Il ritorno dei talebani

Viaggio tra auto-proclamati terroristi (contro l'ennesima invasione straniera, dal loro punto di vista) che studiano fuori dalle madrase da uomini delle istituzioni. Benvenuti nel Paese più surreale del mondo.

Un diario del terrore

“Una donna a Berlino” ci ricorda che le barbarie della guerra non fanno distinzione tra vincitori e vinti e il torto e la ragione hanno confini sottili

Nessun rimorso

In Afghanistan non si poteva vincere: è l’ennesimo fallimento della diplomazia liberal. Ora andiamocene senza guardarci indietro

Esportare la democrazia

L’ipocrisia occidentale ha distrutto l’Afghanistan. Ecco perché è ora di finirla con le “guerre umanitarie”

Poeta di guerra

Disincantata e lucidissima, antimilitarista ed eroica, crudele e per questo la più umana, è la poesia di Wilfred Owen, il più espressivo dei war poets. Capace di mostrare lo squallore delle trincee, la violenza barbara del conflitto mondiale, in cui morire è tutt’altro che dolce

Il destino di una spia

George Blake ha avuto in dono una vita a dir poco avventurosa. Tuttavia, il problema di quasi tutte le spie è che nella parte crepuscolare della loro vita si trincerano dietro un silenzio ambiguo

I prigionieri dimenticati

Il destino dei prigionieri italiani che rimasero fedeli al fascismo anche dopo l'armistizio.

La guerra è un gioco

Nel 1965 Guy Debord, il filosofo della società dello spettacolo, s’inventa “Le Jeu de la Guerre”, il gioco che riproduce tutti i conflitti possibili. Per risolverli

La guerra d’Etiopia

Cosa sta succedendo davvero nella regione del Tigray? La guerra è vinta, dice Abiy Ahmed, primo ministro etiope e Nobel per la pace. Ora inizia la guerriglia, tra le foreste e le montagne del Nord…

In guerra con Limonov

“Le guerre continuano perché agli uomini piace fare la guerra: ed è un piacere osceno”. Piccolo discorso su Eduard Limonov. In attesa delle sue poesie, un testo inedito, provocatorio.

Senza epica e senza estetica

Non siamo in guerra, ma siamo prigionieri di un frame che usa un linguaggio bellico e che ci porterà al suicidio sociale collettivo.

Può cambiare tutto

In ogni guerra – come la definiscono alcuni commentatori, anche se questa è decisamente meno eroica di quella convenzionale - ci sono vincitori e vinti, sommersi e salvati, furbi e fessi.
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