Il potere dopo Vladimir Putin

Dopo la fine del dominio dell’ideologia sovietica sono seguiti tantissimi esperimenti: televisivi, musicali, artistici, letterari. Il ritorno all'ordine dagli anni 2000 in poi ha coinciso con l'affacciarsi di una nuova generazione, traumatizzata dai decenni precedenti, chiusa nei confronti dell'Occidente, ma più aperta all'idea di una riscoperta del mondo attraverso il filtro della propria supposta grandezza nazionale. Saranno loro a prendere in mano il potere dopo la caduta di Vladimir Putin.

Il sovranismo non esiste

Le proteste di Pisa, come ogni protesta degli ultimi anni, assomigliano più a una vaga increspatura in un oceano di conformismo, che non ad un organizzato moto sistemico di dissenso. In l'Italia è impossibile immaginarci diversi, liberi e sovrani. Liberi di attaccare un massacro e specialmente il suo mandante israeliano. Perché l'Italia non è una nazione sovrana: non lo è, in primo luogo, mentalmente.

Di Norvegia non si parla

Chi sottovaluta la Norvegia, non sottovaluta un piccolo Paese al nord del mondo, ma un ganglio vitale del nostro tempo. La naturalezza con cui i norvegesi arrivano a fare cose straordinarie senza rumore è qualcosa di misteriosamente affascinante. Il potere vero, quello silenzioso e strisciante, ha casa a Bergen.

Eurafrica

I funzionari degli apparati italiani e gli spin doctor di Giorgia Meloni lavorano in vista di una sempre più possibile vittoria di Donald Trump negli Usa. Ciò che sta accadendo nel Texas è il segnale inequivocabile che i cittadini statunitensi auspicano un leader di riconciliazione nazionale e pacificazione mondiale. L’Italia cerca rifugio in Europa e col Piano Mattei si sgancia dal regolamento di conti tra Occidente e Oriente, o meglio dalla costruzione di un nuovo ordine internazionale sino-americano, e si fa ponte tra Nord e Sud del Mondo.

Il Papa palestinese

Ripubblichiamo una riflessione uscita lo scorso 17 maggio 2021, poche ore dopo il riconoscimento da parte del Vaticano dello “Stato di Palestina”. Quando anche Papa Bergoglio fu accusato di antisemitismo.

«La stragrande maggioranza degli eletti nel PD vuole la fine dell'occupazione israeliana a Gaza». Lorenzo Pacini, l'assessore infedele alla linea

«Non sono un cane sciolto»: la linea dissidente dell'assessore del Partito Democratico Lorenzo Pacini ha causato polemiche e richieste di dimissioni. Lo abbiamo raggiunto per chiedergli cosa ne pensa della reazione dei suoi dirigenti, oltre che per chiedergli conto di alcune accuse di antisemitismo lanciate contro di lui nelle ultime ore.

«Questa è una vocazione che hanno tutti gli esseri umani, poi alcuni di loro ci si specializzano e ne fanno una professione». I segreti del lobbismo rivelati da Claudio Velardi

Imprenditore, politico, fondatore del Riformista: Claudio Velardi ha collezionato un'esperienza che per molti sarebbe difficile raccogliere in sette vite. L'ultima battaglia in ordine di tempo, quella per l'istituzionalizzazione delle pratiche lobbistiche in Italia, è in pieno svolgimento.

Ernesto Galli Della Loggia

"I giornali sono uguali tra di loro, troppo spesso noiosi e prevedibili. Non è possibile, ad esempio, che diano così tanto spazio, nelle prime sei o sette pagine, alla politica, solo per il gusto, magari, di fare un favore ad un politico e farselo amico".

Alle porte del futuro, con gli occhi bendati

Frammentati, vittima di pensieri estemporanei, e in piena crisi d'identità: il liberalismo contemporaneo, nostra ideologia dominante, si ritrova senza alter ego, e pertanto non gli rimane che criticar sé stesso. Ma al ripudio del passato andrebbe preferito un suo studio sistemico, nel tentativo di ricostruire una nostra storia comune e dunque un'idea di futuro.

Il ritorno della guerra totale

La guerra è di nuovo un fatto esistenziale. E così, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, sui campi di battaglia più caldi del mondo nessuno è al sicuro. La logica della guerra come atto politico ha ceduto il passo a quella della distruzione assoluta: si punta ad annientare l’avversario in quanto tale, e si teme d’essere annientati a propria volta.

Rick Falkvinge

Inserito nel 2011 nella lista dei cento pensatori più influenti al mondo dalla rivista Foreign Policy, oggi Rick Falkvinge vive a Berlino, da dove continua a seguire l'evoluzione delle idee predicate dal suo partito pirata, e dai simili movimenti che ad esso si sono ispirati in tutto il mondo. Lo abbiamo incontrato per fare il punto su ciò che è stata quell'esperienza e su ciò che ci aspetta negli anni che verranno.

L’Unico e la Distruzione totale

Ieri la decadenza dell'Impero Romano venne interpretata come destino naturale di una città di uomini e peccatori. Oggi nutriamo sentimenti simili verso il nostro mondo, ma quel genere di distruzione - nella società spettacolarizzata - non è più percorribile, e l'unica scelta sensata diventa quella dell'isolamento (anarchico).
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