Nessuno tocchi gli astensionisti

Il dato che emerge dalle elezioni europee è un'affluenza da record negativo. La maggioranza assoluta (50,4%) degli aventi diritto ha scelto, con decisione o per lassismo, di disertare le urne. E già si scatena l'indignazione di chi alza il dito contro la trasversale assenza di responsabilità civica. Ma non votare è un diritto, oltre che un segnale per dire tanto quanto - se non di più - si farebbe votando.

Astensione e bipolarismo

Come se ce ne fosse bisogno, le elezioni regionali in Basilicata hanno confermato il trend: l'astensione rimane il primo partito prendendosi la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Un dato che fa riflettere, specie in vista delle prossime elezioni europee, sulla lenta ma costante erosione del nostro processo democratico, e su come ciò avvantaggi l'emergere di una rappresentanza politica bidimensionale, bipolare e omologata nel suo essere populista.

Il governo olandese sarà molto discreto

I Paesi Bassi hanno finalmente un Primo Ministro incaricato: è Dick Schoof, ex capo dei servizi segreti. Si tratta della prima volta nella storia del Paese che un uomo d'intelligence sarà a capo di un esecutivo. Un esperimento che ha pochi esempi simili anche nella storia europea, e per questo sarà attenzionato con particolare cura. D'altronde, non serve andare troppo indietro con la memoria per ricordare quando in Italia una candidata al Quirinale venne impallinata perché ritenuta incompatibile.

Gli Stati disuniti d'Europa

Alla vigilia delle elezioni europee, emerge chiaramente che l'Unione rimane una realtà complessa, sospesa tra il sogno di unità e le persistenti divisioni nazionali. Mentre gli sforzi per un'integrazione pacifica continuano, con iniziative educative e politiche comuni, la mancanza di un esercito unificato e una visione geopolitica condivisa evidenziano i limiti di questo progetto. La storia del continente unito, ancora influenzata dall'ombrello americano, riflette le difficoltà nel realizzare appieno il suo stesso progetto.

Robert Fico sta meglio, ma la Slovacchia no

Il premier slovacco Robert Fico, ferito gravemente in un attentato il 15 maggio, sta migliorando ma rimane in condizioni critiche. Emulazioni di questo genere su scala europea non sembrano probabili al momento, anche se non vanno escluse del tutto. Mentre la coalizione di governo procede con una legge per abolire la tv di Stato, è già chiaro che l'incidente ha ulteriormente polarizzato la già divisa società slovacca, con accuse reciproche – tra governo e opposizione – su chi sia responsabile dell'incitamento all'odio.

Premierato e necessità

Neanche la decantata riforma costituzionale proposta dalla maggioranza di governo potrebbe sanare i problemi di un ordine politico dove l'esecutivo è sempre più legislativo, e dove la discussione parlamentare è ridotta ai minimi termini. La percezione è quella che in Italia si viva in un costante stato di emergenza, sostenuto da una decretazione d'urgenza che si è fatta norma.

«Sciascia e gli altri intellettuali non capirono molto di questo partito. Il nodo è che esso stava sulla linea di faglia tra due campi di forze: l'evoluzione e l’immobilismo». Ascesa e caduta della DC secondo Guido Formigoni

Dopo Paolo Pombeni abbiamo raggiunto anche Guido Formigoni - coautore di "Storia della Democrazia cristiana. 1943-1993"(Il Mulino) - per capire il suo punto di vista sul partito più influente dell'Italia Repubblicana, nel tentativo di storicizzarlo, a distanza di oltre trent'anni dalla sua caduta.

Dentro la Bruxelles Bubble

A meno di due mesi dalle elezioni l’Europa è in pieno caos. Macron e Scholz sono debolissimi e si affidano all’amico Mario Draghi per salvare la faccia mentre giocano al tiro al piccione con Ursula von der Leyen, ostracizzata nel suo partito. Intanto fra Marine e Marion scoppia la pace in nome della grande opportunità politica.

Terza via all'italiana

Durante l’alba della Repubblica il grande storico dell’illuminismo Franco Venturi dimostrava che lo Stato italiano poteva fondarsi su una forma politica terza rispetto al liberalismo importato da oltreoceano e al comunismo di matrice sovietica. Sottolineava, inoltre, l’unità inscindibile fra esercizio attivo dalla cultura e militanza politica; tutto il contrario di come la rappresentanza politica è interpretata oggi dalla gran parte dei parlamentari italiani.

Un pensiero su Ilaria Salis

L'incidente politico di Ilaria Salis porta una sua riflessione sul rapporto tra movimenti giovanili di sinistra e istituzioni. Esaminando le decisioni strategiche e le candidature discusse, emergono interrogativi cruciali sull'equilibrio tra ideologia e immagine, suggerendo una possibile frattura tra politici di professione e militanti. Un'avvertenza sulla necessità di considerare le conseguenze del manipolare il fervore militante per fini politici, evitando di trasformare gli attivisti in pedine sacrificabili nel gioco del potere.

«Se viene a mancare la lunga esperienza di un buon capo di gabinetto il ministero ne risente, tanto più se anche il ministro è al suo esordio nella carica». Governare dietro le quinte secondo Guido Melis

Per capire il ruolo dei capi di gabinetto in Italia abbiamo intervistato il Professor Guido Melis, studioso e saggista, tra i maggiori esperti di Storia delle istituzioni politiche e Storia dell’amministrazione, che alla storia e alle storie dei gabinetti ministeriali e dei suoi protagonisti ha dedicato "Governare dietro le quinte. Storia e pratica dei gabinetti ministeriali in Italia 1861-2023"(Il Mulino, curato insieme a Alessandro Natalini) e "Il potere opaco. I gabinetti ministeriali nella storia d'Italia" (Il Mulino, curato insieme a Giovanna Tosatti).

«La destra è radioattiva. Qualsiasi cosa piaccia alla destra diventa negativa agli occhi della sinistra, anche se è una cosa di sinistrissima»: mutazioni politiche nell'Italia odierna secondo il Professor Luca Ricolfi

Rispetto a qualche decennio fa, destra e sinistra sembrano essersi scambiate valori e basi sociali. In Italia e nel resto d'Occidente è occorsa una mutazione radicale, di cui per certi aspetti ancora non si ha totale contezza. Ne abbiamo parlato con il Professor Luca Ricolfi, docente e presidente della Fondazione Hume, che ha studiato approfonditamente il fenomeno.
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