L'illusione di una diplomazia illuminata

La politica estera progressista di cui parla il Professor Andrea Ruggeri sull'ultimo numero de «il Mulino» è e rimarrà un miraggio utopistico.

La geopolitica vista da Arcore

La politica estera di Silvio Berlusconi esprimeva la volontà di un’Italia mediatrice su più fronti: purtroppo, un’utopia.

Diego Gabutti

Saggista, romanziere, ma soprattutto lettore. L'autore di Segretissimo lascia da parte le pillole biografiche scegliendo di raccontare il suo gusto, e non i suoi traguardi.

«Oggi in Italia vige una partitocrazia senza più partiti». La prospettiva di Luigi Tivelli

PNRR, partiti e amministrazione pubblica: abbiamo chiesto all'ex funzionario, oggi editorialista e saggista, il suo punto di vista su alcuni fra i temi più pressanti che gravano sull'esecutivo Meloni.

Il Pd non è un piccolo partito

In attesa del sostegno da oltreoceano, Elly Schlein è costretta a equilibrismi sovrumani per conciliare la propria vocazione radicale con le logiche di palazzo.

La controrivoluzione culturale napoletana

Roberto Saviano, con i suoi ultimi due editoriali, si aggrega al nutrito gruppo di intellettuali partenopei che hanno abdicato all'idea di formare una nuova coscienza della propria città natale.

Una tendopoli nazionale

Da Bari a Milano, la protesta contro il caro-affitti riaccende l'attenzione sui problemi legati alla gentrificazione e al turismo non professionale.

I mali eterni della scuola italiana

Nel 1967 Don Milani pubblicava "Lettera a una professoressa", enunciando al Paese il modello Barbiana. Da allora, però, i problemi per il sistema educativo sembrano essere sempre gli stessi.

Il crepuscolo della filosofia

Ne "La morte del sole" Manlio Sgalambro osserva, dal punto di vista di una società in piena "crisi dei valori", la storia filosofica occidentale, alla ricerca della verità.

Andrea Monorchio

"La riservatezza è essenziale per un funzionario pubblico": confessioni di un Ragioniere Generale dello Stato.

Il sole spento dell'avvenire

L'ultimo film di Nanni Moretti è un'opera scontata, frutto di un regista che - come la sua cultura politica di riferimento - non riesce più a essere originale.

Lo sfogo creativo di un fallito

Instadrama racconta il rapimento del figlio della coppia influencer più famosa d’Italia da parte di un frustrato senza soldi, né successo. Un uomo con cui è impossibile non simpatizzare, finché non lo si osserva più da vicino.
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