Fantozzi è morto

I concorsi pubblici somigliano sempre più a un placebo di massa, ovvero un modo per ingraziarsi i precari di domani. La figura dell'impiegato fantozziano non esiste più, esiste solo la volontà dello Stato di tenere mansueta una platea gigantesca, che sta sull'ordine delle decine di migliaia di persone, avendo poco o nulla da offrire.

Uomini all'ombra della storia

Con Eminenze grigie (Liberilibri, 2024), Lorenzo Castellani indaga con intelligenza lo spazio politico e amministrativo che Schmitt definisce “anticamera di influssi e poteri indiretti”, per tracciare i connotati dei reggitori ignoti e ignorati, iperborei di palazzo che all’ombra del potere orchestrano i destini della storia.

Le conseguenze della talassocrazia 

Naturale conseguenza dell’esercizio del potere in senso lato, la sua declinazione marittima pone in evidenza caratteristiche peculiari che risaltano in questi particolari momenti di crisi. Se il disegno strategico, laddove presente, tratteggia indicazioni politico-economiche, è l’esercizio del potere marittimo, declinato secondo paradigmi civili e militari, a battere il tempo degli avvenimenti.

Il potere dopo Vladimir Putin

Dopo la fine del dominio dell’ideologia sovietica sono seguiti tantissimi esperimenti: televisivi, musicali, artistici, letterari. Il ritorno all'ordine dagli anni 2000 in poi ha coinciso con l'affacciarsi di una nuova generazione, traumatizzata dai decenni precedenti, chiusa nei confronti dell'Occidente, ma più aperta all'idea di una riscoperta del mondo attraverso il filtro della propria supposta grandezza nazionale. Saranno loro a prendere in mano il potere dopo la caduta di Vladimir Putin.

Il mito è poesia del potere

Esplorando la complessità della mitologia politica italiana, si rivela come le narrazioni politiche agiscano plasmando l'immaginario collettivo, influenzando le decisioni politiche attraverso simboli e idee. Attraverso un'analisi dettagliata delle mitologie unitaria ed europeista, emergono le loro implicazioni sulla coesione nazionale e l'azione politica. Una riflessione imprescindibile per comprendere l'identità e il destino dell'Italia contemporanea.

Modalità pipistrello

Affidarsi agli occhi è tanto naturale, quanto velleitario e pericoloso. Pochi grandi bipedi sopra la media sanno che invertire senso e funzione è l’unica vera maniera di sintonizzarsi in questo curioso spazio-tempo che chiamiamo mondo. Di tutti gli organi di senso, il più usato, consumato, bistrattato, divinato, e in fin dei conti mal interpretato, è senza dubbio la vista. Lo sapeva Lazzaro Spallanzani, che molto tempo aveva dedicato a cercare di capire “come vede chi non vede”, studiando approfonditamente i pipistrelli, che in questo sono gli specialisti indiscussi.

La spia intoccabile

Federico Umberto D’Amato, critico culinario e autore di "Menù e dossier", diventerà nel tempo l'incarnazione dell'Ufficio Affari Riservati. La storia incredibile di un uomo potentissimo e stravagante ricostruita da Giacomo Pacini.

Il ragno del Club Bilderberg

Pubblichiamo un capitolo del nuovo libro di Lorenzo Castellani - Eminenze Grigie. Uomini all'ombra del potere - uscito nell'anno in corso per la casa editrice Liberilibri.

Dal punto di vista italiano

La “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza”, curata dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e relativa all’anno 2023, mostra un mondo in rapido cambiamento, dove si sommano le crisi e si moltiplicano le incognite. Un sunto di ciò che può essere pubblico del lavoro sottotraccia del DIS, dell'AISE e dell'AISI, ad uso e consumo della formazione di un'opinione quanto più possibile informata.

Non conosciamo nulla della mente

Il futuro dell'umano dipende anche e soprattutto da come si deciderà di affrontare i moderni problemi che nascono nell'intersezione tra filosofia e neuroscienze. Un riassunto dei punti principali del dibattito in corso è fondamentale, se non forse essenziale per la sua comprensione.

Il sovranismo non esiste

Le proteste di Pisa, come ogni protesta degli ultimi anni, assomigliano più a una vaga increspatura in un oceano di conformismo, che non ad un organizzato moto sistemico di dissenso. In l'Italia è impossibile immaginarci diversi, liberi e sovrani. Liberi di attaccare un massacro e specialmente il suo mandante israeliano. Perché l'Italia non è una nazione sovrana: non lo è, in primo luogo, mentalmente.

Nasrallah e il fronte di dissuasione

A gennaio le forze armate israeliane hanno condotto una serie di attacchi in territorio libanese culminati nell’assassinio dell’alto dirigente di Hamas, Salih Aruri, nella periferia sud di Beirut. Nello stesso periodo lo Stato ebraico ha eliminato Wissam Tawil, uno dei comandanti militari di Hezbollah, che si aggiunge agli oltre 160 combattenti caduti dall'inizio delle ostilità. Il “Partito di Dio” in risposta ha preso di mira due basi militari israeliane a dieci e venti chilometri dalla linea di demarcazione con il Libano. La priorità di Hezbollah resta preservare le posizioni acquisite ed evitare l’escalation.
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