi”. L’analisi di Dario Rivolta

"Il nostro incoraggiamento agli ucraini, detto fuori dai denti, è: andate avanti, fatevi ammazzare in tanti e poi noi vi piangeremo. Questa è la realtà"

La grande guerra di Secessione

Vladimir Putin non è impazzito, non gli interessa il consenso dell’opinione pubblica, tantomeno che gli analisti comprendano le sue ragioni. Vladimir Putin ha deciso che il destino della Russia è fuori dall’Europa.

Putin è un protagonista di Dostoevskij con altri mezzi

"Per capire Putin bisogna leggere Dostoevskij, non il Mein Kampf" diceva nel 2016 Henry Kissinger.

"Le grandi potenze non hanno il tempo di fare l'aperitivo". Dario Fabbri sale in cattedra

La geopolitica pura invece è in qualche modo miserabile per eccellenza perché si occupa delle miserie delle collettività cioè il loro modo di stare al mondo che poi diventa la massima civiltà, perché le civiltà nascono appunto dalle miserie, cioè dal terrore degli altri.

"In Ucraina, Erdoğan dovrà scegliere da che parte stare". L'analisi di Daniele Santoro

Coordinatore Turchia e mondo turco, per la Rivista italiana di geopolitica "Limes", Daniele Santoro spiega che la strategia di Ankara, in bilico tra Nato e Russia, potrebbe non funzionare più.
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