Tutti Mitomani

Si dicono giornalisti ma sembrano influencer. Auto-referenziali, egocentrici, mettono sempre se stessi al centro di ogni narrazione. Parlano di tutto ma non sono esperti di niente. Poca credibilità e molti like. Sono i professionisti della mitomania. Ne abbiamo parlato con chi si spende quotidianamente nel "debunking" di questo fenomeno.

Il nuovo Mare Nostrum

Se l’Italia riuscisse ad acquisire lo status di principale hub commerciale-energetico nel Mar Mediterraneo, vedrebbe il suo peso geopolitico aumentare sensibilmente. E per farlo deve appoggiarsi anche su Turchia e Cina.

Joe Biden e il futuro del Medio Oriente

Diversi canali di informazione hanno descritto l'inizio dell'era Biden come il ritorno dell'America sulla scena internazionale. In realtà la supposta discontinuità geopolitica tra le due amministrazioni (salvo specifiche eccezioni strategiche) appare solo una ricostruzione giornalistica.

Un’indagine sul populismo (di oggi e di domani)

Le diverse fasi del populismo, dalla Brexit alla recente sconfitta elettorale di Trump, aprono interrogativi circa il futuro del fenomeno che ha rivoluzionato la politica degli ultimi dieci anni su scala mondiale. Da Marco Tarchi a Massimo Cacciari passando da Ernesto Galli Della Loggia abbiamo chiesto: il “momento populista” è davvero finito?

Gli scrittori italiani sono sfigati

Vincenzo Profeta pubblica un libro impossibile, da samizdat, un autentico manuale della sovversione letteraria. Come portare Philip K. Dick a Kaos. Intervista lisergica

Un signore del Silicio a Villa Taverna?

Il prossimo ambasciatore statunitense a Roma potrebbe essere un certo Doug Hickey. Cattolico, imprenditore della Silicon Valley, nel cerchio dei democratici dai tempi della vittoria di Obama nel 2008. La sua missione? Riportare l'Italia nel campo anti-cinese.

L’intelligence secondo Joe Biden

Dal “suprematismo bianco” alla sfida con la Cina. Ecco la linea della nuova amministrazione statunitense per arginare sia i sedicenti nemici interni che quelli esterni.

Il nuovo partito romano

Il dimissionario premier Giuseppe Conte, sempre più politico e sempre meno mediatore, pare che abbia già un brand pronto per le prossime elezioni, “Insieme”, una sorta di unione progressista- cattolica benedetta dalle alte sfere del Vaticano.

500 nomine possono bastare

Gli equilibri di governo appaiono incerti, ma l’interesse ad avere una rete di funzionari ascrivibili alla propria area d’influenza potrebbe aiutare gli attuali partiti di maggioranza a trovare una quadra (dunque un eventuale Conte ter, o persino un governo senza Conte con gli stessi partiti che lo appoggiano): in questo 2021 si libereranno incarichi di primissimo piano nelle principali partecipate statali, tra cui Cdp, Eni e Saipem.

Guerra Russa

La stampa italiana si è concentrata sulla diatriba Putin vs. Naval’nyj. Non esistono soltanto loro. Gennadij Semigin, lo scrittore Zachar Prilepin e Sergej Mironov stanno costruendo un nuovo partito, che punta a governare. Ecco il programma

La diplomazia dell’Intelligence

Con la nomina di Piero Benassi, Giuseppe Conte ha blindato sé stesso, ma si è anche proiettato nel futuro della più antica arte di trattare le informazioni e gestire la sicurezza interna ed esterna del Paese.

Fitzcarraldo premier!

Che miseria i maneggi del potere, le iene che si agitano intorno all’escremento parlamentare, la tratta degli incarichi. Meglio guardare il film di Herzog e pregare la venuta dell’Eroe dell’Inutile
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