L’Artico che si trasforma

Dal Trattato di Westfalia al nuovo scacchiere artico, il diritto internazionale si evolve tra cooperazione e tensioni. La Groenlandia diventa il fulcro di un’inedita partita geopolitica, mentre il cambiamento climatico e le rivalità tra potenze riscrivono gli equilibri globali. Sovranità, sicurezza e risorse si intrecciano in un delicato gioco di potere, dove nulla è scontato e tutto è in trasformazione.

L'eredità sovietica nell'odierna destra russa

Il libro di Sacha Cepparulo, autore italiano di origine сampana che da molto tempo vive a San Pietroburgo, è la prima opera che non mira tanto alla critica fine a sé stessa del clima ideologico stabilitosi in Russia, quanto a realizzare una “cartografia” dello spazio politico di destra, tentando di comprenderlo e di tracciare la genealogia di questo campo.

Il 2025 è un nuovo 1971

Gli Stati Uniti scelgono di riscrivere le regole prima che siano le regole a travolgerli, riaprendo con i dazi una fase di riordino industriale e riequilibrio macroeconomico. Trump, voce del disagio produttivo, traduce il malcontento in un cambio di rotta che mette in discussione il libero scambio come dogma.

Il potere dei signori tecnofeudali

Il concetto teorizzato da Yanis Varoufakis - economista, scrittore ed ex ministro delle finanze greco - rappresenta l’idea che le grandi multinazionali del settore tecnologico, come Meta, Google, Amazon ed Apple, abbiano cambiato così tanto il panorama economico da averlo riportato ad un sistema feudale con tanto di signori, vassalli e servi della gleba.

L'insostenibile ottusità del riarmo

Aumentare la spesa militare, come sostenuto dalla Premier, per sostenere sull’asse geopolitico il ruolo del nostro Paese nel caos mondiale (segnato dalla rimonta delle politiche di potenza degli Stati Uniti e il consolidarsi dei loro rivali) è davvero una scelta previdente o corre il rischio di trascinarci in una spirale fatale con una guerra ai confini che avremmo tutto l’interesse a disinnescare?

Il ritorno della guerra ai pirati

Il conflitto fra gli Stati Uniti e gli Houthi dello Yemen, sostenuti strategicamente da Teheran, continua senza sosta, e non sembrano esserci possibilità di una sua rapida conclusione nel breve periodo; la volontà americana è quella di incrementare la pressione imposta all’Iran, come dimostrato anche dallo spostamento dei bombardieri stealth B-2 nella base militare di Diego Garcia nell’Oceano Indiano.

La Serbia in un limbo geopolitico

Tra i grandi stravolgimenti mondiali è passata un po’ in secondo piano la questione Balcanica. Lo scorso 15 marzo è in andata in scena a Belgrado la più grande protesta della storia del Paese. Ma per quale motivo? Al di là di tifoserie e campanilismi, può realmente cambiare qualcosa?

La manifattura italiana è in allerta rossa

Il declino industriale ha compiuto due anni a gennaio. La guerra russo-ucraina ha soltanto un mese in più. Il calo procede ad un ritmo che ignora la successione delle maggioranze politiche e dei governi. I caratteri problematici durano da lungo tempo.

Il sultano ad un bivio

La Turchia vive l’ennesimo momento di crisi interna, così violenta da riverberarsi veementemente anche verso l’esterno. Il tempo, a fronte di politica e cultura, non ha mitigato le pulsioni politiche neo ottomane, ancora avvinte ad un Gazi forse mai davvero morto, così come ad un deep state ancor più forte e pervasivo. Per Erdoğan questo è il momento della verità contro il kemalismo della piazza e di Ekrem İmamoğlu.

Umberto Pizzi

Francesco Latilla e Francesco Subiaco dialogano con il Petronio della Roma Cafonal che ha fotografato l'Italia e gli italiani per cinquant'anni: lo abbiamo raggiunto nella sua casa-archivio tra le campagne di Zagarolo.

Trump, Stati Uniti, Anticristo e Armageddon

Pubblichiamo un capitolo tratto dal nuovo libro di Sacha Cepparulo "La Russia allo specchio. Le correnti di pensiero all'ombra del Cremlino" (Idrovolante edizioni, 2025).

L'eredità di un democristiano anomalo

Atipico, sensibile al mercato e con spirito europeista, la morte di Filippo Maria Pandolfi priva l’Italia di un protagonista delle istituzioni, a Roma e a Bruxelles, che ha saputo individuare in anticipo i grandi mali che affliggevano (e che affliggono) il Paese.
Pagina 28 di 125