L'arte di tacere

Tacere è un arte, scriveva l’abate Dinouart, tanto quanto parlare. Il silenzio è di massima importanza per la persona di lettere e chi si occupa del governo, tanto quanto l’eloquenza. Un libro potente scritto da un abate e pubblicato da Sellerio

C'era una volta l'anonimato

Il nuovo spirito del capitalismo della sorveglianza.

Un ventennio italiano

Quasi fatalmente ristampata nel 2023, l’opera di Giovanni Orsina - Il berlusconismo nella storia d’Italia - riman ancora la chiave di volta fondamentale per capire gli ultimi decenni.

Il tempo perduto della democrazia

Scrive Antonio Campati in "La distanza democratica. Corpi intermedi e rappresentanza politica" (Vita e Pensiero, 2022), che è solo rigenerando la giunzione tra chi governa e chi è governato che la vita democratica stessa può essere rigenerata.

Soldati semplici del capitale

A metà strada tra il proletariato e la borghesia, ma senza la prospettiva di un assalto al cielo: la classe degli impiegati di oggi è la stessa di cent'anni fa

Diego Gabutti

Saggista, romanziere, ma soprattutto lettore. L'autore di Segretissimo lascia da parte le pillole biografiche scegliendo di raccontare il suo gusto, e non i suoi traguardi.

La democrazia delle emozioni

In “Stati nervosi” (Einaudi, 2019) William Davies racconta come l’emotività abbia piegato la ragione e conquistato l'ordine politico occidentale.

Alfa e omega del mondo

Katechon. Filosofia, politica, estetica (Bollati Boringhieri, 2023) di Francesca Monateri è l'analisi della natura ambivalente di quella che Carl Schmitt definisce "la questione di fondo" di tutta la teologia politica.

Entrare nella storia di schianto

Per tutta la sua vita Ezra Pound ha studiato l'arte "di militare", cercando di far capire la necessità che il poeta prenda posizione.

La rivoluzione fallita dei tecno-utopisti

Ne "Il processo a Julian Assange" (Fazi Editore, 2023), Nils Melzer ripercorre la vicenda del fondatore di Wikileaks, ammantando la sua storia di tinte cristologiche.

Il crepuscolo della filosofia

Ne "La morte del sole" Manlio Sgalambro osserva, dal punto di vista di una società in piena "crisi dei valori", la storia filosofica occidentale, alla ricerca della verità.

Lo sfogo creativo di un fallito

Instadrama racconta il rapimento del figlio della coppia influencer più famosa d’Italia da parte di un frustrato senza soldi, né successo. Un uomo con cui è impossibile non simpatizzare, finché non lo si osserva più da vicino.
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