Dazi, dazi, dazi

A Washington si stanno imbarcando su una nave la cui destinazione è dichiarata ma non sicura: Trump promette svolte in politica economica sia internamente che, soprattutto, verso l'estero, minando relazioni commerciali e quindi politiche col resto del mondo, alleati compresi. Cosa possiamo aspettarci dalla futura amministrazione, alla luce del suo primo mandato e delle promesse fatte negli anni di opposizione? Chi sconterà l'agire del nuovo (e vecchio) Presidente?

Un regalo di Natale anticipato

Dopo l’elezione del futuro Presidente degli Stati Uniti d’America molte cose per l’Ucraina e Zelensky stanno cambiando e i negoziati si fanno sempre più vicini. Ma Biden lascia al futuro inquilino della Casa Bianca l’autorizzazione all’utilizzo di missili a lungo raggio in territorio nemico. Un lascito che potrebbe complicare la strada verso il tavolo delle trattative.

L'infinita tempesta di Matteotti

Antonio Funiciello - ex capo di gabinetto di Mario Draghi - regala una interpretazione riformista e originale di Giacomo Matteotti in "Tempesta", suo ultimo libro (edito da Rizzoli) che alla vigilia del centenario dalla morte (e dunque del celebre discorso del bivacco di manipoli) pone argomentazioni e interrogativi che andrebbero colti per conoscere veramente la vita di uno dei dimenticati protagonisti del riformismo italiano. Una vita non facile, ma che ci dà lo spaccato di un’Italia, divisa e ricca di asimmetrie.

La Bibbia degli Anti-sistema

Da Elon Musk ai suprematisti bianchi, tutti citano “Dune”, il capolavoro di Frank Herbert. E c’è chi lo imbraccia come progetto politico alternativo.

Il solitario di Providence

Guardare all’esperienza esistenziale e letteraria del H.P. Lovecraft significa calarsi in un contesto di profondi rivolgimenti per gli Stati Uniti. Il suo slittamento imperiale è già percepibile. La sua estroflessione e la sua corsa alla modernità la collocano già in testa alle nazioni occidentali, prima del definitivo collasso dell’Europa dopo il 1945. L’uomo Lovecraft, figlio di un’America anglosassone, sta assistendo all’affermazione sempre più forte dell’Heartland a trazione teutonica nel Midwest e alla diluizione del potere anche culturale del cordone ombelicale inglese. Se Steinbeck dà voce all’America profonda dinanzi alla Grande Crisi del 1929, egli si fa cantore degli anglosassoni scalzati dal potere, lontani tanto dall’America rurale, quanto dal cuore newyorkese della modernità statunitense.

Una via di fuga dalla crisi tedesca

L’articolato sistema UE potrebbe produrre una politica estera coerente. Gli mancano però delle caratteristiche fondamentali. Una di queste è la piena salute dei componenti fondamentali del sistema – ed il più importante di questi è la Repubblica Federale di Germania. Politicamente, economicamente, spiritualmente la Germania non sta bene e trascina in fondo tutti noi. Le elezioni chiamate per il 23 febbraio rappresentano forse una speranza?

I cinesi non credono più in nulla

La crisi demografica, l’incognita immobiliare e il calo dei consumi non possono essere letti sotto la mera lente economica, ma riflettono il cambiamento di una società che evolve. Le faglie interne impongono a Xi Jinping di cercare consenso e mostrare assertività all’esterno.

Vent'anni di Tiziano Terzani

Quando ancora gli entusiasmi erano alti, Tiziano Terzani riuscì a riconoscere l’errore della Modernità e trasse le conseguenze. Oggi, che il tema della crisi occidentale appare, al contrario, inflazionato e onnipresente nel dibattito pubblico, tutti menzionano il giornalista fiorentino, ma nessuno prova ad ascoltarlo. Un ricordo in occasione del ventesimo anniversario dalla morte.

Il ritorno della geopolitica globale

Dal rimosso storico all’abuso corrente, la geopolitica emerge dall’ombra e si riafferma come pratica ineludibile. L’antologia di Giuseppe De Ruvo - Storia e filosofia della geopolitica - edita da Carocci, scandaglia con rigore la continuità tra le intuizioni di Ratzel e l’odierno scacchiere globale. Tra eco di Mackinder e le manovre di Kissinger, il saggio disvela il ritorno dell’uomo come fulcro strategico in un mondo dove il dominio tecnologico e digitale ridefinisce il futuro delle potenze.

Elon Musk è la chiave

Donald Trump ha vinto le elezioni e la Casa Bianca si prepara ad un ritorno al futuro su posizioni più conservatrici. Tuttavia, per Giorgia Meloni, è ancora presto per festeggiare. Protezionismo ed una politica estera più assertiva potrebbero rendere i rapporti con gli Stati Uniti meno facili del previsto. Così il ruolo di Elon Musk, con cui la nostra Premier condivide una "special relationship", potrebbe risultare fondamentale.

La politica americana è una grande metafora

Il tentativo di decodificare l'incomprensibile dibattito pubblico d'oltreoceano non può fare a meno degli studi linguistici, solo apparentemente avulsi da significati politici e filosofici. Secondo George Lakoff, ad esempio, l’intera analisi filosofica va ricostruita tenendo conto dei risultati sperimentali delle neuroscienze e della psicologia cognitiva. Allo stesso modo, i suoi studi sulle "metafore concettuali" potrebbero rappresentare un valido aiuto per capire come mai nel 2024 il Paese più importante del mondo si ritrovi a dover scegliere fra Kamala Harris e Donald Trump.

Populismo in salsa baltica

In Lituania il populismo guadagna consensi, Nemuno Aušra (l’alba di Nemunas) è ora il terzo partito del Paese: la nuova formazione di Remigius Žemaitaitis ha ottenuto il 15% dei voti. In molti sono d’accordo con Gitanas Paluckas, potenziale prossimo Primo Ministro, nell’affermare che il suo successo non sia altro che una “bolla inflazionata” destinata a scoppiare dopo le elezioni; ma anche se effettivamente questo scenario si verificasse resta il fatto che venti rappresentanti del partito siederanno nel Parlamento monocamerale. La bolla inflazionata è stata votata da oltre 186.000 lituani. Il populismo attrae e questo è un fatto che non può essere ignorato.
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