Il fuso orario islamico

Per quanto l'Occidente abbia tentato negli scorsi decenni di convertire i popoli islamici al proprio modello, è impossibile impedire al Vicino e Medio Oriente di seguire la propria vocazione islamista, che mai abbiamo compreso (perché fuori dal nostro modo di pensare) e le cui conseguenze pratiche non riusciamo ad accettare. Nonostante gli anni, nonostante i tentativi, nonostante il continuo scambio commerciale e culturale.

Il diritto di vivere nella storia

L'Occidente e il resto del mondo, il giardino e la giungla, l'ordine e il caos: da diversi decenni questa è la visione che accompagna qualsiasi ragionamento di ordine geopolitico. Ma è una condizione di cui si è stanchi, in primis per via delle implicazioni post-storiche che essa comporta. La voglia di scrivere il futuro è forte, così come quella di sfuggire da un eterno presente.

La morte della talassocrazia

Dal Mar Rosso non giungono solo oggettivi elementi di valutazione geopolitica tout court, ma anche indicazioni ed auspici per una politica estera partecipe, consapevole e proattiva. Il multilateralismo è bene accetto, ma senza perdere di vista la direzione indicata dalla stella polare della strategia e degli interessi nazionali.

Alle porte del futuro, con gli occhi bendati

Frammentati, vittima di pensieri estemporanei, e in piena crisi d'identità: il liberalismo contemporaneo, nostra ideologia dominante, si ritrova senza alter ego, e pertanto non gli rimane che criticar sé stesso. Ma al ripudio del passato andrebbe preferito un suo studio sistemico, nel tentativo di ricostruire una nostra storia comune e dunque un'idea di futuro.

Toni Negri, i Grundrisse, e una società senza lavoro

Negli anni Novanta Toni Negri mise nero su bianco alcune teorizzazioni che vedevano nell'interpretazione di un "frammento" dei Grundrisse di Karl Marx la profezia di una società senza lavoro. A distanza di anni, queste idee sono divenute estremamente popolari, anche fra i politici della sinistra parlamentare, sebbene basate su una confusione di fondo.

Il ritorno della guerra totale

La guerra è di nuovo un fatto esistenziale. E così, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, sui campi di battaglia più caldi del mondo nessuno è al sicuro. La logica della guerra come atto politico ha ceduto il passo a quella della distruzione assoluta: si punta ad annientare l’avversario in quanto tale, e si teme d’essere annientati a propria volta.

Maledendo l’alba di una nuova sinistra

Acerrimo difensore del capitalismo, Murray Rothbard ne trova le basi nella innata diversità degli esseri umani. Liberilibri traduce e pubblica una sua raccolta di saggi libertari che aiutano a comprendere come queste idee ancora corrano lungo il viso dell’alt-right statunitense e della destra-destra europea, e che ritroviamo in pensatori estremamente popolari, come Jordan Peterson, Posie Parker e Peter Thiel.

Muskalzoni e profeti

Mentre tutti i riflettori erano puntati su Elon Musk - un mero affarista a cui interessa poco della situazione politica italiana - sul palcoscenico di Atreju hanno sfilato insieme a Giorgia Meloni anche Edi Rama e Rishi Sunak. E’ la formazione dell’asse Roma-Tirana-Londra di cui parlammo sulle colonne di Dissipatio in tempi non sospetti. La premier è passata al livello superiore del grande gioco e ora entra nel solco di Tony Blair che aveva incontrato proprio quest’estate in Albania e studia la sua Terza Via europea.

Rick Falkvinge

Inserito nel 2011 nella lista dei cento pensatori più influenti al mondo dalla rivista Foreign Policy, oggi Rick Falkvinge vive a Berlino, da dove continua a seguire l'evoluzione delle idee predicate dal suo partito pirata, e dai simili movimenti che ad esso si sono ispirati in tutto il mondo. Lo abbiamo incontrato per fare il punto su ciò che è stata quell'esperienza e su ciò che ci aspetta negli anni che verranno.

Il tramonto di una controffensiva fallita

Si raccolgono i cocci mentre si cerca di capire a che punto sia la guerra. Assuefatto e annoiato, l'Occidente non ha idea di come far finire questa guerra, mentre altri dossier vanno acquisendo maggiore priorità. Il distacco è doloroso per Kiev. Putin guarda e sorride, ma comunque sa che, salvo miracoli, verrà consegnato alla storia come l'uomo che ha perso l'Ucraina.

La cantata dei giorni dispari di Gaza

Israeliani e Palestinesi combattono in una terra che Golda Meir, in un empito di umorismo ebraico, guardava sorridendo non comprendendo perché, pur così povera, fosse valsa 40 anni di espiazione divina nel deserto. È una guerra antica, che estende le sue radici nel tempo e che non troverà mai facile soluzione. Al momento, i due Stati sono un’utopia. Con gli occhi di Eduardo, il Mediterraneo attende il ritorno dei più felici giorni pari, mai tuttavia così impalpabili ed evanescenti.

Della prospettiva americana su Netflix

Gli Stati Uniti temono di collassare sotto il peso delle loro contraddizioni irrisolte e irrisolvibili. La sua società è sull'orlo della guerra civile. Le sue infrastrutture sono fragili. E l'immagine di un mondo in rivolta, contro l'American dream, nutre le sue ansie. Una visione che si concretizza nell'immaginario hollywoodiano.
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