Tutto il bene che ha fatto l’Occidente

Federico Rampini, nel suo libro Grazie, Occidente! (Mondadori, 2024), presenta una difesa audace del ruolo dell’Occidente nella storia recente. Con uno stile incisivo, sfida le semplificazioni e le critiche comuni, evidenziando come il progresso economico, scientifico e sociale globale sia strettamente connesso all’influenza occidentale.

L’esercito fantasma

È dal 2022 che velatamente si sente parlare del fenomeno delle defezioni ucraine, la cui supposta marginalità è sovente smentita dai fatti: gli ucraini in poco più di due anni di guerra hanno visto defezioni e fughe dalla leva per un ammontare di circa cinquecentomila unità. Un'emorragia devastante di circa settecento uomini al giorno.

L'essenza nascosta della geopolitica

“Sotto la pelle del mondo” di Dario Fabbri ci conduce oltre la superficie della geopolitica, verso un’analisi che intreccia storia, geografia e psicologie collettive. In questo viaggio, le dinamiche del potere e le tensioni tra popoli si rivelano non semplici questioni di leader o economie, ma riflessi profondi di pulsioni umane. Fabbri ci invita a scrutare oltre le apparenze, a cogliere l’essenza nascosta delle nazioni e dei conflitti, in un mondo dove nulla è come sembra e ogni dettaglio nasconde un significato più profondo.

L'ascesa del declino occidentale

Negli ultimi anni, l’espressione “Il Declino dell’Occidente” è tornata in auge nei dibattiti mediatici, sebbene spesso purgata delle sue radici filosofiche. Originata dall’opera di Oswald Spengler, questo concetto si riflette oggi nei ragionamenti di Odifreddi o Rampini, per fare due esempi, che analizzano il fenomeno da una prospettiva economico-materialista. Tuttavia, manca spesso una riflessione profonda sul significato storico e valoriale di tale declino, riducendo il dibattito a contraddizioni tra progresso, potere e ideali di giustizia.

Unifil, storia di una linea blu

Il terreno di scontro libanese fra Iran e Israele riporta alla ribalta i dilemmi sulle missioni di pace e le regole d’ingaggio delle Forze Armate italiane che nella Storia recente hanno perpetuamente dimostrato capacità di combattimento con risorse spesso opinabili e un’opinione pubblica contraria. Il Dpp 2024-26 ha il merito d’avere grandi ambizioni, ma risulta ancora evanescente sul piano strettamente strategico e tattico.

La lezione romana

L’ascesa e il crollo dell’Impero romano rappresentano un monito per tutte le civiltà, trascinando con sé grandezza e fragilità. Dal capolavoro di Edward Gibbon fino alle riflessioni di Nietzsche e Spengler, la caduta di Roma risuona come una metafora universale. Oggi, come allora, l’inevitabile declino delle egemonie globali invita a riflettere sulla transitorietà delle società e sulla loro vulnerabilità.

La svolta di Ugledar

Nonostante i continui aiuti bellici ed economici, l’Ucraina risulta essere sempre più in difficoltà. Lo sfondamento dell’esercito russo presso la roccaforte di Ugledar non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Volodymyr Zelensky e l’Ucraina tutta sperano in una vittoria della Harris, poiché in caso contrario bisognerà iniziare a parlare della divisione del Paese.

Urbani autoritari

Le idee e le preferenze politiche di chi è giovane oggi equivalgono alla pratica politica del futuro. I ragazzi internazionali e digitali delle metropoli italiane, così apparentemente liberi ed individualisti, presentano abitudini e prospettive curiosamente autoritarie. Tracce di ciò si trovano nella loro interazione con la cultura e nelle preferenze di trasporto e mobilità.

Spade di ferro

Con gli Ayatollah alle corde, ad un anno esatto dal 7/10 Israele sembra pronto a ridisegnare la mappa del Medio Oriente. Ma a muovere la mano di ferro di Tel Aviv non c’è che la contingenza di un presente senza tempo, in cui la vittoria è sempre un passo più in là. Fino al baratro.

Il secolo in-finito di Sergio Vento

Il Novecento, definito “secolo breve”, si rivela oggi ben più vasto e influente del previsto. Questa è la tesi al centro de "Il secolo XX non è finito. Transizioni e ambiguità" (Rubbettino, 2024), saggio di Sergio Vento, in cui l’ambasciatore esplora il Novecento da diplomatico e testimone delle trasformazioni globali. Unendo autobiografia e analisi storica, Vento invita a rileggere le eredità del secolo scorso per capire le sfide del presente, offrendo una lucida anatomia della politica estera italiana e delle questioni internazionali che ancora ci toccano.

Le elezioni lituane sono già scritte

Mentre il Primo Ministro Ingrida Šimonyte chiama all’unità contro le formazioni estremiste, i socialdemocratici si preparano a un’annunciata vittoria. Per i conservatori si tratta di limitare i danni e prepararsi a quattro anni di opposizione. Così la giovane democrazia lituana si presenta all’appuntamento elettorale del 13 ottobre.

La metamorfosi delle classi sociali italiane

Il saggio di Pier Giorgio Ardeni, “Le classi sociali in Italia oggi” (Laterza, 2024), esplora l’evoluzione delle classi sociali italiane, riprendendo concetti di Sylos Labini e Paci. Con la globalizzazione e l’era post-industriale, le classi tradizionali si sono frammentate. Ardeni introduce il “proletariato post-industriale”, caratterizzato da lavoratori precari e flessibili. L’identità di classe si è indebolita e frammentata, influenzata non solo dal reddito, ma anche dal capitale sociale e culturale, con effetti sulla mobilità sociale.
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