Non possiamo non dirci antitotalitari

Al di là della visione manichea della storia recente, è opportuno ricordare che la Repubblica è stata frutto soprattutto dell'impegno di chi ha sempre osteggiato qualsiasi deriva antidemocratica. Ecco perché quegli “anticorpi” evocati da Massimo Teodori in "Antitotalitari d'Italia" (Rubbettino, 2023) non solo sarebbe urgente produrre, ma andrebbero interpretati come l’ultimo, disperato tentativo di reimparare una storia che, colpevolmente, abbiamo scelto di ignorare. 

Anatomia di un blackout

In un mondo sempre più interconnesso l'incidente non è frutto del caso. Esperti di sicurezza informatica hanno delineato come i protocolli standard di aggiornamento software, soprattutto per un'entità del calibro di Crowdstrike, dovrebbero teoricamente precludere la possibilità che un singolo aggiornamento possa provocare danni su vasta scala senza essere intercettato da rigorosi test di qualità. Quindi a cosa far ricondurre il blackout che ha paralizzato il mondo lo scorso 16 luglio? Qualche teoria - che riguarda Donald Trump e Israele - comincia già a delinearsi.

La NATO è molto più di un'alleanza

La NATO nasce come comunità di valori sotto principio egemonico, sopravvivendo, per questo, alla fine del bipolarismo. Oggi, davanti alla Cina, diventa organizzazione economica a fini di indipendenza tecnologica e sviluppo.

L'Internet delle cose è un pericolo

La capacità dell'uomo di condividere informazioni e di interagire con gli altri, negli ultimi cinquant’anni, è aumentata esponenzialmente con l’evoluzione della tecnologia digitale. La quantità di realtà codificata ha raggiunto proporzioni considerevoli ed ancora cresce grazie all’avvento delle tecnologie 5G e 6G. E con loro arrivano problemi nuovi, spesso sottovalutati.

Il metodo Burns

Il 30 gennaio 2024 William Burns, Direttore della CIA, ha scritto un articolo intitolato "Spycraft and Statecraft" in cui delinea le sfide principali che attendono l'intelligence americana nei prossimi anni. L'America non è più l'incontestata superpotenza - scrive - ma è minacciata nei suoi interessi da Cina e Russia: per questo nuove e più raffinate metodologie d'approccio sono necessarie.

La peggior era di governo dal dopoguerra

L'insediamento di Keir Starmer a Downing Street è stato il "Portillo moment" che tutti si aspettavano. I tories chiudono una stagione di fallimenti e ora sono chiamati a scegliere la loro nuova guida: al momento papabili sono Kemi Badenoch, James Cleverly e Tom Tugendhat. Dall'altra parte i ringalluzziti labours hanno visto con così largo anticipo il successo che hanno evitato di essere programmaticamente dettagliati durante la campagna elettorale. Ma ora è il momento di decidere, possibilmente evitando di proseguire quella che lo storico Sir Anthony Seldon ha indicato essere il punto più basso (cominciato nel 2010) della leadership anglosassone dal 1945 ad oggi.

L'oppio del popolo americano

Capire la crisi degli oppioidi significa capire uno degli aspetti più oscuri dell’anima americana. Un'anima violenta, triste e solitaria, figlia del medesimo spirito che ne ha caratterizzato il successo. Oggi l'America profonda si ritrova a fare i conti con un male inedito o quasi, che inevitabilmente si riflette in politica, con tutte le conseguenze del caso.

Il futuro dei conservatori dopo Trump

J.D. Vance è stato scelto come candidato alla vicepresidenza. Un nome che è un'indicazione netta sul futuro del Partito Repubblicano voluto da Donald Trump. Vance, salito alla ribalta come rappresentante delle battaglie di una classe media indebolita e paranoica, ha in realtà in Peter Thiel uno dei padri politici, quanto di più lontano dalla sua storia personale, al netto delle posizioni conservatrici che li accomunano. È per questo che se dovesse entrare alla Casa Bianca sarebbe più una vittoria per i venture capitalist californiani che non per la Rust Belt.

Il cinquantunesimo Stato

L'Italia americana è una creatura di recente sviluppo. È solo negli ultimi anni, infatti, che è stato assorbito tutto ciò che arrivava da oltreoceano con una inconsapevolezza impensabile. È così che i fatti di casa loro sono diventati fatti di casa nostra. Ed è così che si saluta con gioia la cessione di propri comparti strategici, quale dovrebbe essere la Tim, per motivazioni puramente economiche e finanziarie, e non come tributo all’impero di cui gli italiani si sentono orgogliosamente parte.

Considerazioni sparse sulla République

Senza più ideali "da universalizzare", la teologia politica francese si ritrova sterile, mentre il suo Stato annaspa ricercando nuovi miti. Per uscire da questa spirale (che quantomeno certifica la presenza effettiva di uno Stato) l'unico modo sembra quello di ricercare un diverso criterio di amicizia-inimicizia internazionale, ma ciò non può essere fatto senza minare alla base ciò che resta della teologia politica francese, il mito stesso del laicismo repubblicano, e dunque della stessa statualità.

La terroristizzazione della Palestina

La retorica che ha guidato le mosse israeliane degli ultimi anni è una e una sola: demonizzare il nemico confinante, partendo dalla sua classe dirigente. Un gioco pericoloso che si è rivoltato contro i propri ideatori. Così ora Tel Aviv è finita in un cul-de-sac strategico "troppo serio per essere lasciato ai politici".

L'Italia del menefreghismo

Per capire una parte dei costumi morali italiani di oggi è necessario fare ricorso agli autori che sono diventati dei classici del pensiero politico e culturale. Solo così si potrà comprendere da dove arrivi quell'indifferenza verso gli affari nazionali che è causa di tanto male oggigiorno.
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