OGGETTO: L'arma segreta
Dal Dispaccio #30 del 13.01.2026
«La mia testa stava per esplodere!» Resoconti da Caracas avvolgono di mistero la caduta di Maduro: testimonianze parlano di una tecnologia militare segreta usata per stordire le guardie dell'ex Presidente. E la Casa Bianca non conferma, né smentisce.
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Un racconto denso di ombre e interrogativi, rilanciato sui social dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt con un laconico invito a “leggere attentamente”, ha riportato al centro dell’attenzione internazionale la presunta comparsa di una tecnologia militare segreta durante il raid statunitense che avrebbe portato alla cattura di Nicolás Maduro a Caracas. Secondo la testimonianza di una guardia venezuelana sopravvissuta all’operazione

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

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Carlo Galli: «Io non credo alla tecnocrazia. La tecnica è lo strumento fondamentale attraverso cui il potere si esercita, ma non è il soggetto che comanda. A comandare sono il capitale e lo Stato, che si servono della tecnica.»

«La tesi della tecnocrazia serve a dare l’idea che il mondo sia piatto, omogeneo, che la tecnica sia un fattore neutrale e che la politica sia stata completamente mangiata, assorbita e vanificata da essa. Ma questo non è vero. Se davvero ci fosse una dittatura della tecnica, non vedremmo conflitti reali. Invece li vediamo eccome.»

L’uccisione di Dio

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La pochezza della cronaca giornalistica

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