Roma, metà marzo, quattro giornate consecutive a Palazzo Taverna per prendere sul serio una domanda che il dibattito pubblico ha smesso da tempo di formulare: se la storia abbia ancora un senso, e se quel senso abbia a che fare con qualcosa di più profondo della cronaca politica. Il relatore è Peter Thiel, investitore, cofondatore di PayPal, primo grande sostenitore esterno di Facebook, il personaggio che più di ogni altro nella Silicon Valley ha scelto di rendere esplicita la propria visione del mondo. Cristiano ortodosso e liberale classico nella vita privata, pubblicamente convinto che qualcosa di profondo si stia rompendo nella storia dell’Occidente. Le lezioni, dedicate all’approfondimento dell’«Anticristo», sono modellate sulle quattro che John Henry Newman tenne nel 1835. Il titolo viene da Daniele 12,4: «Molti correranno qua e là e la conoscenza aumenterà» – non una profezia di speranza ma di disordine, un promemoria teologico per specialisti della materia e una chiave di lettura del presente accessibile a chiunque sia disposto a ragionare con serietà su dove sta andando il mondo, indipendentemente dalle premesse religiose del relatore, perché Thiel prova a fare teologia nel senso accademico del termine, ma solo per arrivare
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