La spada dello Zar

La storia della Russia dimostra come essa non possa che essere governata da un potere assoluto, che si manifesta nelle forme tipiche dello Stato hobbesiano.

Il fattore Mélenchon

Come già altre volte in passato, il leader de La France Insoumise sta cercando di prendere la testa dei tumulti nazionali, cavalcando l'odio anti-Macron.

Secolarizzate

Le modalità con cui Elly Schlein e Giorgia Meloni si sono imposte spinge a chiedersi se sia ancora possibile una politica delle idee o identitaria.

La morale del rischio

Ciclicamente, la scelta per governi e banche centrali fra Moral Hazard e Apocalisse si ripresenta: ovvero fra salvare gli istituti di credito dissoluti e lasciarli fallire.

La necessità di pensare il metaverso

L'affermazione di tecnologie pervasive determina l'urgenza di aprire un dialogo interdisciplinare che ponga al centro l'uomo.

Il mito svizzero

Nel corso del Novecento le fondamenta idealistiche della nazione elvetica sono mutate in un materialismo eccessivo, che ora sta mostrando la sua vera natura.

I due mondi russi

Le radici del conflitto russo-ucraino vengono analizzate da Andrea Graziosi, esperto di storia dell'Europa orientale, nel suo ultimo studio, "L'Ucraina e Putin tra storia e ideologia" (Editori Laterza).

Cronosofia

"Avere tempo" di Pascal Chabot è l'analisi della tensione fra i ritmi sociali e quelli individuali, e di come essa si relaziona con il presente rendendolo inaggirabile.

La repressione democratica

Gli ordini liberali contemporanei esercitano un controllo che va avvicinandosi a quello degli ordini autoritari. La via è segnata e nessun rimedio sarà sufficiente.

La narrativa che vincerà

Le guerre di domani saranno decise dalle storie che ci raccontiamo oggi. Per questo Benjamin Abelow - nel suo studio "Come l’Occidente ha provocato la guerra in Ucraina" - vuole smontare quella che sostiene essere la falsa narrativa statunitense.

L’unico crimine è perdere

La Corte Penale Internazionale incrimina Putin. Nessuna sorpresa, ma una condanna è (quasi) impossibile: a decidere la sorte dello Zar sarà il campo di battaglia, non i giudici.

Fedele alla linea

Alfredo Cospito morirà in antitesi a Socrate: disposto a dare la vita per opporsi alle leggi in quanto tali, invece che per la loro difesa.
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