Le guerre post-umane sono già qui

Il mare, con i suoi fondali inconoscibili, è stato a lungo frontiera ignota e terribile. Mentre la terra continua a colorarsi di rosso, il profondo blu marittimo si tinge di spie meccaniche, ed è un’innovazione che parte dalle grandi potenze telluriche. Russia e Cina aggiornano le loro flotte e raccontano la storia di una nuova forma di conflitto fondata sul post-umano, sull’IA integrata, sugli sciami decentralizzati e coordinati.

Dopo la globalizzazione

E se sotto il caos voluto del Presidente americano si celasse una certa chiarezza, dimostrata dalle ultime iniziative dell’Amministrazione, sulla metamorfosi indispensabile nella strategia e sul divario tecnologico americano che in un futuro più o meno prossimo possa garantire l’egemonia? La politica americana spasima di capire cosa avverrà dopo la globalizzazione classica. E il mondo con essa. Cercare di fare un bilancio di questi primi mesi di nuova amministrazione statunitense, dunque, non è solo utile, è anche fondamentale per capire dove andrà l'Italia.

Il Vaticano non è l'America

La scomparsa di Papa Francesco riaccende di colpo speculazioni e speranze della destra transatlantica intorno ad un possibile alleato pontificio. Ma il Vaticano segue logiche tutte sue, anche — e soprattutto — in politica.

Da Cold Response a Cold Cookies

È scattato il piano di difesa dell'isola da parte del Regno Danese con appoggio in ambito UE. Copenaghen cerca di blindare la Groenlandia, Washington tratta col governo locale, Pechino investe in infrastrutture, e l’isola torna al centro di una contesa imperiale. Nessuno, ancora una volta, ascolta davvero i groenlandesi.

Harvard è un campo di battaglia

Tra le mosse dei primi cento giorni trumpiani spicca l’aver gettato benzina sul fuoco del conflitto culturale che spacca gli Stati Uniti: una nazione divisa tra una fetta di popolazione fortemente politicizzata negli atenei e un ceto medio progressista contrapposti ad un’America profonda desiderosa d'inseguire narrazioni alternative di rivincita in un sistema sociale ormai cigolante. Mettere le mani sui settori chiave della ricerca in questo senso più che un mero segno di incipiente autoritarismo può esprimere (se la scommessa avrà buon esito) il bisogno del presidente di asservire - con tutti i mezzi - il campo accademico di costruzione dei saperi e di formazione delle nuove élite.

Washington non fa scuola

Il taglio di fondi e del personale al Dipartimento dell’Istruzione non fa altro che peggiorare una situazione complessa per la scuola pubblica statunitense, contraddistinta da un sempre maggiore assenteismo da parte degli studenti e da scarsi risultati nei test valutativi.

Una critica all'idea di "tecnodestra"

La tecnica non ha colore, è uno strumento di potere, che non può costitutivamente avere alcuna connotazione politica poiché è il contrario della verità e della scienza. La tecnica assume il moto della macchinazione dell’esattezza, che riduce costantemente la libertà umana, quest'ultima, presupposto di qualunque verità. La macchinazione ha unicamente il neoliberismo quale terreno fertile; nessuna “destra” è ad essa necessaria.

«Non sono sicuro l'idea di tecnodestra soppianterà una visione di destra più tradizionale». Thibault Muzergues sul nostro momento storico

«Meloni resta vincolata dalla situazione interna del Paese: anche se oggi è forte, la sua coalizione resta fragile, e deve vigilare costantemente. Ciò la porta a un'eccessiva cautela, che le impedisce di tracciare una vera visione per la destra e per l'Europa, mentre un Emmanuel Macron, un Viktor Orbán o un Friedrich Merz hanno molto più spazio per presentare il loro progetto.»

Il 2025 è un nuovo 1971

Gli Stati Uniti scelgono di riscrivere le regole prima che siano le regole a travolgerli, riaprendo con i dazi una fase di riordino industriale e riequilibrio macroeconomico. Trump, voce del disagio produttivo, traduce il malcontento in un cambio di rotta che mette in discussione il libero scambio come dogma.

Il ritorno della guerra ai pirati

Il conflitto fra gli Stati Uniti e gli Houthi dello Yemen, sostenuti strategicamente da Teheran, continua senza sosta, e non sembrano esserci possibilità di una sua rapida conclusione nel breve periodo; la volontà americana è quella di incrementare la pressione imposta all’Iran, come dimostrato anche dallo spostamento dei bombardieri stealth B-2 nella base militare di Diego Garcia nell’Oceano Indiano.

Europa allo sbando

L’annunciato disimpegno degli Stati Uniti dall'Europa, accentuato dalla politica "America First" dell'amministrazione Trump, sta mettendo in discussione l'ordine transatlantico consolidato dal secondo dopoguerra. Questo cambiamento costringe l'Unione Europea a confrontarsi con la propria mancanza di autonomia strategica e potrebbe esacerbare tensioni interne, minacciando la coesione del progetto comunitario.

Per aspera

La sfida lanciata dall’amministrazione Repubblicana all’Europa è totale. Le mancanze dell’Unione sono sottolineate senza pietà, e le vittorie storiche sono messe in dubbio. Su ogni fronte si apre una negoziazione serrata. Se oltreoceano si sa chi sia il negoziatore, da queste parti ci sono dei dubbi. Le corde toccate da Donald Trump qualificano le istituzioni belghe, ma appare irrisolta l’incognita italiana. Giorgia Meloni giocherà il ruolo di Mercurio, astuto messaggero e mediatore, o di Cavallo di Troia della fortezza europea?
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