L'escalation incontrollabile

La designazione da parte di Putin del governo ucraino come "terrorista" apre a nuovi scenari operativi e indebolisce le possibilità di negoziato. Parallelamente, gli Stati Uniti, apparentemente in fase di ridimensionamento in Europa, sono in realtà impegnati in una ricalibratura strategica contro la Cina. Il rischio di una crisi di fiducia tra potenze nucleari potrebbe minare l’equilibrio MAD e alimentare dinamiche tutt'altro che desiderabili.

Israele è sempre più un ostacolo

Nel cuore di un Medio Oriente in trasformazione, le crescenti divergenze tra Stati Uniti e Israele minacciano di bloccare la regione, mettendo a rischio sia la stabilità locale che la costruzione di un nuovo ordine globale.

La terza guerra dell'oppio

Il disavanzo commerciale alle origini del conflitto anglo-cinese e la nascita della sinofobia, a distanza di 150 anni, sembrano ancora influenzare i rapporti tra Cina e Occidente. Non è un caso che la guerra dei dazi e la guerra al Fentanyl siano così strettamente collegate.

Speculazioni sulla via della seta

Due nazioni un tempo unite nella “Madre India”, come la chiamava Gandhi. Antichi rancori religiosi, risalenti ai tempi delle incursioni e dei sultanati, poi saturati dall’era Moghul. Un piccolo Pakistan che si fa forte grazie alla competizione del suo avversario con veri e propri giganti, che non vedono l’ora di superare il Bharat nella corsa all’oro, ora che i suoi vecchi alleati si fanno più vulnerabili.

Breve storia trentennale degli Houthi

La situazione nello Yemen è calda, anzi caldissima. L’Operazione Aspides viene prorogata, e ci sono stati ulteriori attacchi e contrattacchi tra i ribelli Houthi e Israele. La regione rimane affacciata su un crocevia di primaria importanza per l’intero commercio navale internazionale, e quindi tutte le potenze con interessi nella regione sono in allerta. La crisi umanitaria è tragica, e non sembra esserci abbastanza spazio per una risoluzione nel breve termine.

La Libia è fondamentale

Fra la presenza di migranti pronti a lasciare il Paese per partire verso l’Europa e una forte crisi politico-economica, la Libia diventa terra fertile per i progetti delle grandi potenze, che mirano a sfruttare le debolezze delle élite politiche dell’area per insediarsi nelle dinamiche di potere dello spazio nordafricano. In questo quadro l'Italia rimane a guardare, in una stasi frutto della propria impotenza.

Uno spazio di guerra permanente

Il Kashmir è di nuovo al centro delle tensioni internazionali, si teme una possibile escalation a seguito di un attentato terroristico che ha portato alla morte di almeno 26 turisti a Pahalgam, avvenuto il 22 aprile nella parte indiana della regione. Questa notizia fa eco alle sanguinose guerre indo-pakistane del passato. Una delle maggiori preoccupazioni è che i paesi interessati, ad oggi, possiedono l’atomica, ed entrambi non aderiscono al trattato di non proliferazione nucleare (TNP). La suddetta zona è ricca di risorse naturali ed è strategicamente un avamposto naturale per la supremazia regionale.

Geopolitica del sottosuolo

Il vero volto dell'accordo fra Washington e Kiev sulle terre rare è politico, non economico. L'obiettivo, infatti, non è più la vittoria totale, ma una gestione razionale del territorio ucraino. Territorio che sarà parzialmente integrato nell’economia occidentale, mentre una sua fetta resterà sotto controllo russo.

Da Cold Response a Cold Cookies

È scattato il piano di difesa dell'isola da parte del Regno Danese con appoggio in ambito UE. Copenaghen cerca di blindare la Groenlandia, Washington tratta col governo locale, Pechino investe in infrastrutture, e l’isola torna al centro di una contesa imperiale. Nessuno, ancora una volta, ascolta davvero i groenlandesi.

La riconquista del Kursk

L’invasione della regione russa del Kursk da parte delle truppe di Kiev è giunta al termine, dopo quasi un anno di offensiva. Mosca annuncia trionfalmente la ripresa dei territori, e sottolinea il contributo fornito dai soldati nordcoreani, legittimando il ruolo della potenza asiatica nelle dinamiche tattiche-militari del conflitto.

Il 2049 si avvicina

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, visita il sud-est asiatico, mentre Trump si ammorbidisce nei confronti di Taiwan, già appesantita dalle recenti e preoccupanti esercitazioni militari di Pechino. Il viaggio della delegazione cinese guidata dal presidente ha avuto come itinerario paesi come il Vietnam, la Malesia e la Cambogia, cui è stato ricordato che in caso di accordi commerciali con Washington ci saranno ritorsioni. L’ondata di dazi lanciati dalla Casa Bianca e la politica estera isolazionista di Trump favoriscono l’intento di costruire un nuovo asset geopolitico e commerciale in Asia, a conduzione ovviamente pechinese.

Una Siria mondiale a pezzi

La crisi siriana si sublima dopo cinquant'anni di regime baathista. La guerra civile continua a mietere vittime secondo principi politici, religiosi e settari che lasciano sul campo migliaia di caduti. Ma la geopolitica non si arresta, ed anzi ravviva l’instabilità di contesti ove tornano attori globali e regionali che si inquadrano in stilemi che sembrano rinnovare temi e dinamiche propri della Guerra Fredda. Ad un declinante Iran si contrappone una Turchia volitiva che, tuttavia, deve fare i conti con le asperità israeliane.
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