Nato in provincia di Roma nel 1997, dopo gli studi classici si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Università degli Studi di Trieste, dove frequenta ora il corso in Diplomazia e Cooperazione. Per Dissipatio si occupa principalmente di politica estera e affari militari.

I dolori del vecchio Trump

L’arresto del tycoon segna una cesura irreversibile nella parabola del populismo americano. Può il trumpismo sopravvivere senza il suo fondatore?

L’unico crimine è perdere

La Corte Penale Internazionale incrimina Putin. Nessuna sorpresa, ma una condanna è (quasi) impossibile: a decidere la sorte dello Zar sarà il campo di battaglia, non i giudici.

Il mondo è finito a Baghdad

Vent’anni dopo, è fondamentale una retrospettiva sul conflitto che ha distrutto l’Iraq. E le illusioni di un mondo unipolare.

Perdere la faccia

Passato un anno dall'invasione in Ucraina, Russia e USA sono mossi più dalla necessità di non giocarsi la credibilità che dalle prospettiva di vittoria.

Il mio regno per un carro armato

Si chiude la querelle atlantica sui corazzati: Berlino cede i suoi Leopard, mentre gli Stati Uniti sono pronti ad inviare gli Abrams. Ma ci sono forti dubbi che i mezzi NATO riusciranno a salvare l’Ucraina.

In fuga dal futuro

Rincuorati dalle grandi avanzate dello scorso anno, gli ucraini guardano al domani con relativo ottimismo. La sorte del Paese, però, rimane incerta anche in caso di vittoria.

Mal d'Atlantico

A quasi un anno dall’invasione russa dell’Ucraina la NATO pensa in grande, ma le sue ambizioni globali si scontrano con le debolezze e le contraddizioni dei suoi membri.

Le guerre non si vincono in borsa

La febbre delle sanzioni è l’ultima malattia di un Occidente che ha dimenticato la Storia e una delle sue lezioni più importanti: la guerra è anzitutto un fatto politico, non economico.

World War Woke

I Social Justice Warriors vanno alla guerra: come la retorica woke è diventata un’arma, e cosa significa per il futuro della geopolitica.

Non è ancora finita

Dopo mesi d’impasse il successo della controffensiva ucraina apre scenari militari e politici inediti: l'esito della guerra è diventato incerto, ma i russi sono tutt’altro che sconfitti.

Non ci resta che vincere

Europa e Italia si schierano fermamente dalla parte di Kiev, ma la retorica bellicista cela un pericoloso vuoto politico e strategico. A che gioco stiamo giocando?

I Cento giorni

È stallo sul fronte ucraino: la nostra strategia hands off non funziona più e non resta altro che compiere una scelta impossibile.
Pagina 3 di 4