Il trumpismo con altri mezzi

Leggere Hillbilly Elegy di JD Vance, candidato vicepresidente per Donald Trump, è il modo migliore per arrivare all'essenza delle istanze che il Partito Repubblicano vorrebbe far proprie in un prossimo futuro, cavalcando la decadenza della classe operaia bianca e l’ascesa al potere di una classe politica populista. Strizzando così l'occhio a proposte che lo avvicinano più al socialismo di Bernie Sanders che non ai neo-con al potere vent'anni fa.

Ipnosi e depauperamento

Ridurre il fenomeno delle elezioni americane ad un tentativo decostruttivo dei moventi psicosociali - deducibili dalle parole ben calibrate dei candidati - è l’inizio di un romanzo giallo sulle metodologie del potere. Onde discostarci da tale prospettiva, dovremmo accostarci al riscoprire alcune strutture su cui soggiace il partito Repubblicano. Quali sono i fondamenti di riferimento della struttura filosofica repubblicana, o almeno alcuni di essi? Forse prima ancora conviene partire da un obiettivo che accomuna le parti repubblicane e democratiche: la perpetrazione del potere e il depauperamento ideologico.

Il futuro dei conservatori dopo Trump

J.D. Vance è stato scelto come candidato alla vicepresidenza. Un nome che è un'indicazione netta sul futuro del Partito Repubblicano voluto da Donald Trump. Vance, salito alla ribalta come rappresentante delle battaglie di una classe media indebolita e paranoica, ha in realtà in Peter Thiel uno dei padri politici, quanto di più lontano dalla sua storia personale, al netto delle posizioni conservatrici che li accomunano. È per questo che se dovesse entrare alla Casa Bianca sarebbe più una vittoria per i venture capitalist californiani che non per la Rust Belt.

Tutti gli uomini di Donald Trump

Maga Inc. assume Opinion Architects - un'agenzia che si definisce dotata di “eccezionale professionalità, strategie innovative e totale discrezione” - come consulenti per la campagna elettorale 2024 di Donald Trump. Dall’inizio dell’anno sono stati corrisposti centomila dollari a questa agenzia di pubbliche relazioni registrata nel Delaware.

Eurafrica

I funzionari degli apparati italiani e gli spin doctor di Giorgia Meloni lavorano in vista di una sempre più possibile vittoria di Donald Trump negli Usa. Ciò che sta accadendo nel Texas è il segnale inequivocabile che i cittadini statunitensi auspicano un leader di riconciliazione nazionale e pacificazione mondiale. L’Italia cerca rifugio in Europa e col Piano Mattei si sgancia dal regolamento di conti tra Occidente e Oriente, o meglio dalla costruzione di un nuovo ordine internazionale sino-americano, e si fa ponte tra Nord e Sud del Mondo.

Gli altri due

La senescenza di Biden e i guai giudiziari di Trump preoccupano partiti ed elettori d’America. E aprono un sottilissimo spiraglio per una coppia di nomi inediti in vista delle prossime presidenziali.

Elon Musk e la pulsione avanguardistica

Il miliardario-influencer punta tutto su un desiderio primordiale: condizionare la politica. Non per il mero potere, ma per sentirsi sempre e costantemente il capofila.

Le consolazioni del complottismo

I "creduloni" e i "ragionevoli", che alimentano le fantasie cospirazioniste più accese, lavorano entrambi in favore dello status quo, perché ci impediscono di discutere dei problemi che indicano.

I dolori del vecchio Trump

L’arresto del tycoon segna una cesura irreversibile nella parabola del populismo americano. Può il trumpismo sopravvivere senza il suo fondatore?

Fuga di mezzanotte

Lasciare definitivamente gli Stati Uniti: per Donald Trump è sempre stata un'opzione, ora finalmente pronta a concretizzarsi.

Vite parallele

Le elezioni del 2024 sono l'ultima chance per Donald Trump di pareggiare i conti col suo predecessore ideologico, Andrew Jackson.

Il fronte interno americano

Lo scambio di prigionieri Griner-Bout tra Russia e Usa è un segno di debolezza o un pezzetto del puzzle per costruire la pace?
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